Ciclocross, Mondiali 2020: le favorite. Sfida orange tra del Carmen Alvarado, Worst e Brand

I campionati Mondiali di Dubendorf 2020 appaiono come l’occasione buona per riportare nei Paesi Bassi un iride che, tra le Donne Elite, manca ormai dal 2016. La selezione orange, infatti, annovera tra le sue file le tre grandi favorite nella corsa al titolo iridato, vale a dire Ceylin del Carmen Alvarado, campionessa nazionale in carica e attuale leader di Superprestige e DVV Verzekeringen Trofee, Annemarie Worst, vincitrice della Coppa del Mondo, e Lucinda Brand, seconda l’anno scorso al Mondiale di Bogense.

Tra le tre è Del Carmen Alvarado, vincitrice in questa stagione di 12 cross (solo van der Poel e Thibau Nys hanno fatto meglio), quella che sembra avere qualcosa in più. Tuttavia, la neerlandese di origini dominicane è la meno veloce delle tre e in stagione ha sempre perso in volata dalle altre due, dunque dovrà staccare le rivali per vincere, poiché in un arrivo allo sprint ha pochissime chance di spuntarla. Al contrario, Worst è la più rapida e può, quindi, permettersi una gara più conservativa, conscia di avere ottime possibilità di trionfare anche se non arrivasse sola al traguardo.

L’assenza di tratti particolarmente tecnici sul circuito, inoltre, gioca a sfavore proprio di Del Carmen Alvarado, la quale, da quel punto di vista, è la migliore delle tre. Brand, dal canto suo, dovrà cercare di evitare di arrivare insieme a Worst, ma su questo circuito sarà difficile per lei levarsi dalla ruota la connazionale. Il livello delle due, in stagione, è sembrato molto simile, in particolar modo su tracciati non particolarmente esigenti come è quello di Dubendorf. In caso il percorso fosse parecchio fangoso, cambierebbero decisamente le prospettive, dato che Worst ha sovente dimostrato di faticare più delle altre su superfici oltremodo pesanti (vedere le prestazioni in Coppa del Mondo a Namur o nel GP Sven Nys di Baal). Tuttavia, il cross iridato elvetico si snoda attorno a un aerodromo militare e il terreno, come da prassi per quanto concerne gli aeroporti, ha delle speciali proprietà drenanti per cui, anche in caso di pioggia, difficilmente vedremo molto fango.

La vincitrice delle ultime tre rassegne iridate, la belga Sanne Cant, resta la prima outsider, per via del suo storico e per una condizione che di recente è sembrata in crescendo. Tuttavia, quest’anno non è mai stata al livello delle migliori, non ha mai vinto né in Coppa del Mondo, né in Superprestige, né nel DVV e ha conquistato, oltre al titolo nazionale, appena due gare, vale a dire il Waaslandcross di Sint-Niklaas e il cross di Bredene, ambedue manifestazioni a cui non erano presenti le tre neerlandesi sopraccitate. In seconda fila con Cant anche la campionessa d’Europa Yara Kastelijn, la quale, finito il magic moment che l’aveva vista imporsi, nell’arco di due settimane, in Superprestige a Gavere, nel Koppenbergcross e nella rassegna continentale di Silvelle, ha vissuto un momento difficile, ma di recente ha ripreso a ingranare. Kastelijn, che non vince dal 23 novembre, è in assoluto la più lenta di tutte e parte battuta anche in uno sprint contro del Carmen Alvarado, però il tracciato di Dubendorf, poco esigente dal punto di vista tecnico, ben si adatta alle sue caratteristiche di atleta dotata di potenza devastante, ma ancora un po’ troppo pasticciona.

Grazie al bel 5° posto in Coppa del Mondo a Hoogerheide, nella gara dedicata al papà di Mathieu van der Poel, la britannica Evie Richards, specialista anche della Mountain Bike e due volte iridata nel ciclocross da U23, ha lanciato la sua candidatura a un ruolo da protagonista in un Mondiale che si svolge su un circuito che sembrerebbe presentare diverse analogie con quello del GP Adrie van der Poel. Hanno qualche piccola chance di medaglia le due azzurre Eva Lechner e Alice Maria Arzuffi, anche se entrambe di recente hanno avuto un po’ di problemi fisici che ne hanno minato le prestazioni. Eva, 2° a novembre agli Europei di Silvelle, ha, però, fatto una bella gara in rimonta a Hoogerheide, il che lascia pensare che a Dubendorf verosimilmente sarà della partita. Discorso diverso per Arzuffi, quest’anno vincitrice in Superprestige a Boom, la quale arriva da un mese da incubo.

Anche tra le donne U23 i Paesi Bassi saranno la nazionale faro, nonostante Ceylin del Carmen Alvarado, la quale avrebbe l’età per prendere parte alla prova, gareggerà con le Elite. La prima freccia nella faretra orange è la detentrice del titolo Inge van der Heijden, la quale è anche campionessa nazionale di categoria e in stagione ha alternato grandi prestazioni, come i quarti posti a Koksijde in Coppa del Mondo e nell’Avondcross di Diegem in Superprestige, ad altre abbastanza deludenti. Ad ogni modo, domenica scorsa è arrivata nona a Hoogerheide e, pur non essendo stata la migliore delle U23, dato che l’hanno battuta sia la sopraccitata del Carmen Alvarado che Shirin van Anrooij, è stata decisamente la prima di coloro che prenderanno parte alla gara iridata U23, dato che nemmeno van Anrooij sarà della partita poiché è costretta a correre nella categoria junior. Ad ogni modo, la truppa orange ha altre due carte eccellenti da estrarre dal mazzo, vale a dire Manon Bakker, di recente quinta in Coppa del Mondo a Nommay, e la funambola Aniek van Alphen, l’unica atleta che salta con continuità le tavole in bici, la quale è stata capace di grandi exploit durante la stagione come il 5° posto al Flandriencross di Hamme e il 2° al Waaslandcross di Sint-Niklaas, gara nella quale ha conteso il successo a Sanne Cant fino all’ultimo.

La concorrenza estera, però, in questa gara sembra decisamente più pericolosa per i Paesi Bassi. La britannica Anna Kay e la francese Marion Norbert Riberolle, seconda e terza alle spalle di Del Carmen Alvarado agli Europei di categoria di Silvelle, sono state ambedue capaci anche di grandi exploit in campo internazionale quest’anno. Kay è arrivata terza in Coppa del Mondo a Berna e sesta in Superprestige a Gavere, mentre Norbert Riberolle ha vinto il titolo nazionale delle Elite e due settimane fa a Nommay, prima che un problema meccanico le costasse la gara, stava tenendo testa a Del Carmen Alvarado e Worst. Lotterà per la vittoria anche l’ungherese Blanka Kata Vas, quest’anno sul podio all’IKO cyclocross di Essen, al Waaslandcross di Sint-Niklaas e quinta nel Druivencross di Overijse, la classicissima del ciclocross. Possono ambire quantomeno a un posto in top-10 le tre azzurre Francesca Baroni, Sara Casasola e Gaia Realini, le quali hanno già in palmares una top-10 europea a testa.

Nelle junior il dominio orange sembra ancor più inscalfibile rispetto alle Elite. I Paesi Bassi vantano, nella loro selezione, due fuoriclasse già oggi capaci di competere con le più forti delle categorie superiori, vale a dire la campionessa nazionale Shirin van Anrooij e la campionessa d’Europa Puck Pieterse. Van Anrooij, che è anche campionessa europea a cronometro juniores e campionessa neerlandese Elite di Duathlon, vanta 7 top-10 su 10 gare disputate tra Coppa del Mondo e Supeprestige e va considerato che tra le tre in cui non si è piazzate nelle prime c’è l’Avondcross di Diegem dove, per la verità, stava lottando addirittura per il successo con Worst e del Carmen Alvarado prima che un drammatico problema meccanico la tagliasse fuori dai discorsi per la vittoria. Probabilmente se prendesse parte alla gara U23 la vincerebbe, dato che in stagione si è dimostrata sovente superiore a tutte le ragazze che vi parteciperanno, inclusa van der Heijden. Pieterse, invece, l’anno scorso fu sesta al Mondiale U23 e quest’anno ha colto un 5° posto in Superprestige proprio a Diegem.

Dato che le griglie di partenza verranno stabilite in base al ranking nazionale, una delle due partirà dalla terza fila, ma la cosa non sembra essere un problema, tanto è il gap tra le due enfant prodige e il resto della concorrenza. Al campionato nazionale neerlandese, per capirci, van Anrooij e Pieterse sono arrivate raccolte in 20″, la terza, Fem van Empel, una ragazza che a Hoogerheide si è messa dietro tutte le altre junior (ed erano presenti tutte coloro che ambiranno al terzo gradino del podio a Dubendorf), ha subito un passivo di 2’36”. Van Anrooij, dato il suo background sportivo, è più forte sia nei tratti in cui c’è da correre a piedi che in quelli in cui bisogna spingere sui pedali, mentre Pieterse, la quale è campionessa neerlandese di mountain bike, è superiore dal punto di vista tecnico. Van Anrooij ha nei circuiti particolarmente fangosi il suo punto debole, come si è visto in Coppa del Mondo a Namur, in cui ha sfornato la sua peggior prestazione della stagione (18esima), e agli Europei di categoria di Silvelle, ove in un tracciato reso oltremodo pesante dalla pioggia dei giorni precedenti non è riuscita ad andare oltre il 3° posto. Il fatto che il terreno dell’aerodromo abbia delle particolari capacità drenanti rappresenta, dunque, un bel colpo di fortuna per Shirin, dato che le previsioni per domani danno pioggia.

Non sarà della partita Olivia Onesti, enfant prodige francese seconda a Silvelle, la quale sembrava l’unica capace di contrastare lo strapotere delle due Dioscure orange. Considerando, inoltre, che la sopraccitata van Empel dovrà partire dalla quarta fila, la lotta che, salvo catastrofi, sarà per la medaglia di bronzo, sembra riservata alla statunitense Madigan Munro, campionessa nazionale e continentale di categoria, alla francese Line Burquier, sesta a Silvelle, e alle britanniche Anna Flynn e Millie Cousenz che nella rassegna europea furono rispettivamente quarta e quinta. Un nome che desta molta curiosità, inoltre, è quello dell’austriaca Mona Mitterwallner, la quale è leader del ranking juniores di cross country e nella disciplina si è piazzata seconda sia agli Europei che ai Mondiali di categoria. Nel ciclocross, però, è la prima volta che si misurerà con le migliori al mondo.

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