Pattinaggio artistico: la nuova avventura sul ghiaccio di Marco Santucci in coppia con Irma Caldara: “Lavoriamo gradualmente, stiamo migliorando tanto”

Dopo Marika Zanforlin-Federico Degli Esposti, Matteo Guarise e Dario Betti, un altro Campione Mondiale di pattinaggio artistico a rotelle è pronto a fare il grande salto verso il ghiaccio. Si tratta di Marco Santucci, atleta toscano che conta nel suo palmarès iridato rotellistico la bellezza di cinque ori, tre argenti e sei bronzi.Il ventinovenne di Grosseto da qualche mese lavora infatti in coppia con Irma Caldara, giovane milanese classe 2000 già nota per aver partecipato ad alcune importanti competizioni internazionali tra cui spiccano le Olimpiadi giovanili di Lillehammer del 2016 e il Campionato del Mondo Junior 2017 di Taipei  in coppia con Edoardo Caputo. I ragazzi si allenano duramente sotto la guida di Tiziana Pagani presso L’Accademia del Ghiaccio di Milano, nuova società con grandi ambizioni future.

Abbiamo intervistato la nuova coppia di artistico, soffermandoci particolarmente sulle difficoltà riguardanti il passaggio dalle rotelle al ghiaccio, sulle sessioni di allenamento e sugli obiettivi futuri.

Ciao Ragazzi. Marco, partiamo da te. La tua carriera a rotelle è stata splendida e ricca di successi. Come mai hai deciso di tentare questa avventura sul ghiaccio?

Dentro di me sentivo che era arrivato il momento di fare un cambio di vita. Sulle rotelle è stato davvero bellissimo, ho fatto tantissime gare e vinto tanti titoli nel corso degli anni. Quando però inizia un po’ a mancare lo stimolo e l’entusiasmo credo che sia meglio cambiare aria. Meglio smettere piuttosto che continuare e finire l’attività agonistica in discendendo; tuttavia era troppo presto per concludere una carriera però non c’erano gli stimoli per proseguire a rotelle, ho deciso quindi di dare una svolta alla mia vita e di cercare nuove emozioni“.

Quando è arrivato il momento in cui hai deciso di cambiare vita? Quali sono le differenze e le difficoltà principali che hai avvertito nel passaggio tra le rotelle al ghiaccio?

Passare al ghiaccio è stato un bel cambio di vita. Ho iniziato un po’ per gioco: due anni fa alcuni atleti delle rotelle tra cui io siamo stati chiamati per fare una coreografia al Florence Ice Gala, il primo spettacolo sul ghiaccio svolto a Firenze. Da lì è nata la passione per la lama. Da quel momento in poi sono andato poi in giro a provare un po’ ma mi alleno con Irma regolarmente da aprile di quest’anno. I due sport sono senza dubbio simili ma la differenza è epocale perché il mezzo che sta alla base che fa la differenza, per cui cambiano le sensazioni, il tipo di sforzo, il tipo di tecnica per cui è un bel da farsi“.

Irma, hai avuto qualche difficoltà iniziale con Marco, dal background blasonato ma con poca esperienza sulle lame?

“Per avere meno problemi sul ghiaccio abbiamo lavorato e stiamo lavorando moltissimo a secco fuori dalla pista. Tuttavia, al di la di quello che si possa pensare, non abbiamo avuto particolari difficoltà a impostare i nuovi elementi e personalmente non ho percepito così tanto la poca esperienza di Marco sul ghiaccio“.

A proposto. Come sta andando la preparazione del difficile twist e degli elementi di coppia in generale visto il cambiamento dell’attrezzo da parte di Marco?

Irma: “Il twist è proprio uno di quegli elementi su cui abbiamo lavorato maggiormente fuori dalla pista a secco“.

Marco: “L‘attrezzo non è alla fine un problema, in quanto dobbiamo crescere tecnicamente. La cosa interessante è che stiamo provando a fare quello che fa una coppia di artistico in una carriera solo in qualche mese e di pari passo stiamo lavorando sulla pattinata. E’ un lavoro graduale, difficile ma stiamo lavorando sodo“.

Avete già impostato un calendario di gara? Qual è il vostro prossimo obiettivo?

Marco, Irma: “Il nostro calendario gare è work in progress. L’aspetto certamente positivo è che stiamo migliorando tanto. Siamo partiti ad inizio anno con l’idea di fare un semplice anno di transizione. Piano piano però ci stiamo accorgendo di quanto gli elementi  stiano pian piano migliorando per cui l’idea, ad oggi, è quella di provare a presentarci solo con lo short program al Campionato Nazionale. Abbiamo poi intenzione di fare qualche gara in più con il prosieguo della stagione.

Qual è la vostra giornata di allenamento tipo in questo momento?

Marco: “In questo momento lavoriamo molto a secco, ci riscaldiamo e proviamo gli elementi che poi andiamo a portare in pista, soprattutto quelli che, anche per la mia esperienza, non sono al 100% sicuri; poi a seconda della giornata in pista facciamo lezioni di pattinata, di coreografia, di sollevamenti, salti in parallelo. Alla fine della sessione sul ghiaccio solitamente torniamo di nuovo a secco per fare una seduta conclusiva o di balletto o di preparazione atletica“.

Infine volevo chiedervi, quali sono le vostre coppie di artistico di riferimento? Ci sono atleti a cui vi ispirate?

Irma: “Personalmente amo particolarmente la coppia russa Evgenia Tarasova-Vladmir Morozov, soprattutto per gli elementi tecnici che ho potuto vedere qui a Milano durante i Campionati Mondiali; per quanto concerne la pattinata mi piacciono  molto anche i francesi Vanessa James-Morgan Ciprès“.

Marco: “Io sono fan di Aljona Savchenko e Bruno Massot che ho avuto anche il piacere di vederli dal vivo in occasione del Florence Ice gala. Ero già fan da prima, sono rimasto ancora più impressionato dopo averli visti all’opera sul ghiaccio. Sono meravigliosi.”

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Foto: Michela Stola (Accademia del ghiaccio)

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TAG:
Irma Caldara Marco Santucci

ultimo aggiornamento: 06-11-2018


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