Luna Rossa: il sogno e il sollievo per un’Italia in lacrime. Ci ha fatto respirare la normalità perduta

E’ stato un bellissimo sogno. L’abbiamo cullato per tre mesi, sin dalle World Series di dicembre. Portare in Italia la Coppa America, il sogno di una vita, soprattutto per Patrizio Bertelli. Mai ci eravamo andati così vicini. Ma ancora una volta il sogno si è infranto contro il muro neozelandese. Quando Luna Rossa incrocia lo scoglio oceanico, purtroppo affonda inesorabilmente. Quattro i precedenti con i Kiwi, tutti persi: 2000, 2007, 2013, 2021. In questa occasione, almeno, gli italiani sono riusciti a creare qualche grattacapo in più ai padroni della vela mondiale, evitando i ‘cappotti’ delle precedenti edizioni.

Si potrebbe discutere a lungo sui motivi per cui il Team Prada Pirelli sia stato sconfitto. Scelte tattiche poco felici, errori umani e chi ne ha più ne metta. Ma a che servirebbe? Per citare il buon Julio Velasco: “Chi vince festeggia, chi perde spiega“. Un dato di fatto va però rimarcato: ogni volta negli ultimi 21 anni, i neozelandesi hanno disposto sempre di una barca superiore rispetto agli italiani. Anche in questa circostanza Te Rehutai era più veloce di Luna Rossa. Ricordiamoci che i padroni di casa non gareggiavano da dicembre, erano arrugginiti. Si sono presentati alle prime regate con margini di miglioramento notevoli, al contrario della flotta del Bel Paese che aveva ormai raggiunto l’apice o quasi delle proprie prestazioni. Tradotto: i Kiwi potevano progredire molto con il passare delle regate, Luna Rossa no. E così effettivamente è stato. Peter Burling e compagni hanno affinato alcuni dettagli e, gara dopo gara, sono riusciti a mettere in acqua un’imbarcazione sempre più fulminea. Quando viaggi un paio di nodi più veloce del tuo avversario sia di bolina sia di poppa, alla lunga non puoi che spuntarla. Ed è la storia della Coppa America ad insegnare che è sempre la barca migliore a vincere. Purtroppo l’Italia non è ancora riuscita a progettarla. Guai pensare però che si tratti solo di una questione di budget. Gli investimenti di Luna Rossa e Team New Zealand si sono rivelati sostanzialmente equivalenti, intorno ai 60-65 milioni di euro. I Kiwi possono considerarsi dei veri e propri geni del design e dell’ingegneria: riescono sempre a proporre soluzioni avveniristiche nei confronti degli avversari, come ad esempio i foil piatti ed a forma di T di questa edizione.

L’America’s Cup rimane una questione tutta anglosassone ed il sogno di vederla un giorno in Italia, per il momento, resta tale. E’ vero che gli svizzeri di Alinghi riuscirono nel 2003 a strappare la Vecchia Brocca ai Kiwi e ad organizzare due edizioni a Valencia, dunque nel Mare Nostrum, ma in che modo? Impossibile dimenticare come quell’equipaggio fosse composto quasi interamente da neozelandesi. Ernesto Bertarelli, che potrebbe tornare in corsa per la prossima edizione, aveva ingaggiato i migliori al mondo. Non è esagerato dire che New Zealand, nel 2003 e 2007, fu sconfitta dai suoi stessi connazionali, pur battenti una diversa bandiera.

Si è dunque conclusa una splendida avventura per Luna Rossa. Un cammino in crescendo durante la Prada Cup, iniziato con i passi falsi durante il round robin e proseguito con le esaltanti vittorie prima su American Magic in semifinale e poi su Ineos Team UK nell’atto conclusivo. “Abbiamo dato lezioni di match race“, raccontava ieri Vasco Vascotto e non gli si può dare torto. A livello internazionale quello italiano viene riconosciuto come un grandissimo equipaggio, persino tra i migliori di sempre, come ha scritto Stefano Vegliani. La compagine del Bel Paese si è distinta per intuito ed innovazione, come dimostra la soluzione del doppio timoniere che, a conti fatti, è stata poi invidiata dalle altre compagini (persino i neozelandesi l’hanno provata a lungo negli allenamenti che hanno preceduto la competizione).

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Luna Rossa, ed è questa la sua grande vittoria, ha portato soprattutto speranza e sollievo ad un’Italia in lacrime, piegata da oltre un anno dalle ferite di una pandemia lacerante. Oggi il nostro amato Paese compie 160 anni. Una nazione tra le più “giovani” in Europa. Il ricordo dell’Unità infonda speme e fiducia in una delle ere più drammatiche della nostra storia. Alzarsi nel cuore della notte e ammirare quella barca che solcava leggera l’Oceano dall’altra parte del mondo ha rappresentato un piccolo sollievo, ci ha fatto respirare a tratti quella normalità ormai perduta. Seppur per qualche ora, gli italiani evadevano dai tormenti della quotidianità ed iniziavano a sognare, lasciandosi trasportare dal bagliore accecante della Luna. E’ proprio per questo che abbiamo amato così tanto Luna Rossa. E’ stato bello sognare.

Credit: ACE Studio Borlenghi – America’s Cup Press

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CRONACA LUNA ROSSA-NEW ZEALAND 3-7

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pityMartinez
pityMartinez
6 mesi fa

Poco da dire, i Kiwi si sono dimostrati più forti, ma a Luna rossa vanno solo i complimenti, per un breve periodo ci ha fatto credere di poter portare a casa la vecchia brocca.

Grazie a patron Bertelli che con immensa passione continua a finanziare questo sogno, grazie a Max Sirena per tutte le battaglie combattute sulla terra ferma, grazie a Bruni e Spithill (ormai naturalizzato italiano) per averci fatto sognare con le loro partenze, grazie a Pietro Sibello, grazie agli infaticabili grinder, grazie ai progettisti e a tutti quelli che hanno reso possibile questa sfida.

Luna rossa non si arrende, e noi con lei, prima o poi il sogno diventerà realtà!

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