NASCAR Cup Series, Brickyard 400: regna l’incertezza, pista di Indianapolis complessa

Dopo 15 interessantissime competizioni, la NASCAR Cup Series si sposta all’Indianapolis Motor Speedway. Nel famoso impianto che annualmente ospita la 500 Miglia di Indianapolis, la serie a ruote coperte si prepara per la Brickyard 400, l’unico evento nel calendario che si svolge nello Stato dell’indiana.

La location è magica e si colloca  in un week-end che avrà un sapore particolare per due aspetti. Il primo riguarda la data, l’edizione 2020 della gara della Cup Series all’IMS si svolgerà il 5 luglio, un giorno dopo la ricorrenza della  Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America. Il secondo aspetto particolare è dato dal programma del week-end. Ricordiamo infatti che per la prima volta nella storia, NASCAR ed IndyCar Series correranno nella stesso fine settimana all’interno dello stesso impianto. L’unica differenza riguarda il layout dell’evento. La categoria riservata alle monoposto gareggerà nel circuito stradale, mentre la Cup Series nell’anello di 4 chilometri e 23 metri. Sono 4 le curve che compongono il catino di Indianapolis, una location molto impegnativa da affrontare con una Cup Series. Il raggio delle curve è costante, mentre l’inclinazione, seppur identica  in tutte e 4 le curve, rende insidioso il tracciato. 9.2 sono i gradi di pendenza (banking) delle paraboliche in cui le auto sono costrette a frenare o comunque a ridurre sensibilmente la velocità dopo i lunghi rettilinei che compongono il disegno del circuito

Dal 1994 si tiene questa corsa che, nonostante si svolga da pochi anni, resta una delle prove più importanti del campionato. Senza dubbio l’esperienza può giocare un ruolo chiave in un catino dove nessun errore è concesso. Non a caso, Jimmie Johnson, sette volte campione della Cup Series, detiene il record di affermazioni tra i piloti presenti in griglia. Sono 4 i trionfi di Jimmie, uno in meno di Jeff Gordon, detentore del primato assoluto nell’IMS. Dopo oltre 600 apparizioni consecutive, Johnson è costretto a rinunciare alla competizione odierna. Il californiano è rimasto positivo al test del Coronavirus e sarà rimpiazzato per la Brickyard 400 da Justin Allgaier, protagonista nella NASCAR Xfinity Series con una Camaro del Jr Motorsport.

Da oggi inizia a farsi sempre più importante la lotta per accaparrasi un pass certo per i NASCAR Playoffs che inizieranno a settembre. Dopo 15 prove delle 26 previste nella regular season, tutti cercano un posto tra i 16 che si contenderanno il titolo finale. Ricordiamo che, una singola vittoria, prescrive l’accesso automatico alla fase cruciale del campionato.

Kevin Harvick (Haas) e Denny Hamlin (Gibbs) sono le due atleti che hanno vinto di più in questo 2020 ed obiettivamente sembrano i favoriti per contendersi la corona di campione della regular season. Chi cerca il successo, dopo quanto accaduto fino ad ora, è Kyle Busch. Il campione in carica è il top driver più in crisi in questo inizio anno. Kyle, a segno per  ben due volte in questo tracciato, l’ultima delle quali lo scorso anno, si trova momentaneamente al dodicesimo posto della classifica generale, al quattordicesimo per quanto riguarda la graduatoria dei Playoffs.

Giocano in casa i tre alfieri di casa Penske. Joey Logano #22, Brad Keselowski #2 e Ryan Blaney #12 sono i tre piloti della squadra del ‘Capitano’, Ricordiamo che, dallo scorso inverno, l’ex pilota di F1 Roger Penske, padrone dell’omonima squadra, ha acquistato l’IndyCar Series e di conseguenza l’Indianapolis Motor Speedway. Attenzione anche a Matt DiBenedetto. Il #21, in pista con il Woods Brothers, squadra satellite di Penske, potrebbe dire la sua dopo una solida performance a Pocono. C’è grande attesa dunque per chi primeggerà domenica e che, come da tradizione, bacerà la Brickyard, la linea del traguardo del tracciato, ancora oggi è composta dagli originali mattoncini rossi che un tempo ricoprivano l’intera pista.

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Foto: LaPresse

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