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Basket: Nico Mannion e Davide Moretti, con loro NCAA tinta d’azzurro grazie all’ottimo inizio di stagione



Nico Mannion e Davide Moretti stanno dando notevoli soddisfazioni al contingente italiano impegnato in quel grande universo che è il torneo delle università americane, altrimenti noto semplicemente come NCAA.

Il primo mese di entrambi, infatti, si è rivelato di primissimo piano, con tutte le differenze che possono avere i due play: Mannion, infatti, è al primo anno di università (e, se continua con il passo che sta tenendo, anche l’ultimo), mentre Moretti è al terzo. I due non sono nemmeno troppo lontani geograficamente: l’uno gioca per gli Arizona Wildcats, l’altro per i Texas Tech Raiders, e a livello di Stati americani c’è solo il New Mexico in mezzo.

Moretti, dopo che l’anno scorso è stato attivo protagonista della storica finale raggiunta da Texas Tech, ha letteralmente preso in mano le chiavi della squadra, portandola a cinque vittorie consecutive, prima di due sconfitte. Le cifre del figlio di Paolo, ex ottimo giocatore e oggi stimato allenatore, sono ragguardevoli: 14.3 punti di media, 45% abbondante da tre punti, 51.6% e 100% dalla lunetta, con 16 conclusioni tentate dalla linea della carità. La sua miglior partita l’ha giocata lo scorso 30 novembre, mettendo a segno 23 punti, ma senza riuscire a portare la sua squadra alla vittoria contro Creighton Bluejays. Se c’erano dei timori sulla crescita del bolognese classe ’98, si sono tutti dissipati nel giro di questo primo mese di NCAA.

Mannion, dal canto suo, sta viaggiando su ritmi che lo rendono tra i migliori prospetti nati in Europa prossimi a sbarcare in NBA (la lotta, nel suo caso, è con l’israeliano del Maccabi Tel Aviv Deni Avdija e con il francese dell’ASVEL Villeurbanne Theo Maledon). 15.3 punti di media, oltre il 40% dall’arco dei tre punti, il 52.2% da due, il 77.8% in lunetta e soprattutto i 5.8 assist a gara ne stanno facendo un autentico gioiello nelle mani di Sean Miller, alla sua undicesima stagione da allenatore dei Wildcats. Proprio la scorsa notte, Mannion ha trascinato Arizona al successo nel Wooden Legacy, intitolato al leggendario allenatore, conquistandosi il titolo di MVP del torneo in particolare grazie ai 24 punti con annesso tiro della vittoria su Pepperdine in semifinale. Nell’ultimo mock draft di Jonathan Givony e Mike Schmitz, il nativo di Siena è ora proiettato al numero 7, anche se bisogna sempre ricordare che le scelte potrebbero poi variare in base ad alcuni specifici bisogni delle franchigie che andranno ad occupare determinati slot una volta che verranno rese note le posizioni del draft stesso.

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Probabilmente Meo Sacchetti sta osservando da lontano, con discrezione, ma non certo con disinteresse, l’evoluzione dei due giocatori. Certamente, in un tempo in cui c’è bisogno di un grande ricambio generazionale in fatto di play, averne due giovani e con tutta una carriera davanti a disposizione non è certo qualcosa di sgradito. Tanto più che Mannion la Nazionale l’ha già vista, nelle qualificazioni ai Mondiali, contro l’Olanda lo scorso anno, e di fronte a professionisti affermati lui, che era liceale, non ha sfigurato, facendo già intuire tutto il proprio potenziale.

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federico.rossini@oasport.it

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Credit: Ciamillo

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