Ginnastica, Mondiali 2019: le 10 cose che ci lasciano. L’Italia dei sogni, Simone Biles da record, sorprese e Olimpiadi

Si sono conclusi i Mondiali 2019 di ginnastica artistica, alla Schleyer Halle di Stoccarda (Germania) sono andati in scena dieci giorni spettacolari che hanno regalato grandi emozioni a tutti gli appassionati. Vediamo nel dettaglio cosa ci lascia questa rassegna iridata.

SIMONE BILES – La più vincente di sempre, la più medagliata di tutti i tempi, la più grande della storia. Non ci sono più aggettivi per descrivere questo fenomeno che ha letteralmente dominato la rassegna iridata vincendo cinque ori (non è riuscita nell’impresa solo alle parallele), un quasi en-plein che mancava addirittura dai tempi della cannibale Larisa Latynina (Mosca 1958, sono passati 61 anni!). La statunitense non è solo una macchina da podi (addirittura 25, battuto il record assoluto di Vitaly Scherbo) ma è molto di più, una ragazza che si spinge oltre i limiti dell’umano eseguendo un’acrobatica impeccabile e che ha stravolto la logica di questo sport.

L’ITALIA DEI SOGNI – Abbiamo parlato diffusamente dell’Italia che ha conquistato il bronzo a squadre femminile e l’argento agli anelli di Marco Lodadio: due medaglie non si vedevano alle nostre latitudini dai tempi di Aarhus 2006. L’impresa delle Fate è già consegnata all’antologia di questo sport, il numero del Cavaliere del Castello è ormai una certezza: la nostra Nazionale torna a casa col sorriso nonostante il mancato pass olimpico con la squadra maschile e guarda con fiducia a Tokyo 2020.

MELNIKOVA SUBLIME, DE JESUS BOCCIATA – Da una parte la bella bionda di Voronez che trascina con personalità la Russia verso l’argento nel team event (e farlo senza Aliya Mustafina non è mai facile a livello di carisma), poi vince finalmente l’agognato bronzo nel concorso generale dopo averlo più volte sfiorato e conclude in bellezza col terzo posto al corpo libero. Angelina viene ampiamente promossa e conferma di essere una big a livello internazionale mentre la francese Melanie De Jesus Dos Santos esce ridimensionata dalla competizione: cade durante la finale a squadre tagliando le gambe alla Francia, mette piede a terra per due volte alle parallele nell’atto conclusivo dell’all-around, poi nelle finali di specialità rimane distante dalle medaglie e torna a casa con uno zero molto pesante a livello di morale.

NINA DERWAEL, L’UNICA ANTI-BILES – Simone Biles ha solo un tallone d’achille: le parallele asimmetriche. Riesce a qualificarsi alla finale di specialità ma poi è impossibile lottare per l’oro (lo scorso anno fu comunque d’argento), il merito è di Nina Derwael: l’Airone fiammingo con delle linee eleganti e precise che punta tantissimo sui collegamenti e che fa la differenza con una disinvoltura fuori dal comune. La belga si è confermata Campionessa del Mondo con pieno merito ed è indiscutibilmente la principessa su questo attrezzo. Un appunto: meritava il Premio Eleganza più di De Jesus (anche se la scelta ricaduta sulla transalpina è comunque legittima).

COSA SAREBBERO GLI USA SENZA LA BILES? – Una Nazione meno dominante ma sicuramente ancora vincente, quinto titolo iridato consecutivo nella gara a squadre con un dominio meno schiacciante del solito e qualche errore di troppo ma la corazzata d’oltreoceano ha una marcia in più e si è ben ripresa dallo scandalo abusi sessuali. Non ci sono più le grandi stelle ma ad averne di ottime atlete come Jade Carey e Sunisa Lee che portano a casa due argenti e un bronzo nelle Finali di Specialità…

CINA, COSA TI SUCCEDE? – La gara a squadre in Cina è sacra: gli uomini hanno vinto 11 delle ultime 13 competizioni iridate, le donne sono sempre salite sul podio dal 2006. A Stoccarda uno stravolgimento: i ragazzi erano lanciatissimi verso il titolo ma all’ultima rotazione sono incappati in una caduta e sono finiti alle spalle della Russia che non aveva mai vinto, le donne sbagliano di tutto e finiscono al quarto posto. Un parziale riscatto con l’argento di Tang Xijing nell’all-around e le due medaglie alla trave alle spalle di Simone Biles ma chiudere senza nemmneo un oro in entrambi i sessi non è nelle corde di questo Paese.

NIKITA NAGORNYY, IL RE DEL MAGNESIO – Il russo ha vinto il concorso generale individuale dopo essersi laureato Campione d’Europa in primavera: micidiale doppietta da vero fuoriclasse, ha dominato il giro completo togliendo il titolo al connazionale Artur Dalaloyan e ha offerto degli esercizi di assoluto spessore. L’accoppiata titolo all-around con titolo a squadre è da veri mostri di questo sport, in più ci ha aggiunto anche il trionfo al volteggio per arricchire un palmares davvero di grande spessore.

LE GRANDI SORPRESE – Le Filippine e la Turchia che vincono una medaglia d’oro ai Mondiali di ginnastica. Fino a pochi anni fa era inimmaginabile ma ormai anche questo sport ha aperto i confini tanto che ben 16 Nazioni hanno conquistato almeno una medaglia, Carlos Yulo (corpo libero) e Ibrahim Colak (anelli) si sono letteralmente superati e hanno stravolto tutti i favori del pronostico. Una rivelazione anche l’oro del brasiliano Arthur Mariano alla sbarra.

OLIMPIADI TOKYO 2020 – In questi Mondiali si assegnava la maggior parte di pass per i Giochi. L’Italia conquista il posto con la squadra femminile e rimane fuori con gli uomini per appena mezzo punto (ci andranno Marco Lodadio e Ludovico Edalli), tra le donne sorprendono la qualificazione della Spagna e l’eliminazione del Brasile (ormai l’esclusione della Romania non fa più notizia) mentre al maschile sono risalite alla grande Corea del Sud e Cina Taipei che hanno un po’ rimescolato le carte “penalizzando” appunto i nostri Moschettieri. Assegnati anche diversi pass per gli individualisti, spicca l’infinita Oksana Chusovitina che a 44 anni si è qualificata per l’ottava Olimpiade di una carriera irripetibile.

LIVELLO ELEVATISSIMO, CHE MONDIALE! – Organizzazione perfetta, la Schleyer Halle di Stoccarda è sempre stata sold out per tutta la durata dell’evento (dieci giorni, dal 2021 si accorceranno le tempistiche) e il Mondiale è stato impeccabile sotto ogni punto di vista. Ma poi che prestazioni e che livello, un tasso tecnico sbalorditivo in ogni gara: si sente che si stanno avvicinando i Giochi.

 

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Foto: Simone Ferraro/FGI

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