Tuffi, il ritorno di Tania Cagnotto e Francesca Dallapé! Le mamme d’oro all’assalto, il possibile programma delle gare 2019


Alla fine delle Olimpiadi di Rio 2016, nessuno avrebbe mai potuto immaginarlo, e invece sta accadendo: Tania Cagnotto e Francesca Dallapé sono sulla via del ritorno ad alto livello. Le due atlete che hanno fatto la storia dei tuffi italiani recenti con le imprese che le hanno portate fino alle medaglie olimpiche hanno svolto ieri, a Bolzano, il primo allenamento della carriera da mamme, presenti anche le figlie Maya (di Tania) e Ludovica (di Francesca).

Sotto gli occhi del tecnico Oscar Bertone, dell’onnipresente Giorgio Cagnotto, dell’allenatrice della Dallapé Giordana Aor e in generale dell’intera squadra che gira attorno alle due tuffatrici, sta dunque iniziando il percorso che porterà la coppia d’argento in Brasile a un nuovo debutto alle gare nel 2019. Esiste già un programma di massima con più alternative in relazione alla gara adatta per il ritorno: le possibilità sono la Coppa Tokyo (che però si disputa a Bolzano) dal 22 al 24 febbraio, gli Assoluti invernali dal 29 al 31 marzo oppure gli Assoluti estivi dal 24 al 26 maggio. La certezza è legata alla presenza nel Grand Prix di Bolzano dal 14 al 16 giugno.

Non sarà un ritorno senza concorrenza, il loro: per Tania e Francesca, sulla strada che porta a Tokyo 2020, ci sarà l’ostacolo rappresentato dai due nomi emergenti dei tuffi italiani, Elena Bertocchi (24 anni) e Chiara Pellacani (16), già campionesse d’Europa da nel trampolino da tre metri e con un gran futuro davanti, soprattutto con riferimento alla seconda. Parlando di possibili rivalità alla Gazzetta dello Sport, Giorgio Cagnotto smorza subito i toni: “Ci divertiamo, c’è lo spirito giusto. Ci tengo a dire che non c’è nessuna rivalità, fa bene al settore perché mi rifaccio sempre ai tempi miei e di Dibiasi in cui si diceva ‘ah, ma tu con Klaus…’: la concorrenza portava a gare di alto livello. E quando andavamo all’estero eravamo competitivi. Lo sport va preso anche per questo, se vinci o perdi. Se le veterane vedranno che le altre sono più brave penseranno: ‘Tocca a loro’. Non sono animate da spirito di rivalità. E’ una sfida serena: ‘Se non ci battete, allora noi ci siamo’





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