Biathlon, dominio russo nell’opening dell’IBU Cup. Akimova vince la sprint, bene le azzurre con Carrara undicesima

La stagione 2020-2021 dell‘Ibu Cup ha finalmente preso il via questa mattina ad Arber (Germana), dove si è disputata la sprint femminile che precede quella maschile, programmata nel pomeriggio. Con un mese e mezzo di ritardo a causa del covid, il nuovo inverno ha finalmente potuto aprire le porte anche alla competizione cadetta del biathlon, e a dominare è stata la Russia che ha monopolizzato tutto il podio.

A trionfare è stata la trentenne russa Tatiana Akimova, che può vantare nel proprio palmares anche una vittoria e due podi nel circuito maggiore ottenuti nella sua stagione d’oro 2016-2017, ha mancato un solo bersglio a terra e ha preceduto sul traguardo la connazionale Valeriia Vasnetcova di 10″. La ventitreenne ha commesso due errori (1+1) ed è andata più forte nei primi due giri, ma nella terza giornata ha di fatto mantenuto il proprio ritardo dalla vincitrice e si è dovuta accontentare della seconda piazza. Sale sul podio anche la giovane Anastasia Shevchenko. La due volte campionessa mondiale junior nella rassegna iridata di Lenzerheide 2020 (sprint e inseguimento) si è quindi fatta trovare più che pronta e con lo 0+1 ha saputo conquistare il podio all’esordio tra le grandi, in IBU Cup, chiudendo a 23″.

Quella che sembrava una feroce battaglia per il podio (Vasnetcova è stata una delle ultime a partire) alla si è poi trasformata in un duello per la quarta posizione, giocato letteralmente sul decimo di secondo tra la tedesca Marion Deigentesch (1+0) che ha stampato (+27.1″ contro +27.2″) la francese Lou Jeanmonnot (0+1). Sesta classificata un’altra transalpina, Guilonne Guigonnat, che grazie al doppio zero è uscita addirittura in testa dopo la seconda serie ma è letteralmente esplosa nel finale terminando a 29″ da Akimova.

Può però sorridere, e ampiamente, anche l’Italia. Con una prestazione oltremodo convincente nel fondo (rispettivamente da ottava e quinta posizione) sia Michela Carrara (2+0) che Nicole Gontier (1+2) sono arrivate ai piedi della top 10, undicesima e dodicesima, a 49 secondi e separate da tre decimi. Le due valdostane hanno offerto tre giri di spessore, ma purtroppo sono arrivati poi gli errori al poligono che le hanno costrette alla rimonta, soprattutto nel terzo giro. Subito alle loro spalle si è inserita anche una ritrovata Eleonora Fauner, che aveva già dato segnali nei test interni di avere un’eccellente condizione. Con un solo errore in piedi la figlia d’arte ha chiuso solamente a 3″ da Carrara e Gontier. Bene anche Beatrice Trabucchi, 26esima con lo zero e in crescita di condizione, mentre l’unica italiana fuori dai punti è stata Rebecca Passler, che ha pagato i tre errori al secondo poligono chiudendo 50esima a 1’51”.

Inizia invece con un vero e proprio shock l’avventura nel biathlon dell’ex campionessa del fondo Stina Nilsson. C’era grande attesa per vederla all’opera per la prima volta in una competizione ufficiale, ma la svedese ha offerto una controprestazione di davvero difficile lettura, lenta al tiro (ed era preventivabile), molto imprecisa tanto da sparare col 50% (1+4) ma soprattutto veramente in grande difficoltà anche nel fondo, dove ha fatto segnare solamente il 40 tempo sugli sci. Alla fine per lei è arrivato un 99esimo posto a ben 3’48” dalla testa.

Foto: Lapresse

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