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Giro d’Italia 2020 ad ottobre? I pro e contro. Incognita meteo e temperature. E sopra i 2000 metri…



Il Giro d’Italia 2020 si correrà dal 3 al 25 ottobre? Questa sembra essere l’ipotesi più accreditata dopo che l’UCI si è riunita due giorni fa ed ha parlato del nuovo possibile calendario internazionale una volta che verrà superata l’emergenza coronavirus. Tutto il mondo sta facendo i conti con una terribile pandemia e non si sa ancora quando si riuscirà a sconfiggere il Covid-19, ma intanto si sta pensando a quale potrà essere il periodo durante il quale disputare la Corsa Rosa, che non andrà in scena nel mese di maggio come da tradizione. L’opzione più concreta è quella di inizio autunno, subito dopo i Mondiali, in programma nell’ultima settimana di settembre: il Giro d’Italia diventerebbe così la terza grande corsa a tappe della stagione visto che il Tour de France potrebbe regalare spettacolo tra fine luglio e inizio agosto, precedendo di pochi giorni la Vuelta di Spagna.

Stiamo parlando di uno scenario ipotetico e tutt’altro che sicuro, perché purtroppo bisogna fare i conti col coronavirus, la speranza è che venga sconfitto in tempi rapidi e che si possa tornare alla vita di tutti i giorni ed alla pratica sportiva, che è ormai ferma da un mese. La Corsa Rosa in autunno sarebbe una novità in oltre un secolo di storia, la collocazione in calendario è insolita e bisognerà stare attenti a condizioni climatiche ballerine: in molte zone d’Italia potrebbe fare ancora caldo (guardando anche i precedenti degli ultimi anni) e le temperature potrebbero essere gradevoli, ma attenzione anche alle giornate corte (il sole tramonterà attorno alle 18.30, le varie frazioni non potranno finire molto tardi), il problema riguarderebbe soprattutto i tapponi di montagna al Nord, perché il rischio di nevicate precoci o di temperature abbondantemente sotto i 10 °C è concreto, ed andare sopra i 2000 metri s.l.m. sarebbe estremamente rischioso.

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Si parla di Giro d’Italia della rinascita e sarà sicuramente così: uno dei grandi pro potrebbe essere la presenza di tantissimi big, perché si tratterebbe dell’ultimo grande evento dell’anno, abbondantemente distante dal Tour de France. Ci sarebbe dunque la ghiottissima occasione di vedere tutti i fuoriclasse del ciclismo nella corsa nostrana, garanzia di grandissimo spettacolo e di uno show da ricordare a lungo: pensiamo ad Egan Bernal, che ha vinto l’ultima Grande Boucle, a Chris Froome, che potrebbe tentare un bis, a Richard Carapaz, che difende il titolo (il Team Ineos dovrà scegliere chi portare, c’è anche la carta Geraint Thomas), alla possibile coppia d’oro della Jumbo-Visma, formata da Primoz Roglic e Tom Dumoulin, a Nairo Quintana, che ad inizio stagione era in grandissima forma, mentre l’Italia si affiderà a Vincenzo Nibali, che avrà il compito di far sognare una Nazione intera come fecero Fausto Coppi e Gino Bartali nel grande Giro della rinascita dopo la seconda guerra mondiale.

Il percorso? Sicuramente ci saranno dei ritocchi rispetto a quello presentato lo scorso autunno, anche perché non andranno in scena le prime tre tappe in Ungheria: si parla di una Corsa Rosa sulle 21 frazioni e dunque serviranno degli accorgimenti che dovranno verosimilmente tenere in considerazione le condizioni meteo su cui ci siamo soffermati poco fa. Ne sapremo di più nelle prossime settimane, prima bisogna arginare il Covid-19 e poi pensare ad un graduale ritorno alla vita di tutti i giorni: va ricordato che l’UCI ha garantito ai ciclisti almeno tre settimane di allenamento ed una breve corsa a tappe prima di tuffarsi a capofitto nella stagione agonistica, che sarà dunque condensata in tre o quattro mesi (se tutto dovesse andare per il verso giusto).

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stefano.villa@oasport.it

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Foto: LaPresse

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