MotoGP, Franco Morbidelli è pronto per vincere il Mondiale. Ha demolito Quartararo, serve il sostegno pieno della Yamaha

Non fatevi trarre in inganno dal suo sorriso, Franco Morbidelli si sta ampiamente mangiando le mani nel paddock di Portimao. Il pilota romano ha concluso al terzo posto il Gran Premio del Portogallo 2020 della MotoGP, portando a termine l’annata al secondo posto nella classifica generale. 13 punti. Appena 13 punti hanno separato l’ex campione del mondo della Moto2 dal sogno del titolo. Joan Mir è lassù, vicinissimo. Il maiorchino della Suzuki, però, ora può trascorrere il suo inverno festeggiando il suo primo alloro iridato. Franco Morbidelli, invece, avrà tempo per pensare e ripensare a quello che è stato e che, soprattutto, sarebbe potuto essere in questo tribolatissimo 2020. Una sottile linea che potrebbe avere demarcato due carriere.

Sia ben chiaro, da pilota e uomo di una intelligenza superiore, il romano guarderà il bicchiere mezzo pieno di questa sua annata. Iniziata assolutamente in sordina, ma proseguita con un crescendo “rossiniano”. I numeri sono dalla sua parte. Le prestazioni corroborano l’assunto ma, nonostante questo, la Yamaha ha deciso nuovamente di non concedergli la moto ufficiale nel 2021. Ce l’avrà il suo nuovo vicino di box, Valentino Rossi, e ce l’avranno ovviamente le due moto del main team. Maverick Vinales e Fabio Quartararo. Forse i due protagonisti che più hanno deluso in questi mesi. Il colosso di Iwata ha scelto la loro direzione troppo in fretta? Negli ultimi anni ha inseguito le caratteristiche dello spagnolo, che ha realizzato un buco nell’acqua dietro l’altro, mentre nel 2020 ha puntato tutto su “El Diablo” che, nelle settimane decisive, è mancato completamente sotto ogni punto di vista.

Il nativo di Nizza è stato la grande illusione di questo campionato. Dopo un finale di 2019 quasi ai livelli di Marc Marquez (sottolineate bene il “quasi” ovviamente) il suo avvio di 2020 è stato scoppiettante. Pronti, via, e subito doppietta a Jerez. Non solo sono arrivati 50 punti per il classe 1999, ma due vittorie prepotenti. Alla “Marquez”. Purtroppo per lui, però, il suo sprint si è esaurito già a luglio. Una frenata repentina e inesorabile che ha diverse motivazioni. Sia la pressione che ha iniziato a farsi sentire sia, soprattutto, una moto che si è persa a livello tecnico.

Ora la casa di Iwata brancola nel buio, senza sapere a chi affidarsi. O meglio, sapendo a chi “non” affidarsi. Franco Morbidelli è sempre stato messo al quarto posto di importanza dal team, ma lui ora è l’unico pilota che (nettamente più degli altri) sta guidando a dovere la M1. Mentre lui lotta per vittorie e podi, gli altri tre colleghi di marchio sgomitano tra di loro per entrare (spesso senza riuscirci) nella top10, a distacchi siderali. Anche oggi il gap valicava i 15 secondi.

Andiamo a fare un po’ di numeri, che spesso spiegano nel migliore dei modi le cose. Franco Morbidelli chiude il suo Mondiale MotoGP 2020 con 158 punti, frutto di 3 vittorie, un secondo posto e un terzo. Cinque podi totali, ai quali può aggiungere un quarto posto, un quinto ed un sesto. Un cambio di passo notevole dopo due ritiri nelle prime quattro gare, uno per colpa di una rottura del suo motore. Fabio Quartararo conclude, invece, con 127 punti in ottava posizione. Per lui 3 vittorie e stop. Dopo la doppietta di Jerez la sua annata è stata davvero pessima, senza mezzi termini. 50 punti in due gare, quindi 77 nelle successive 12. Una media davvero insufficiente.

31 punti di distacco tra i due. Ben più di una gara. Franco Morbidelli ha stra-vinto il confronto con il suo compagno di team. Lo hanno visto tutti. Tutti, tranne la Yamaha, che si è affidata in toto al francese, tarpando le ali al nostro portacolori. Una decisione che rimpiangerà in futuro? Questo non possiamo dirlo ad oggi, ma sicuramente Franco Morbidelli in questo 2020 ha dimostrato molto. In primo luogo che può vincere il titolo anche nella classe regina. Non solo qualche gara. Noi ce ne siamo accorti, non solo lui…

CLICCA QUI PER TUTTE LE NEWS SUL MOTOMONDIALE

alessandro.passanti@oasport.it

LA NOSTRA STORIA

OA Sport nacque l’11 novembre del 2011 come blog chiamato Olimpiazzurra, per poi diventare un sito web dal 23 giugno 2012. L’attuale denominazione è in uso dal 2015. Nell’arco degli anni la nostra filosofia non è mai mutata: tutti gli sport hanno la stessa dignità. Sul nostro portale le Olimpiadi non durano solo 15 giorni, ma 4 anni. OA Sport ha vinto il premio come miglior sito di Sport all’Overtime Festival di Macerata nel 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020.

Clicca qui per seguire OA Sport su Instagram
Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

Foto: Lapresse

LA NOSTRA STORIA

OA Sport nacque l'11 novembre del 2011 come blog chiamato Olimpiazzurra, per poi diventare un sito web dal 23 giugno 2012. L'attuale denominazione è in uso dal 2015. Nell'arco degli anni la nostra filosofia non è mai mutata: tutti gli sport hanno la stessa dignità. Sul nostro portale le Olimpiadi non durano solo 15 giorni, ma 4 anni. OA Sport ha vinto il premio come miglior sito di Sport all'Overtime Festival di Macerata nel 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020.


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Salto con gli sci: Markus Eisenbichler si impone nell’opening di Wisla davanti a Geiger e Huber, fuori dai 30 Kraft

Nuoto, ISL 2020: Caeleb Dressel polverizza il primato del mondo nei 100 misti a Budapest!