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Sci alpino, Pagelle 18 gennaio: Brignone infinita, Vlhova e Feuz si confermano, Goggia risale, Paris “doma” Wengen



Si chiude un sabato davvero emozionante per quanto riguarda la Coppa del Mondo di sci alpino 2019-2020. Da un lato abbiamo assistito al clamoroso gigante del Sestriere, con le prime tre al traguardo racchiuse in un solo centesimo, mentre a Wengen Beat Feuz ha avuto la meglio sul nostro Dominik Paris nell’ennesimo duello tra due fuoriclasse della discesa. Tantissimi spunti, numerose prove di livello assoluto e qualche delusione. Andiamo, quindi, a consegnare le pagelle di questo sabato del Circo Bianco.

LE PAGELLE DI OGGI, SABATO 18 GENNAIO 2020

LE PAGELLE DEL GIGANTE DEL SESTRIERE

Federica Brignone 10: splendida! Eleganza unita a potenza. Tredicesima vittoria in carriera, una delle più belle e una delle più sudate visti i distacchi. La valdostana mantiene il pettorale rosso della specialità e si conferma ormai una sicurezza del gigante e dello sci alpino in generale con una gara maiuscola in entrambe le discese.

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Petra Vlhova 10: vittoria a pari merito per la slovacca che ribadisce di essere l’unica in grado di sfidare davvero Mikaela Shiffrin occhi negli occhi, ed in più discipline. Dopo una prima manche di livello si supera nella seconda e solo una immensa Brignone le leva la gioia del gradino più alto del podio in solitaria.

Mikaela Shiffin 9: un solo centesimo le costa l’ennesima vittoria ma, e lei è la prima a saperlo, la prima manche ha fatto la differenza. La statunitense non è stata in grado di sciare con potenza e leggerezza e ha perso decimi preziosi che, suo malgrado, non ha potuto recuperare in toto nella seconda. Dopo alcune prove opache oggi ha dato finalmente la dimostrazione di essere sulla giusta strada, ma Vlhova non le farà più dormire sonni sereni…

Wendy Holdener 8: un’altra atleta che oggi esce dal Sestriere con il sorriso sulle labbra. Chiude quarta a soli 38 centesimi con la consapevolezza che ormai il gigante le appartiene.

Alice Robinson 7.5: bentornata Kiwi! Dopo il trionfo di Soelden la classe 2001 era stata un po’ traumatizzata da quel clamore. Ha impiegato un po’ di gare a riprendersi ma oggi ha fatto rivedere tutto il suo valore. Il futuro è suo!

Sofia Goggia 7: nona in gigante e con pieno merito. La bergamasca rialza la testa in questa specialità che ultimamente le aveva dato qualche grattacapo e fa capire che ormai la confidenza giusta sta tornando.

Marta Bassino 5.5: inutile girarci attorno, oggi la sciatrice di Borgo San Dalmazzo non è tra quelle che possono sorridere. Correva quasi in casa e voleva, quantomeno, un podio. Conclude decima dopo due manche non ai suoi livelli e chiude anche alle spalle di Goggia. Siamo certi che saprà voltare pagina in fretta per riproporsi ai suo (altissimi) livelli.

Irene Curtoni 6: ancora una volta gara dai due volti. Lontanissima dalle prime a metà gara, sfrutta nel migliore dei modi la pista nella seconda e risale fino in diciottesima posizione. Qualche segnare si continua a intravedere. Serve continuità durante la gara e nel complesso.

LE PAGELLE DELLA DISCESA DI WENGEN

Beat Feuz 10: era il grande favorito di giornata e non ha sentito il peso del pronostico. Sfrutta i tratti a lui congeniali e vince per la terza volta sul Lauberhrorn. Sale anche in vetta alla classifica di disciplina e si conferma un fuoriclasse della specialità. Lui e Dominik Paris stanno facendo la storia della discesa di questi anni.

Dominik Paris 9: ha spezzato il tabù-Wengen (non era mai salito sul podio sulla pista elvetica) con un secondo posto strepitoso a 29 centesimi da Feuz. “Domme” fa tutto quello che è in suo potere per provare a vincere, ma oggi contro il padrone di casa più illustre non c’era storia.

Thomas Dressen 8: quando Paris lo supera per 2 centesimi si mangia le mani, quindi Feuz mette tutto in chiaro e gli toglie ogni recriminazione. Il tedesco si conferma il “primo degli umani” in questa specialità e prosegue nel suo percorso contraddistinto da tanti ottimi risultati.

Matthias Mayer 6.5: dopo quanto visto tra prove e combinata di ieri, sognava quantomeno un podio. Conclude a 7 centesimi dal podio e mastica amaro. Oggi per l’austriaco c’erano le possibilità per fare anche di più.

Aleksander Aamodt Kilde 6.5: una discesa davvero dai due volti. Fino a metà percorso è in pienissima lizza per il successo. Nel finale, invece, lascia sulla neve decimi pesanti e chiude solamente sesto a 17 centesimi dal podio. Aveva una grande chance per conquistare punti pesanti in ottica Coppa del Mondo. Sicuramente non sarà pienamente soddisfatto il norvegese.

Mattia Casse 6. un quindicesimo posto non è certo da buttare, anzi, ma c’era la netta sensazione che oggi potesse fare di più. Inizia bene la sua gara, ma dopo la Kernen “S” lascia decimi su decimi in fatto di scorrevolezza. Peccato!

Davide Cazzaniga 6.5: arriva al traguardo ed è ventireesimo, ma fino a metà gara era sui tempi da top5! Il nostro alfiere dimostra di avere in serbo qualità e velocità per puntare in alto. Ci riuscirà in pianta stabile?

Matteo Marsaglia 5: conclude trentaduesimo a 2.10 con l’ennesima occasione mancata della sua annata. Non riesce ad assemblare una prova completa, quando lo farà arriverà il salto di qualità.

Peter Fill s.v.: non è in condizione e si vede. Non ha nemmeno senso guardare alla classifica e al fatto che abbia concluso oltre la quarantesima posizione. Per il nostro veterano siamo al viale del tramonto?

Emanuele Buzzi 4: tornava sulla pista dove, un anno fa, si era gravemente infortunato dopo il traguardo. Oggi rischia una bruttissima caduta in avvio e, da quel momento, scende solo per non farsi male. La risalita verso la migliore condizione è ancora lunga.

 

alessandro.passanti@oasport.it

Twitter: @AlePasso

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Foto:  Valerio Origo

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