Rugby, Mondiali 2019: l’Inghilterra ai raggi X, Itoje il fattore vincente

Si avvicina la finalissima della Rugby World Cup 2019 in Giappone e sabato mattina a Yokohama scenderanno in campo Inghilterra e Sudafrica. I pronostici della vigilia vedono il XV di Eddie Jones favorito, soprattutto dopo la netta vittoria in semifinale contro gli All Blacks. E se il tecnico australiano si è confermato l’arma in più per la squadra britannica, guardando ai giocatori è difficile trovare punti deboli.

A partire dalla prima linea, dove l’Inghilterra può schierare uno dei migliori, se non il miglior, pilone oggi in attività. Mako Vunipola è devastante, preciso in mischia chiusa e fortissimo palla in mano. Garanzie in touche vengono date da Jamie George, non fatevi ingannare dall’errore che è costato la meta con la Nuova Zelanda, ed è un altro ball carrier di assoluto livello. Se si aggiunge la possibilità di avere un pilone esperto come Joe Marler in panchina si capisce come davanti gli inglesi si possano difendere contro qualsiasi avversario.

E’ stato eletto man of the match contro gli All Blacks e la sua prestazione è stata a dir poco incredibile. Parliamo di Maro Itoje (nella foto), seconda linea di soli 25 anni, ma che è un predestinato e uno dei prodotti di Eddie Jones che lo ha fatto debuttare a 21 anni nel 6 Nazioni. Preciso in touche, è un cacciatore di palloni micidiale e un placcatore devastante, come hanno imparato sulla loro pelle i neozelandesi. E in coppia con un altro mastino come Courtney Lawes è una seconda linea fantastica. Parlando di placcatori e cacciatori di palloni con pochi rivali al mondo, anche la terza linea inglese è perfetta. Se Sam Underhill ha dato spettacolo in semifinale, non sono da meno Tom Curry e Billy Vunipola che garantiscono molti palloni rubati e rallentano tantissimo il gioco avversario.

Se si può pensare a un punto debole in questa Inghilterra, allora si può pensare alla mediana. Sicuramente non quella titolare, con Ben Youngs e George Ford che sono stati ottimi per tutto il torneo (quando Ford è stato scelto a 10) e l’alternativa Owen Farrell all’apertura che non è di meno (anche se al 99% verrà schierato a centro come con gli All Blacks). I problemi potrebbero nascere dalla panchina, dove il sostituto di Ben Youngs sarà quel Ben Spencer richiamato in fretta e furia dalla Patria dopo l’infortunio di Willi Heinz. Aver scelto solo due numeri 9 per i Mondiali è stato un azzardo di Jones, che incrocerà le dita, augurandosi che non succeda nulla a Youngs.

Passando alla linea arretrata, sicuramente il giocatore che spicca è Owen Farrell. La scelta di giocare con la doppia apertura è stata una delle scelte vincenti della gestione di Eddie Jones, che affianca al giocatore dei Saracens un altro mastino come Manu Tuilagi per limitare al massimo i problemi difensivi di Farrell, chiudendo a doppia mandata il corridoio centrale agli avversari. Tuilagi palla in mano fa male, guadagna sempre la linea del vantaggio, rompe con facilità i placcaggi e mette l’Inghilterra costantemente sul piede avanzante. Alle ali, poi, c’è un Anthony Watson che è uno spettacolo da vedere in campo con la sua velocità e agilità, mentre Jonny May ed Elliot Daly danno garanzie nella linea arretrata.

A guardare così la squadra, sembra che l’Inghilterra non abbia difetti e non abbia punti deboli. L’unico dubbio, anche se la gestione di Eddie Jones lo rende veramente molto ipotetico, è che i britannici arrivino in finale con la mente svuotata dopo la semifinale. Psicologicamente la partita con gli All Blacks è stata molto dispendiosa e il racconto mediatico di una finale anticipata potrebbe portare gli inglesi a pensare che il più sia stato fatto battendo la Nuova Zelanda. Ma Eddie Jones avrà lavorato molto anche sulla parte mentale della squadra, trovando il modo per ricaricare i suoi giocatori e farli scendere in campo con la consapevolezza che serve una prestazione, anche di testa, identica a quella avuta sabato scorso per battere gli Springboks.

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Foto: Lapresse

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