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‘Le Tour du directeur’: Primoz Roglic deve stare molto attento domani a Tadej Pogacar…



LENNARD KAMNA, IL CLASSICO CORRIDORE TEDESCO

Alto e potente, è il classico “passistone” tedesco. Nel 2017 vinse il Mondiale U23 a cronometro e giunse secondo nella prova in linea. Le prove contro il tempo sono il suo pane, ma in salita ha dimostrato di difendersi egregiamente ed oggi ha stroncato uno scalatore puro come Carapaz imponendo una progressione letale. Ai Mondiali, si sa, spesso emerge un corridore a sorpresa. Tra le papabili rivelazioni non va escluso proprio Kämna…

EGAN BERNAL CON I VELOCISTI: L’ORGOGLIO DI NON MOLLARE

Dalla maglia gialla del 2019 ad un presente che lo vede accumulare minuti su minuti e fare addirittura gruppetto con i velocisti. La soluzione più semplice sarebbe ritirarsi, per risparmiare altre brutte figure alla propria immagine. Egan Bernal, tuttavia, per il momento preferisce soffrire e rimanere con orgoglio. E chissà che, nei prossimi due giorni, non tenti una fuga da lontano con l’obiettivo di aggiudicarsi una tappa.

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RICHARD CARAPAZ, OBIETTIVO VUELTA?

Nei piani iniziali della Ineos avrebbe dovuto affrontare il Giro d’Italia da capitano per puntare al bis dopo l’affermazione del 2019. La decisione di rinunciare a Froome (scelta corretta) e Thomas (sbagliata completamente) ha portato l’ecuadoriano a dover rinunciare alla Corsa Rosa per affrontare una Grande Boucle da gregario di Bernal. Un fallimento per tutti. Non è escluso che a questo punto Carapaz possa venire dirottato sulla Vuelta: le condizioni attuali di Bernal e Froome non inducono di certo all’ottimismo e la compagine britannica, inaspettatamente, si ritrova a dover far fronte ad una penuria di uomini di classifica.

TADEJ POGACAR DA DOMANI VA ALL’ATTACCO DEL TOUR DE FRANCE

Attenzione perché il ragazzo ci crede. Sa che 40″ non sono niente e tutto è ancora perfettamente in gioco. Anche oggi, nel finale, ha piazzato un piccolo allungo: pur consapevole di non poter fare selezione, ha voluto lanciare un messaggio chiaro a Roglic, che da par suo ha risposto presente. Ma cosa succederà se da domani il capitano della UAE si metterà a scattare a ripetizione una, due o tre volte, come già accaduto sui Pirenei? Nella tappa di Loudenvielle staccò tutti, Roglic compreso, guadagnando 40″: attenzione, in vetta alla salita il vantaggio era di 1’20″…Qualcuno pensa che quel giorno Roglic decise di proposito di non seguire il connazionale: io non ne sono affatto convinto…Pogacar, sin qui, è stato il più forte in salita. E nei prossimi due giorni di ascese ce ne saranno a volontà…Può realmente far saltare il banco.

LA TAPPA DI DOMANI

Iniziano le Alpi e, in due giorni, si deciderà il Tour de France, ammesso che non sia decisiva la cronometro di sabato. 170 km da Grenoble a Meribel. Primi 90 km piatti, poi sarà un inferno con due Hors Categorie tremendi. Prima il mitico Col de la Madeleine, 17,1 km all’8,4%; a seguire, dopo una discesa di 25 km e un falsopiano di 15 km, ecco il Col de la Loze. Un arrivo in salita che metterà a dura prova i corridori, l’unico arrivo in salita di questa Grande Boucle oltre i 2000 metri (2304 per la precisione). E’ un’ascesa molto lunga al 7,8% di pendenza media. Gli ultimi 4 km sono i più duri, sempre tra il 9 e l’11%, con una pendenza massima del 24%! Davvero in quel tratto si potranno fare differenze importanti. Impensabile che qualcuno possa muoversi sin dalla Madeleine, a meno che non sia molto distante in classifica generale. Sul Col de la Loze assisteremo alla solita selezione naturale, prima del corpo a corpo tra Pogacar e Roglic. Non sono escluse sorprese…

federico.militello@oasport.it

LE TOUR DU DIRECTEUR

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Foto: Lapresse

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