Biathlon, Coppa del Mondo Hochfilzen 2018: nella staffetta maschile vince la Svezia davanti alla Norvegia. Bene l’Italia, che chiude sesta


L’Italia maschile del biathlon non riesce ad emulare le vittoriose colleghe e chiude al sesto posto la staffetta odierna valida per la tappa di Coppa del Mondo appena terminata ad Hochfilzen, in Austria. Gli azzurri, molto bene per tre frazioni con Thomas Bormolini, Lukas Hofer e Dominik Wndisch, pagano qualcosa di troppo con Thierry Chenal in chiusura. Vince la Svezia davanti alla Norvegia, terzo gradino del podio per la Germania.

Nella prima frazione Thomas Bormolini si incolla alla Norvegia e resta in primissima fila nel primo giro, poi è perfetto nel poligono a terra ed esce addirittura in testa (anche se il gruppo è praticamente compatto). Forza la Svizzera nel secondo giro, si avvantaggiano in quattro tra cui il nostro Bormolini. L’azzurro è perfetto anche al tiro in piedi ed è terzo quando imbocca l’ultimo giro, nel quale l’elvetico Weger semina la concorrenza, mentre l’Italia va avanti di concerto con la Norvegia, che anzi accusa qualcosina nel tratto duro. Al primo cambio solo la Svizzera ci è davanti, infatti Lukas Hofer parte in seconda posizione con 26″ di ritardo.

L’azzurro parte a tutta e riduce subito il gap a 16″, tenendo a debita distanza gli inseguitori anche nel tratto duro. Arriva il poligono a terra e Hofer usa una ricarica, sbagliano però anche gli avversari e così l’azzurro esce primo con 3″5 sulla Svizzera ed oltre 16″ su tutti gli altri inseguitori. Hofer va, ma Finello (Svizzera) non cede tantissimo, da dietro il gruppetto che lotta per la terza piazza non guadagna. Nel tratto duro Hofer contiene e si appropinqua al poligono in piedi con un buon margine, ma sbaglia i primi due colpi. Da dietro però nessuno ne approfitta, e l’azzurro esce ancora primo con 8″ sull’Austria e 10″ sugli USA. Hofer cerca di forzare nell’ultimo giro, ma tutti si spremono ed il vantaggio resta attorno ai 10″.

Windisch parte con 8″ sulla Svezia e 9″ sulla Slovenia, ma allunga con decisione nel primo giro, e trova un poligono perfetto a terra, dove però passano indenni tutti gli avversari, con tempi di tiro molto simili. Gli inseguitori escono con 14″ di ritardo, ma nel secondo giro l’azzurro non riesce a guadagnare, anzi nel tratto duro la Norvegia fa il ritmo e accorcia. Un errore in piedi costa la testa a Windisch, che esce con 2″6 dalla Svezia, ma Tarjei Boe (Norvegia) e Landertinger (Austria) fanno anche peggio ed accusano ancora maggior distacco. Nel corso dell’ultimo giro l’azzurro si riprende la testa ma Svezia e Slovenia sono poco dietro, mentre la Norvegia è leggermente più staccata.

Chenal parte praticamente appaiato alla Svezia, poco dietro Slovenia e Norvegia. Passa la Svezia nel corso del primo giro con Samuelsson, ma da dietro non si avvicinano. Al poligono a terra Chenal sbaglia l’ultimo bersaglio e la Svezia può scappare via, mentre l’azzurro esce con la Norvegia. Da dietro risale Doll (Germania), che ritorna in corsa per il podio. Christiansen (Norvegia) stacca Chenal nel secondo giro, l’azzurro deve pensare a guardarsi da Doll, ma il tedesco aggancia l’italiano proprio all’ingresso del poligono in piedi, dove Chenal sbaglia due volte e dice addio ai sogni di podio. In testa la Svezia esce con un piccolo margine sulla Norvegia, mentre l’Italia è sesta, ad un soffio dalla Russia, che rimonta grazie a Loginov. Samuelsson tiene su Christiansen, Doll puntella il podio, mentre l’Austria con Leitner e la Russia con Loginov si giocano la quarta piazza. Chenal passa con 1’04” di ritardo e cerca di mantenere la sesta posizione. Al termine del tratto duro l’azzurro si difende e riesce a centrare l’obiettivo. Vince la Svezia con 3″6 sulla Norvegia e 28″8 sulla Germania. Quarta l’Austria a 41″7, quinta la Russia a 52″7, mentre Chenal accusa 1’13″3 e chiude sesto, davanti alla Repubblica Ceca.

 

roberto.santangelo@oasport.it

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

Foto: Romeo Deganello

Lascia un commento

scroll to top