Atletica, i record del mondo: Florence Griffith-Joyner, un 10″49 ‘maschile’ nei 100 metri


Dieci secondi e quarantanove centesimi. Il 16 luglio 1988, ad Indianapolis, durante i Trials per le Olimpiadi di Seul, la dea della velocità, Florence Griffith-Joyner, ferma i cronometri sul 10″49 che per i successivi 32 anni sarebbe diventato limite inarrivabile per qualsiasi altra donna. Lo stesso giorno ai campionati italiani maschili Antonio Ullo conquistò il titolo con 10″48, tanto per far capire di cosa stiamo parlando.

“Flo-Jo”, come era soprannominata Florence Griffith-Joyner, nacque a Los Angeles il 21 dicembre 1959 e sin da piccola manifesta una discreta propensione nel praticare Atletica Leggera. Grazie sia ai suoi successi in pista nella carriera accademica, venne accettata alla California State University di Northridge dove conobbe quello che sarebbe diventato poi il suo allenatore Bob Kersee.

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Nel 1984 ai Giochi olimpici di Los Angeles vince la medaglia d’argento nei 200 metri piani giungendo seconda dietro alla connazionale Valerie Brisco-Hooks, un anno dopo ai Mondiali di atletica disputati allo Stadio Olimpico a Roma nel 1987 è d’oro nella staffetta 4×100 e ancora d’argento nei 200 m dietro alla tedesca orientale Silke Möller. Il 16 luglio 1988 la sua carriera cambia di colpo: i 100 del Trial sono un capolavoro di grazia e potenza, la partenza è poderosa ma non le permette di fare la differenza, dai 50 metri in avanti Flo-Jo, col body da lei disegnato, una gamba nuda e una fasciata dal materiale tecnico, in cui il colore prevalente è il viola, spicca il volo, mette il turbo e distanzia rivali di altissimo spessore chiudendo nel tempo incredibile di 10″49 che le permetterebbe di giocarsela anche con uomini di altissimo livello.

A Seul è iscritta in quattro discipline: 100, 200, 4×100 e 4×400. Ottiene una medaglia in ognuna di esse: oro nei 100, avvicinando molto il suo record del mondo con il crono di 10”53 (ventoso), oro nei 200, e qui con un altro record del mondo fantastico: 21”34, oro nella staffetta 4×100, oltre all’argento nella 4×400, in una gara storica, la più veloce di sempre, dove le statunitensi si arrendono alle sovietiche di soli 34 centesimi.

In seguito ai suoi risultati olimpici, la Griffith attirò presto i sospetti su di sé come “donna più veloce del Mondo” con l’ aiuto di doping; era impensabile secondo gli esperti che “genuinamente” una donna potesse ottenere tali risultati. Venne accusata di fare uso di GH e Bob Kersee venne additato, poiché avrebbe potuto incoraggiare l’uso di steroidi o altri farmaci per farle vincere le medaglie. L’uso di steroidi anabolizzanti non è mai stato però confermato nei test da lei effettuati durante le gare a cui ha partecipato.

Poco dopo la conclusione dei Giochi annuncia il ritiro pur avendo solo 29 anni ed entra nel mondo pubblicitario e della moda. Muore a soli 38 anni a Mission Viejo, in California, soffocata durante una crisi epilettica che la colpisce nel sonno.

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