Tokyo 2020, John Coates: “Il mio istinto mi dice che i Giochi si terranno nel 2021. Semplificati”

Dopo Thomas Bach, presidente del CIO, ecco un’altra voce più positiva che negativa sui Giochi Olimpici di Tokyo 2020 nel 2021. Il Presidente della Commissione di coordinamento delle Olimpiadi giapponesi, John Coates, australiano, parlando con diversi media, ha detto che secondo il suo “istinto, l’edizione posticipata si disputerà il prossimo anno“. Aggiungendo che il pubblico è parte integrante della manifestazione in sé, anche se riprogrammata un anno più tardi.

Il primo ministro giapponese, Shinzō Abe, e il Presidente del CIO, il citato Bach, hanno deciso lo scorso marzo di rimandare di un anno le Olimpiadi, come risultato della pandemia mondiale. Rimangono comunque dubbi sull’evento riprogrammato, a meno di un anno dal via, con la pandemia che causa restrizioni sociali e di viaggio, in tutto il mondo. Coates ha affermato appunto che la sua impressione è che i Giochi si terranno comunque l’anno prossimo.

Diversi eventi sportivi sono ripresi a porte chiuse o con restrizioni sui fan negli ultimi mesi. “Lo dobbiamo agli atleti, per fare in modo che un’intera generazione non perda l’occasione dei Giochi“, ha detto Coates all’agenzia Reuters. L’apertura è prevista per il 23 luglio del prossimo anno e Tokyo 2020 ha raggiunto uno dei suoi primi compiti dopo il rinvio avendo già reso sicuri tutti i 42 luoghi necessari a ospitare i Giochi. Il programma delle competizioni rimarrà lo stesso, con le Olimpiadi in programma dal 23 luglio all’8 agosto 2021. Il CIO e Tokyo 2020 hanno ripetutamente affermato che i Giochi saranno semplificati come parte degli sforzi per ridurre i costi creati dal rinvio.


Secondo quanto riferito, sono state identificate 200 potenziali idee grazie alle quali si potrebbero realizzare queste “semplificazioni”. Coates ha spiegato che atleti e sport non saranno influenzati dalle misure adottate per ridurre i costi, ma che gli aspetti culturali e promozionali potrebbero essere ridotti. “Significa che dobbiamo ripensare il modo in cui presentiamo i Giochi Olimpici e continuare a ripensarlo”, ha detto Coates al Sydney Morning Herald. “Non si parla – ha proseguito – di cambiare o ridurre le dimensioni dei Giochi. A Tokyo, se andremo, cercheremo di ridurre la complessità dell’evento in sé, potrebbe esserci per esempio una minore attenzione agli aspetti culturali della cerimonia di apertura, mantenendo invece gli aspetti tradizionali”.

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gianmario.bonzi@gmail.com

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Foto: LaPresse

 

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