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Prada Cup, si torna a gareggiare! Luna Rossa la spunta! Offese inaccettabili dai neozelandesi

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Ha vinto Luna Rossa! Nel fine settimana (sabato 20 febbraio) si tornerà finalmente a regatare ed andranno in scena le gare mancanti della Finale di Prada Cup. Riassumiamo le puntate precedenti. Gli organizzatori commerciali dell’evento, denominati ACE, stavano lavorando con il Governo neozelandese per cambiare le regole della competizione. L’articolo A2.3 (b) dell’Appendice alle Regole del World Sailing Racing of  Sailing America’s Cup parla chiaro: se la Finale non si sarà conclusa il 24 febbraio con la disputa di tutte le regate previste, allora a vincere sarà la flotta che in quel momento si troverà in vantaggio. Il problema è che ACE intendeva addirittura riprendere la competizione il 26 febbraio, spostando poi l’inizio dell’America’s Cup dal 6 al 13 marzo. Motivo? Attendere che il livello di allerta del lockdown passasse da 2 a 1, consentendo così al pubblico di assistere alla competizione.

Luna Rossa, Challenger of Record della Coppa America, si è fermamente opposta ad una ipotesi di questo tipo. Attraverso un ruvido comunicato stampa il consorzio italiano ha dichiarato che non esiste alcun motivo per non gareggiare: da mesi è stato redatto un protocollo che consente di regatare in condizioni di assoluta sicurezza anche con un’allerta 2, sebbene senza la presenza di spettatori. E’ chiaro che ciò comporta gravi perdite economiche per gli organizzatori: e qui, come si può intuire, sta l’intero nocciolo della vicenda.

Con la legge dalla propria parte, Luna Rossa non poteva che spuntarla. Nella prima mattinata neozelandese è infatti stato divulgato un comunicato stampa con cui ACE, di fatto, ha alzato bandiera bianca, non esimendosi dal rifilare le ormai canoniche accuse ed offese al team Prada Pirelli. Eloquenti e poco eleganti le parole di Tina Symmans, presidente dell’America’s Cup Events: “E’ una situazione molto deludente E’ mia responsabilità fare del mio meglio per gestire l’evento con i migliori interessi del pubblico e di tutte le parti interessate. Quindi con l’attuale impasse, pur non essendo d’accordo con il Challenger of Record, vogliamo che la regata si concluda sull’acqua“. In realtà è ciò che vuole anche Luna Rossa…

La Symmans ha poi proseguito: “Da domenica abbiamo lavorato molto duramente per dare la possibilità al Challenger of Record (Luna Rossa, ndr) di dimostrare un po’ di onore e rispetto nei confronti di questo Paese (la Nuova Zelanda, ndr) e di ritardare la Prada Cup finché non avessimo avuto l’opportunità di tornare al livello di allerta 1 e che dunque tutti potessero beneficiarne e divertirsi (riferendosi al pubblico, ndr)“,

Poi un attacco durissimo, l’ennesimo, a Patrizio Bertelli, il patron di Luna Rossa: “Chiaramente hanno dimenticato le parole del loro leader Patrizio Bertelli, che nella conferenza stampa di apertura aveva parlato di quanto fossimo tutti privilegiati per gareggiare ad Auckland senza particolare restrizioni di Covid e che quindi avrebbero messo impegno e responsabilità affinché la Prada Cup fosse un grande evento sportivo. Questo appello è caduto nel vuoto ed è chiaro che per Luna Rossa l’unico obiettivo è vincere la Prada Cup piuttosto che fare il bene di un Paese che ha lavorato così duramente per mettere in scena questo evento“.

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A questo punto le regate riprenderanno con le seguenti restrizioni. Non verranno utilizzati i campi di regata B e C per evitare assembramenti di persone a terra. Non vi sarà alcuna opportunità di visione pubblica come ad esempio gli spettacoli di attracco. Al villaggio saranno ammesse al massimo 100 persone, le quali dovranno indossare la mascherina: la distanza minima consigliata è di due metri. Tutti i bar, caffetterie e ristoranti possono rimanere aperti nel rispetto della normativa neozelandese che prevede livello di allerta 2. Ricordiamo che in Nuova Zelanda, attualmente, i casi di positività al Covid accertati sono appena 3 in tutta la nazione...

Insomma, riassumendo, gli organizzatori non hanno potuto fare altro che inchinarsi a Luna Rossa. Hanno chiesto un cambio di regolamento, senza ottenerlo. D’altronde “dura lex, sed lex“, dicevano gli antichi Romani. Se una legge esiste, va rispettata, non modificata arbitrariamente e secondo i propri interessi economici. Luna Rossa viene dipinta sostanzialmente come un Diavolo spietato e senza cuore, ma non ha fatto altro che aggrapparsi alle regole. Un’eventuale causa legale avrebbe portato ad una vittoria scontata del Challenger of Record, da qui la decisione di ACE di mettere letteralmente la coda tra le gambe. Un successo politico non di poco conto per il Prada Team Pirelli, che al tempo stesso si è fatto ora terra bruciata intorno a sé. Aspettiamoci una guerra spietata nelle prossime settimane da parte dei neozelandesi.

Foto: Luna Rossa Press

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1 Commento

1 Commento

  1. Fede67

    18 Febbraio 2021 at 05:45

    Premesso che ammiro Paesi come Nuova Zelanda o Australia che per un contagio solo chiudono tutto e tutti perché se avessero fatto così tutti dall’inizio Italia compresa a quest’ora il virus sarebbe morto e sepolto da tempo..detto ciò esiste un protocollo. un regolamento che prevede anche casi del genere e va rispettato. piaccia o no..quindi è giustissimo che si torni a gareggiare, punto e basta

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