MotoGP, GP Repubblica Ceca 2020: analisi delle prove libere. Yamaha Petronas al potere, Valentino Rossi in cerca di feeling e Ducati enigmatica

La prima giornata di Brno (Repubblica Ceca), sede del terzo round del Mondiale 2020 di MotoGP, ha emesso il suo giudizio e gli spunti su quanto è accaduto non mancano. Il primo dato riguarda la pista: asfalto logorato, poco grip e difficile trovare la giusta messa a punto. Tutti i team hanno lavorato alacremente dovendo trovare il compromesso perfetto tra accelerazione e percorrenza in curva, aspetto tutt’altro che facile.

Premesso questo, il Team Yamaha Petronas ha dato risposte importante: il francese Fabio Quartararo e Franco Morbidelli sono stati i più veloci del day-1 e solo sette millesimi stanno lì a separarli. Se ormai il transalpino ci ha abituato a questi colpi di coda, lo stesso non si può dire per il “Morbido”, mai così efficace, ma in grande confidenza con questo layout, che ben si adatta alle sue caratteristiche di guida. Il riscontro è stato, da questo punto di vista, confortante sul piano della prestazione pura.

Nella giornata perfetta della squadra malese c’è un problema legato allo sfruttamento delle gomme che però, ascoltando le dichiarazioni di tutti i centauri, è un problema un po’ comune: in sostanza la poca aderenza che offre la pista comporta un degrado anomalo delle mescole Michelin, che calano improvvisamente il loro rendimento. Un aspetto che Morbidelli e Quartararo hanno sottolineato, non avvertibile nella simulazione del time-attack, quanto del passo gara.

Per quanto concerne il Team Factory di Iwata la quinta e dodicesima prestazione dello spagnolo Maverick Vinales e di Valentino Rossi è da interpretare: l’iberico si è particolarmente concentrato sulla ricerca della messa a punto per la corsa domenicale e le risposte sono state in linea con quelle date dai compagni di marca menzionati, mentre il “Dottore” deve lavorare per ritrovare l’equilibro gradito a Jerez de la Frontera, nell’ultimo round. Il “Dottore”, come al solito, fatica tanto con il posteriore e il poco grip offerto dal circuito non lo aiuta di certo.


Capitolo Ducati e la risposta è tra tanti punti interrogativi e con un velo di tristezza. La prestazione del francese Johann Zarco, quarto a 0″166 dal vertice, dice chiaramente che la Rossa va forte, però le GP20 ufficiali sono dietro: Danilo Petrucci è 14° e Andrea Dovizioso 15°. I due centauri italiani, soprattutto il forlivese, non si sono cimentati in un time-attack vero e proprio per avere delle indicazioni più chiare sulle gomme. C’è ancora da fare perché l’affinità con le Michelin ancora non è eccezionale. In quadro criptico a Borgo Panigale, dispiace assai per la caduta di Francesco “Pecco” Bagnaia che si è procurato una frattura alla tibia e domani dovrà essere operato. Rimanendo in tema di infortuni, menzionando Marc Marquez assente in questo weekend, impressiona che la prima Honda sia in nona posizione, ovvero quella del giapponese Takaaki Nakagami.

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Foto: Hazrin CRIC / Shutterstock.com

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