Basket: tra NBA e Preolimpico, Italia, Serbia e non solo. I giocatori tra States e prospettive a cinque cerchi

NBA o Preolimpico? La questione sta attanagliando tante tra le 24 squadre che dovranno disputare i tornei di qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo, che dovevano tenersi nel 2020 e invece vedranno la luce solo in questo 2021 di ripresa, in tutti i sensi, dello sport. Tra queste 24 c’è l’Italia, attesa a Belgrado da un percorso che, secondo i pronostici, dovrebbe portare direttamente alla finale con la Serbia.

E sulla connessione molto stretta tra i tempi del Preolimpico e quelli della lega professionistica americana viaggia tutto un filone che vede vari giocatori che potrebbero rischiare di non giocare con le proprie Nazionali. Un discorso che non vale solo per azzurri e serbi, questo, ma, come vedremo, anche per altre formazioni di Belgrado, nonché anche negli altri tre Preolimpici.

Se tutti i giocatori di Eurolega e che, in generale, sono protagonisti da questa parte dell’Oceano (Marco Belinelli, Achille Polonara, Gigi Datome sono i tre nomi più noti per l’Italia, Milos Teodosic, Nikola Kalinic e Vasilije Micic tra i più conosciuti sul fronte serbo), sono pressoché certi, al netto delle scelte di Meo Sacchetti e Igor Kokoskov, più complicate sono le questioni oltreoceano.

L’Italia, paradossalmente, ha già dei margini di certezza più importanti rispetto alla Serbia con i suoi tre azzurri in NBA. Di questi, Nico Mannion, con i suoi Golden State Warriors, ha chiuso la stagione al play-in, mentre Nicolò Melli si è dovuto fermare in gara-7 con i suoi Dallas Mavericks contro i Los Angeles Clippers nel primo turno dei playoff. Loro a Belgrado, a meno di ribaltoni, ci saranno. Più complessa la questione di Danilo Gallinari, che è attualmente impegnato con gli Atlanta Hawks nella serie con i Philadelphia 76ers, attualmente sull’1-1 e dunque destinata a durare almeno fino a gara-5.

Il destino del “Gallo” è legato a doppio filo a quello del suo compagno di squadra Bogdan Bogdanovic: entrambi saranno in campo fino almeno alla notte italiana tra il 16 e il 17 giugno, con il Preolimpico che parte il 29. Questa serie, ove arrivasse a gara-7, si chiuderebbe nella notte tra il 20 e il 21 giugno, con tempi davvero molto ristretti in caso di uscita di scena per arrivare in terra serba, forse troppo ristretti, per entrambi.

Una situazione simile la vive Nikola Jokic, appena nominato MVP dell’intera NBA, e anzi è proprio lui uno tra i principali candidati a saltare l’appuntamento con la propria Nazionale nel caso in cui i Denver Nuggets riuscissero a battere i Phoenix Suns in semifinale di Conference. Insieme a Melli, invece, ritorna di qua dall’Oceano il gigante e compagno di squadra Boban Marjanovic, e lo stesso discorso vale per la coppia Mannion-Alen Smailagic. Stagione americana chiusa anche per Nemanja Bjelica (Miami Heat) e Aleksej Pokusevski (Oklahoma City Thunder).

Ma c’è anche il Senegal (girone azzurro) da tenere d’occhio in questo senso, in termini di giocatori NBA potenzialmente impegnati (oltre a quelli in giro per l’Europa, tra cui Pierria Henry del Baskonia da naturalizzato). Per Gorgui Dieng (San Antonio Spurs) e Tacko Fall (Boston Celtics) il verdetto è lo stesso: stagione conclusa. Georges Niang, invece, è agli Utah Jazz, potenzialmente tra i favoriti anche per piazzare un approdo alle Finals che manca dai tempi della leggenda di Stockton-to-Malone, l’asse più mortifero della storia.

L’unico portoricano attualmente in NBA, Moe Harkless (Sacramento Kings), il Preolimpico non lo giocherà. Per le Filippine rimane il problema Jordan Clarkson (Utah Jazz, e quindi per lui vale lo stesso discorso di Niang), che tecnicamente è filippino per parte di madre e rappresenta i Gilas in campo internazionale, ma può farlo solo da naturalizzato perché ha ottenuto il passaporto dopo il compimento dei 16 anni. Niente Al Horford e Karl-Anthony Towns, invece, per la Repubblica Dominicana: entrambi potrebbero vestire la maglia, ma a Belgrado non ci saranno.

Si diceva che i problemi sono relativi anche a una gran quantità di giocatori non del Preolimpico di Belgrado, ma degli altri tre (a Victoria, Kaunas e Spalato). In particolare, nel torneo canadese la squadra padrona di casa è fin troppo complicato fare previsioni, per tantissime ragioni. La Grecia, invece, attende il destino di due dei quattro Antetokounmpo, Giannis e Thanasis, e probabilmente non li avranno dato l’andamento dei Milwaukee Bucks. La Repubblica Ceca avrà Tomas Satoransky, mentre in quota turca sia Ersan Ilyasova che Furkan Korkmaz (Jazz l’uno, 76ers l’altro) sono a pesante rischio; c’è poi il caso di Enes Kanter, che però in Turchia non può tornare per ragioni molto diverse (leggere alla voce Erdogan).

A Spalato, invece, la Croazia deve capire la situazione sia di Dario Saric che di Bojan Bogdanovic (Suns e Jazz), in un torneo in cui la Germania di Dennis Schröder e la Russia non staranno a guardare. Infine, in terra lituana, i padroni di casa ci saranno tutti da Jonas Valanciunas e Domantas Sabonis in su, ma soprattutto sembra possibile il duello con la Slovenia versione Luka Doncic. E se si dovesse avverare, allora potrebbe diventare uno scontro “for the ages”, di quelli che potremmo ricordare a lungo.

Foto: LaPresse

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