Giro d’Italia 2019, risultato ventesima tappa: Pello Bilbao beffa Landa e fa doppietta. Nibali ci prova, Carapaz mette le mani sul Trofeo Senza Fine

Il tappone dolomitico, il giorno del giudizio conclusivo: Richard Carapaz fa esplodere la gioia dei tifosi ecuadoregni, mettendo le mani sul Giro d’Italia 2019. Nella ventesima frazione partita da Feltre e giunta a Croce d’Aune il capitano della Movistar non soffre, anzi, si limita a gestire con anche un po’ di riserva e chiude la pratica in chiave Maglia Rosa, alla vigilia della cronometro finale di Verona. Secondo successo di tappa in questo Giro per un super Pello Bilbao che si difende al meglio in fuga e poi dà spettacolo sul rettilineo conclusivo beffando Mikel Landa. Da sottolineare un Vincenzo Nibali da applausi in ogni caso, per lui seconda piazza in classifica generale in cassaforte. 

Inizio a tutta, con la Cima Campo come prima salita subito a dare l’opportunità ai corridori di andare in fuga. Ci è voluto qualche chilometro, ma alla fine l’azione giusta è andata via: all’attacco Andrey Amador (Movistar), Fausto Masnada (Androni-Sidermec), Pello Bilbao, Dario Cataldo (Astana), Damiano Caruso (Bahrain-Merida), Eros Capecchi (Deceuninck-QuickStep), Tanel Kangert (Education First), Mikel Nieve (Mitchelton-Scott), Awet Gehereigzabher (Dimension Data), Eddie Dunbar (Team Ineos), Ilnurz Zakarin (Katusha-Alpecin), Jai Hindley (Team Sunweb). Nel frattempo il plotone si è distrutto, con addirittura Mikel Landa costretto a dettare il ritmo per la Maglia Rosa.

Successivamente tante rimonte in discesa prima di approcciare il Passo Manghen, la svolta della tappa: davanti si è involato verso la Cima Coppi in solitaria Fausto Masnada, mentre dietro è arrivata l’accelerazione dell’Astana che ha portato allo scatto di Miguel Angel Lopez. Con il colombiano è rimasta solamente la coppia Movistar formata da Landa e Carapaz, mentre Vincenzo Nibali e Primoz Roglic hanno scollinato ad una ventina di secondi dai rivali. Per loro il rientro nel plotone nella discesa successiva.

Situazione che è cambiata tra discesa ed imbocco del Passo Rolle: sono andati via Capecchi, Ciccone, Madouas, Bilbao, Dunbar, Nieve, Kangert e Ghebreigzabier, con il plotone che si è accontentato di gestire, con la solita Movistar al comando. In salita nessuno scatto, gli attaccanti sono riusciti a guadagnare fino a 4′ di margine. Prima del Croce d’Aune però un cambio di passo da parte della squadra della Maglia Rosa che è andata a diminuire di gran lunga il distacco, portandolo sui 2′.

In quel di Croce d’Aune ha nuovamente provato Lopez, seguito da tutti i big: al contrattacco è partito a sorpresa Landa. Non c’è stata risposta, costretti a chiudere in progressione prima Roglic e poi Pozzovivo. Nel frattempo davanti si è lanciato in solitaria il transalpino Madouas, a caccia del successo parziale. Discesa a tutta per Nibali che è andato a riprendere Landa assieme a Carapaz, mentre Roglic non ha tenuto il passo dello Squalo e Lopez è stato sfortunatissimo, caduto a causa di uno spettatore.

Approcciata l’ascesa conclusiva verso il Monte Avena il trio formato da Landa, Carapaz e Nibali è andato a riprendere la testa della corsa. Cambi regolari per loro che sono andati a giocarsi il successo di tappa assieme agli altri attaccanti. Il primo a lanciare lo sprint è stato Landa, seguito dal connazionale Bilbao che l’ha beffato sul rettilineo finale. Nella top-5 anche Ciccone, Carapaz e Nibali. Molto più staccato Primoz Roglic che perde parzialmente la terza posizione.

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gianluca.bruno@oasport.it

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Foto: Lapresse

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