Giro d’Italia 1958: la maglia rosa del campione olimpico Ercole Baldini



Tra il 1956 e il 1958, Ercole Baldini, forlivese del 1933, visse il triennio più glorioso della sua carriera. Un uomo da record, entrato nella Hall of Fame del Giro d’Italia nel 2016, come l’unico ciclista nella storia ad aver vinto nel 1956 la medaglia d’oro olimpica in linea a Melbourne e la maglia iridata su pista a Copenaghen, e nel 1958 il Campionato del mondo su strada a Reims, e addirittura il Giro d’Italia. Inoltre si aggiudicò anche il record dell’ora strappato a Jacques Anquetil, un Grand Prix des Nations, un campionato italiano su pista, e due su strada. Un corridore completo, dotato di caratteristiche di passista-scalatore e cronoman, l’unico e vero “Treno di Forlì”.

Il 41° Giro d’Italia, quello del 1958, venne letteralmente stregato, e dominato da Baldini; vincitore su ogni fronte con la sua Legnano, con quattro tappe in scacco tra montagne e cronometro. Più forte di Charly Gaul, il favorito della vigilia e vincitore del Giro del ’56. Invincibile, sorprendente. La sua prima vittoria di tappa, nonché la maglia rosa, arrivarono già nella seconda tappa, nella cronometro da Varese a Comerio. Ercole fece tremare tutti quanti imponendo un vantaggio personale di 1’08” a Poblet e Gaul; 1’50” a Fausto Coppi. Nella prova contro il tempo di Viareggio, di ben 59 km, Baldini diede un’altra prova di forza: Nencini a 3’57”, Bobet a 5’03”, Coppi a 6’09”. Trionfo con una media di 46 km/h mandando tantissimi corridori fuori tempo.

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E lo fece anche nella cronoscalata di San Marino, che però lasciò per 12″ a Gaul. In questo momento è a soli 4″ dalla maglia rosa di Coletto. E si avvicinano le montagne. Si rese così protagonista di un’impresa nell’arrivo in salita a Bosco Chiesanuova, nel veronese, a 1061 metri d’altitudine. Su un falsopiano, a 6 km dal traguardo, cercò di allungare in contropiede sorprendendo Gaul e Bahamontes, interpretando la tappa come se fosse una prova contro il tempo, contro sé stesso. Nessuno come lui. Vinse la tappa, si riprese la Rosa per non lasciarla più. Ribadì il suo primato a Bolzano, affrontò le Dolomiti difendendo egregiamente il suo primato. Alla fine, a Milano, nel suo trionfo finale al Vigorelli, i distacchi furono veramente pesanti: 4’17” su Branckart e 6’07” su Gaul. Fu anche l’ultimo Giro del Campionissimo Coppi, chiuso al 32° posto, la chiusura della sua epoca.

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lisa.guadagnini@oasport.it

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