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Giro d’Italia 2019 mai così ricco di campioni. Appeal e fascino hanno ormai raggiunto il Tour de France?



Prende sempre più forma la composizione del gruppo partenti per il Giro d’Italia 2019. La 102a edizione della più importante corsa a tappe italiana, che prenderà il via l’11 maggio da Bologna e si concluderà a Verona il 2 giugno, può già contare sulla sicura presenza di numerosi protagonisti del ciclismo mondiale. Se poi dovesse trovare conferma l’indiscrezione riportata la scorsa settimana dalla Gazzetta dello Sport secondo la quale anche il britannico Geraint Thomas, vincitore del Tour de France lo scorso anno, starebbe prendendo in considerazione la possibilità di correre il Giro d’Italia, allora la prossima edizione della Corsa Rosa potrebbe realmente rivaleggiare ad armi pari per fascino e livello dei partecipanti con il Tour de France.

La rivalità tra le due corse a tappe più importanti della stagione ciclistica ha radici antichissime. Negli ultimi anni il Tour de France ha dominato il confronto attirando i migliori corridori grazie ad un montepremi più elevato e ad una maggiore disponibilità economica. Questi due aspetti hanno finito però per trasformare la corsa in una macchina imponente, difficile da gestire anche per la stessa organizzazione. Da qui sono derivate le scelte conservative che hanno caratterizzato il percorso della Grande Boucle in anni recenti e che hanno penalizzato lo spettacolo. Non è un caso che nelle ultime sette edizioni per sei volta la vittoria sia andata al Team Sky, una formazione che ha fatto della capacità di gestire la corsa secondo schemi programmati a tavolino uno dei suoi punti di forza.

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Il Giro d’Italia, così come la Vuelta, offre invece un percorso più imprevedibile, dove a fare la differenza è più spesso il talento del singolo corridore (come nella spettacolare impresa di Chris Froome sul Colle delle Finestre lo scorso anno). Un altro elemento per cui molti corridori preferiscono la Corsa Rosa è la maggiore correttezza degli spettatori. Nell’edizione 2018 del Tour de France si è visto davvero di tutto: dalla caduta di Nibali sull’Alpe d’Huez provocata proprio dal contatto con un tifoso a bordo strada, alle contestazioni nei confronti di Froome e del Team Sky con insulti, spinte e sputi che hanno accompagnato buona parte della corsa.

Anche senza Geraint Thomas e Chris Froome, il livello dei corridori che parteciperanno al prossimo Giro d’Italia sarà comunque molto elevato. Tra gli uomini in lotta per la classifica generale spiccano due grandi campioni come Vincenzo Nibali (due vittorie al Giro in carriera nel 2013 e nel 2016 e determinato a riscattare una stagione caratterizzata dalla sfortuna) e l’olandese Tom Dumoulin (trionfatore dell’edizione 2017). Sarà della partita per le posizioni di vertice anche il britannico Simon Yates, esploso lo scorso anno con le tre vittorie di tappa proprio al Giro d’Italia e confermatosi con il successo nella Vuelta. Potrebbero poi regalare sorprese i colombiani Miguel Angel Lopez (Astana) e Egan Bernal (Team Sky), che proveranno a far saltare il banco con la loro giovane età,. Da seguire con attenzione anche lo sloveno Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma), quarto al Tour de France nel 2018, e lo spagnolo Mikel Landa (Movistar), che al Giro ha già conquistato tre successi di tappa e ha chiuso sul terzo gradino del podio nel 2015. Infine, a nobilitare ulteriormente la Corsa Rosa, ci sarà il ritorno della maglia di Campione del Mondo indossata dallo spagnolo Alejandro Valverde, assente dal lontano 2012 quando a vestirla era il britannico Mark Cavendish.

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roberto.pozzi@oasport.it

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Foto: Lorenzo Di Cola / LivePhotoSport

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