Filippo Ganna, il campionissimo. Una stella cometa che irradia nella pandemia



IMOLA – Un proiettile azzurro, inesorabile. Quei quadricipiti scolpiti e giganteschi, capaci di generare una potenza inaudita. Quella posizione aerodinamica perfetta e modellata con pazienza in galleria del vento. Filippo Ganna è oramai un fuoriclasse totale, assoluto, incontestabile. E’, insieme a Gregorio Paltrinieri, il più grande fenomeno attuale dello sport italiano in campo maschile. Quattro volte campione del mondo nell’inseguimento individuale, re iridato anche della cronometro su strada. Oggi nessuno avrebbe potuto fermarlo. “Ho mandato un sms a Cassani ieri sera, dicendogli ‘voglio vincere’. Lui mi ha risposto ‘siamo qui per questo’ “. Il forte vento che ha spirato su Imola sin dal mattino avrebbe potuto rappresentare un’insidia; “Ma il vento c’è per tutti, non cambia niente“, ci aveva rivelato il ct Davide Cassani. Poi ad un certo punto aveva fatto capolino anche la pioggia. Eppure oggi nessuna intemperia avrebbe potuto arginare questo tornado azzurro che ha spazzato via tutti.

Ganna ha dominato dall’inizio alla fine. E’ partito forte, ma senza esagerare. Si è gestito bene, nel finale era ancora lucido. Il percorso ed il chilometraggio di poco superiore ai 30 km si adattavano perfettamente alle qualità del fuoriclasse lombardo. Nella stagione in corso ha vinto tutte le cronometro a cui ha preso parte e sin da ora mette nel mirino la maglia rosa in palio sabato prossimo a Palermo nella tappa inaugurale del Giro d’Italia.

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E’ doveroso inserire Filippo Ganna tra le stelle comete imperiture del ciclismo tricolore. E stiamo parlando di un ragazzo di appena 24 anni, dai limiti ancora inesplorati. Alle Olimpiadi potrà ambire a ben due medaglie d’oro: inseguimento a squadre su pista e cronometro individuale su strada. E, a nostro avviso, il nativo di Verbania potrebbe far bene anche nella madison, una competizione ormai sempre più adatta ai corridori di fondo piuttosto che agli sprinter puri. Il piemontese, prima o poi, abbatterà anche il fatidico muro dei 4 minuti nell’inseguimento individuale su pista, così come il record dell’ora appare un traguardo ampiamente alla portata con una preparazione specifica. Non dimentichiamoci poi delle Classiche del Nord: un corridore come Ganna è perfetto per dare l’assalto alla Parigi-Roubaix, peraltro già conquistata da Under23.

Nell’anno più buio e drammatico del secolo, aggrapparsi alle gesta dei grandi eroi sportivi è un nettare per l’anima. Una luce che squarcia le tenebre e regala serenità. Forse l’Italia farà fatica per qualche tempo nei grandi giri, ma potrà contare per i prossimi due lustri su un vero e proprio campionissimo che potrà rivaleggiare a testa altissima anche con il nuovo cannibale Remco Evenepoel. Ganna è un cognome non nuovo per il pedale azzurro. La prima edizione del Giro d’Italia, nel 1909, fu vinta da Luigi Ganna. Oltre un secolo dopo, un nuovo Titano di Mameli ha piegato il tempo al suo volere.

federico.militello@oasport.it

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Foto: Lapresse

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