Lara Mori e le Olimpiadi in rincorsa: un sogno meritato, da icona della sportività. E al corpo libero…

Lara Mori ha meritatamente coronato il suo sogno: partecipare alle Olimpiadi. A Rio 2016 era rimasta fuori all’ultimo istante dal quintetto, sull’aereo che volerà verso Tokyo 2016 ci sale invece in corsa e ormai a tempo scaduto, afferrando un biglietto che sembrava definitivamente sfumato. Si tratta di un giusto premio all’ardore, alla caparbietà, alla serietà e all’esperienza di una ginnasta forse troppo sottovalutata e presa meno in considerazione di quanto avrebbe meritato nel corso di una carriera decisamente onorevole e ben al di sopra della media.

La toscana si è sempre distinta per la tenacia e la grinta, due doti unite all’instancabile lavoro profuso in palestra e alla professionalità mostrata in ogni gara a cui ha preso parte. Stiamo parlando di un’atleta che ha sempre preferito fare parlare la pedana piuttosto che la lingua e che si è allenata sotto traccia, con un’invidiabile umiltà che andrebbe insegnata ai più piccoli appena si approcciano all’universo sportivo. Spegnerà 23 candeline il prossimo 26 luglio, il giorno dopo le qualificazioni della rassegna a cinque cerchi: un compleanno in Giappone in cui ha sempre creduto negli ultimi quattro anni e che un paio di settimane fa sembrava ormai sfumato (ha disputato tutto il circuito di Coppa del Mondo, ottenendo anche una vittoria a Baku).

La convocazione arriva in seguito all’infortunio di Giorgia Villa e all’inserimento in squadra di Vanessa Ferrari, incastro che cede il pass di Coppa del Mondo proprio all’allieva di Stefania Bucci. Non era sicuramente questo il modo in cui Lara Mori voleva conquistarsi un posto per l’evento sportivo più importante al mondo, soprattutto per l’enorme sportività e per i valori in cui l’azzurra crede. Vogliamo soffermarci su un’immagine: quando Vanessa Ferrari l’ha battuta un paio di settimane fa a Doha, strappando il tagliando olimpico, la toscana ha avuto la personalità e l’enorme cuore di congratularsi con la connazionale e di scambiarsi un sentitissimo abbraccio dopo il verdetto (venendo ricambiata dalla bresciana). Già solo per quella scena avrebbe meritato le Olimpiadi, poiché incarnava perfettamente l’essenza dello spirito a cinque cerchi.

Lara Mori vola nel Sol Levante e lo fa con ambizioni. Non soltanto per fare l’esperienza che vale un’intera carriera sportiva (tra l’altro la sua allenatrice partecipò a Montreal 1976, quando esplose Nadia Comaneci), ma anche per provare a battagliare per qualcosa di interessante. In fondo il suo esercizio al corpo libero, eseguito su un mix dei Queen, è di respiro internazionale e, se eseguito alla perfezione, potrebbe anche permetterle di sperare nella qualificazione alla finale di specialità. La ginnasta del Giglio Montevarchi, arruolata per l’Esercito Italiano, ha disputato l’atto conclusivo ai Mondiali 2017 su questo attrezzo e ha grande esperienza: non è certo un’atleta da sottovalutare e sarà una carta interessante da giocare.

Foto LiveMedia/Filippo Tomasi

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