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Federica Brignone: “Non baratterei una Coppa del Mondo per un oro olimpico. Tornerò in pista ma non so ancora quando”
A circa tre settimane dalle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, le condizioni di Federica Brignone sono ancora incerte. L’azzurra sta continuando la sua preparazione dopo il brutto infortunio dello scorso aprile e con tutta la sua grinta farà il massimo per partecipare all’appuntamento più importante della stagione. La data del rientro non è ancora stata comunicata e la detentrice della Sfera di Cristallo generale continuerà a lavorare in allenamento per i Giochi.
In una lunga intervista rilasciata a Sky Sport, la campionessa del mondo di gigante ha chiarito alcuni aspetti sul rientro: “Tutti mi chiedono quando tornerò e se ce la farò per le Olimpiadi. Io a oggi non ho una risposta. Sì, penso di poterlo fare, non so ancora quando. Questi giorni mi hanno fatto capire che posso tornare a fare l’atleta e posso tornare a fare le gare, quantomeno in velocità. C’è ancora bisogno di un po’ di tempo, perché alla fine sono tornata sugli sci davvero da poco”.
Sull’importanza dei Giochi la valdostana, che sarà portabandiera, ha continuato: “Un evento sportivo magnifico, è qualcosa dove senti veramente di appartenere a una nazione e di rappresentarla. Sportivamente è un’emozione bellissima. Tutto il lavoro che ho fatto da quando mi sono fatta male l’ho fatto anche perché pensavo di poter essere una delle papabili. Certo, la scelta poteva ricadere su altri, però con i miei risultati e la mia carriera penso di essermelo meritato, quindi è stata un’emozione grandiosa. In tutti questi mesi ho ricevuto un calore e una vicinanza incredibili”.
Brignone ha poi concluso: “In gigante sto bene, però è dove faccio più fatica, con i dolori. Finora ho fatto superG e discesa, devo dire che in velocità va veramente bene. Questa è già un’ottima cosa. Se baratterei una delle mie due coppe del Mondo per un oro olimpico? Mai nella vita. Non c’è proprio paragone. Perché la Coppa del Mondo generale vuol dire essere lo sciatore più forte del mondo in più discipline. Vuol dire fare tutte le gare e fare una stagione, o due nel mio caso, ad altissimo livello, tutti i weekend. Sì, la gara delle Olimpiadi è bella, è una grande emozione, ma è una singola gara. Quel giorno puoi spingere male e non andare a medaglia. Invece vincere una Coppa del Mondo è una pressione, uno stress che dura tutta una stagione: farlo due volte, più le coppe di specialità, è un qualcosa di completamente diverso a livello sportivo”.
