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Biathlon, la fenice Martin Fourcade rinasce dalle proprie ceneri e riscrive i libri di storia



Una vittoria che vale oro. Non è solo il colore della medaglia che Martin Fourcade si è messo al collo oggi, trionfando nella 20 km maschile dei Mondiali 2020 di biathlon ad Anterselva e tornando campione del mondo per la prima volta dopo tre anni, ma è un successo che contiene un significato sia morale che statistico di un peso inimmaginabile. Il francese ha saputo trovare ancora una volta la via della vittoria oggi in questo che è sempre stato il suo format, raggiungendo quota 15 successi e preparandosi a doppiare il secondo all time che resta il norvegese Ole Einar Bjørndalen con 8. Il duello nei numeri tra i due più vincenti biathleti di sempre prosegue con l’11esimo titolo iridato complessivo conquistato da Fourcade, che va a raggiungere proprio il nordico in testa alla classifica e si garantisce già domenica la possibilità di sorpasso.

Il catalano diventa il primo della storia a raggiungere i quindici successi in tutti i format individuali del biathlon, portandosi a 82 vittorie tra Coppa del mondo, Mondiali e Olimpiadi e dunque a sole tredici lunghezze dal record di Bjørndalen. Si tratta inoltre della ventesima affermazione della Francia in competizioni individuali iridate, a meno nove dal primato condiviso tra Germania e Norvegia. E, infine, siamo a quota 25 in termini di Coppe di specialità con quella della 20km conquistata oggi. Numeri, dati e statistiche che confermano la forza di un campione che ha saputo rinascere dalle ceneri della passata stagione, ma probabilmente poco o nulla contano rispetto all’importanza morale che questo oro lascia nella mente di Fourcade.

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L’importanza del momento si è potuta ampiamente notare nel comportamento del francese, che ha platealmente sottolineato più volte il proprio disappunto, sia dopo aver mancato il ventesimo colpo della sua prova che all’arrivo, quando si è lasciato andare a un paio di sfuriate solo per il fatto di aver concesso la chance al suo rivale Johannes Bø di rientrare nella lotta per l’oro. Questo sottolinea la mentalità vincente di un campione che evidentemente patisce la presenza dell’altro ma riesce comunque a trovare il modo di combattere e vincere, come solo i veri fuoriclasse sanno fare.

Al contrario per il norvegese questo Mondiale comincia a sembrare stregato. Naturalmente si sapeva che l’aver interrotto gli allenamenti da Natale in poi per la nascita del primogenito Gustav poteva compromettere la preparazione ottimale all’evento, ed è evidente che soprattutto dal punto di vista psicologico lo Johannes che stiamo vedendo ad Anterselva non sia il cannibale spietato delle ultime due stagioni. L’oro è già arrivato comunque per lui nella staffetta mista d’apertura, coronato poi con un paio di argenti, e le possibilità per aumentare il bottino soprattutto nelle prove a squadre dei prossimi giorni restano elevate, tuttavia se chiudesse la manifestazione senza successi individuali certamente qualche rimpianto potrebbe spuntare.

Con oggi la classifica generale di Coppa del mondo prende decisamente la direzione della Francia, visto che Fourcade potrà contare nelle ultime otto prove individuali della stagione su un enorme bottino di 94 punti sul connazionale Quentin Fillon Maillet e ben 122 sul più pericoloso rivale norvegese.

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michele.brugnara@oasport.it

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Foto: F.Angiolini

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