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MotoGP, Valentino Rossi torna in alto grazie alle nuova Yamaha. Il podio non è un miraggio



Tutto cambia e tutto muta. Cinque giorni fa Valentino Rossi era uscito dal GP di Spagna di MotoGP con il classico umore di chi è stato travolto da un carro. Lento per tutto il fine settimana, distante anni luce dagli altri piloti Yamaha ed alle prese con una moto non adatta al proprio stile di guida, peraltro incline a degradare a dismisura le gomme. Dulcis in fundo si era materializzato anche il ritiro nel finale di gara per una M1 che aveva improvvisamente perso potenza al motore.

Oggi, al termine delle prove libere del GP di Andalucia, lo scenario appare completamente differente. E’ presto per dire che Valentino Rossi abbia risolto completamente tutti i problemi, ma di sicuro ha imboccato la strada giusta verso una piena e totale competitività. Gareggiare per due settimane di fila a Jerez ha rappresentato un vantaggio non da poco. I tecnici Yamaha hanno analizzato a fondo i dati, apportando modifiche importanti all’assetto della moto, di fatto ora completamente rivoluzionata, come ha ammesso il team director Mario Meregalli. Valentino Rossi ha gradito, cercando a sua volta di mettere in pista uno stile più dolce e pulito in entrata di curva, che ‘stressi’ meno le gomme. “Abbiamo cambiato il setting della moto, ora mi sento di nuovo competitivo e guido come voglio io. Ma c’è ancora da lavorare, soprattutto con il caldo“, ha spiegato il nove volte campione del mondo.

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Già nelle prove libere del mattino si era compreso come il vento fosse cambiato. Il pesarese aveva optato per una mescola hard all’anteriore e media al posteriore, sciorinando un passo estremamente convincente, inferiore (non di molto) solo a quello di Maverick Vinales e Franco Morbidelli. Più che confortante si era rivelato anche il time-attack con gomme soft: eloquente il secondo posto a poco più di un decimo dal compagno di squadra, confermato poi anche nel computo totale della classifica di giornata. Da tempo Valentino Rossi non terminava un venerdì in piazza d’onore, senza l’assillo di dover patire per evitare le forche caudine della Q1.

Nel pomeriggio il fuoriclasse di Tavullia si è poi sottoposto ad un vero e proprio esame: le temperature torride e superiori di 20° rispetto al mattino. Questa volta la risposta della Yamaha si è rivelata convincente. Se inizialmente l’accoppiata hard-soft ha prodotto qualche grattacapo, Rossi si è poi scatenato con il set-up composto da hard all’anteriore e media al posteriore: entrambe le mescole erano già usurate dopo l’utilizzo del mattino. Ciò nonostante ha girato costantemente su un passo da 1’38″6, realizzando proprio nell’ultimo tentativo disponibile il proprio miglior tempo con un apprezzabile 1’38″292.


L’obiettivo podio inizia dunque a fare capolino nella mente di Valentino Rossi. Al momento gli unici superiori al Dottore sulla lunga distanza sembrano Fabio Quartararo (di un paio di decimi) e Maverick Vinales, con quest’ultimo però non costante come il francese: va rimarcato tuttavia come il gap del classe 1979 si sia decisamente assottigliato. Alle loro spalle un gruppo folto che, Marc Marquez permettendo, potrebbe giocarsi un posto nella top3, tra cui figura proprio il centauro italiano. Rossi è rimasto ferito dopo le tante critiche ricevute nel primo appuntamento stagionale. Non si sente finito, per niente. E’ conscio di poter ancora dare molto a questo sport: ha solo bisogno di venire messo nelle migliori condizioni per il suo stile di guida. I risultati odierni non sono un caso. Nessuno come Valentino Rossi è in grado di rialzarsi quando tutto sembra compromesso. Il sentore di una riscossa è tangibile, tuttavia servirà dare seguito sin da domani alle buone impressioni di questo incoraggiante venerdì.

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Foto: Lapresse

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