Giro d’Italia 2019: l’importanza delle cronometro. 59,8 chilometri contro il tempo che faranno la differenza

Al tanto atteso Giro d’Italia 2019, il ruolo decisivo potrebbe toccare niente meno che alle cronometro. Ebbene sì. Questa 102^ edizione della Corsa Rosa, oltre alla classica terza settimana in cui saranno le montagne a farla da padrone, avrà tre giornate dedicate alle prove contro il tempo che potrebbero fare dei solchi importanti in ottica classifica generale in apertura, a metà percorso, e nell’ultima frazione. Non sono tre cronometro completamente pianeggianti che potrebbero favorire quasi sicuramente i grandi esperti di queste prove, ma delle tappe da uomini completi. E possiamo dire fin da subito che ci saranno due big che punteranno tanto sulle prove contro il tempo per fare la differenza verso la vittoria finale, ossia, Tom Dumoulin (Team Sunweb) e Primoz Roglic (Jumbo-Visma). Ma analizziamo passo dopo passo questi pressoché decisivi appuntamenti.

Sabato 11 maggio, Prima Tappa – Bologna-Bologna (San Luca) di 8 km: una frazione inaugurale alquanto fondamentale, dove gli specialisti potranno divertirsi nei primi 6 km di gara, ma dopodiché entreranno in scena i passisti-scalatori, e con ogni probabilità già i possibili big della generale. Da qui inizieranno i 2000 metri conclusivi con una media del 9,7% e punte del 13,6%, dove per l’appunto, coloro che avranno intenzione di puntare alla classifica finale, non potranno permettersi di sbagliare e quindi dovranno limitare i danni e dare il massimo nel finale. Una giornata che pare disegnata alla perfezione per Dumoulin e Roglic, mentre il nostro Vincenzo Nibali avrà dalla sua il San Luca per cercare di perdere minor tempo possibile dopo i primi velocissimi 6 km.

Domenica 19 maggio, Nona Tappa – Riccione-San Marino di 34,8 km: possiamo definirla come una delle tappe decisive per la classifica, perchè potrebbe regalare già delle prime sentenze definitive. Come per la prima frazione, gli specialisti potrebbero fare dei bei tempi nei primi 22 km pressoché pianeggianti o comunque in leggera ascesa, ma poi, sconfinati nella Repubblica di San Marino, subentreranno 12,6 km da vera e propria cronoscalata. Anche in questo caso Dumoulin e Roglic saranno i due uomini più avvantaggiati, e potrebbero così acquisire secondi preziosi sugli altri della generale, in previsione delle Alpi o di una possibile giornata non al massimo delle potenzialità. Dovranno assolutamente sfruttare le loro doti da cronomen per presentarsi nell’ultima settimana con un buon vantaggio in vista delle tappe decisive. Non dovrebbe sfigurare neanche Simon Yates (Mitchelton-Scott), mentre Miguel Angel Lopez (Team Astana), con ogni probabilità, perderà tanto nella prima parte e dovrà affrontare gli ultimi 12,6 km come se fosse la giornata decisiva per la sua sorte. Anche in questo caso Nibali dovrà difendersi nella prima parte e sfruttare al meglio le sue doti da scalatore nella fase più dura dell’ascesa verso San Marino, cercando di contenere e non poco i possibili danni.

Domenica 2 giugno, Ventunesima Tappa – Verona-Verona (Piazza Bra) di 17 km: prima di quest’ultima frazione la classifica dovrebbe essere quantomai definita, ma non nel caso di distacchi molto contenuti nella lotta per il podio. L’unica asperità è la salita delle Torricelle, utile agli scalatori per mettere in strada le ultime forze rimaste sfruttando le loro doti. Andrà verificata la condizione degli specialisti delle cronometro in questi ultimissimi metri del Giro 2019; ma oltre ai cronomen puri, andrà tenuta d’occhio la possibile lotta interna per la generale. Per farla breve, in assenza di grandi distacchi in classifica, questo sarà l’assalto finale alla maglia rosa. Avverrà uno scontro diretto tra Dumoulin e Roglic? O i due non potranno fare altro che cercare di recuperare il più possibile sugli altri avversari?

Insomma, possiamo dire che con queste tre cronometro non ci si annoierà proprio.

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Foto: Valerio Origo

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