Calcio, Nations League 2019: gli attaccanti azzurri sono tornati a segnare. Nuove opzioni offensive per Roberto Mancini

La sfida con il Portogallo si avvicina e non è un mistero che i principali dubbi del commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio Roberto Mancini riguardino il reparto d’attacco. L’allenatore azzurro è alla ricerca della migliore soluzione offensiva per tentare di conquistare una vittoria che terrebbe aperte le possibilità di qualificazione dell’Italia alle Final Four della Nations League 2019.

In particolare, dando per scontata la conferma del 4-3-3 come sistema di gioco, sono due le alternative che si presentano al commissario tecnico. La prima è riproporre il tridente di “piccoletti” messo in campo nella sfida di Chorzow; la seconda prevede invece il ritorno di una prima punta vera e propria al centro dell’attacco azzurro. L’infortunio di Bernardeschi però scompiglia le carte e complica ancora di più le scelte di Mancini. Il giovane talento della Juventus ha infatti lasciato il ritiro della Nazionale nella giornata di ieri per problemi agli adduttori e non potrà far parte dello schieramento offensivo insieme a Lorenzo Insigne e Federico Chiesa, come nella sfida con la Polonia.

L’ipotesi più probabile sembra la prima, con il commissario tecnico intenzionato a riproporre nel tridente d’attacco tre giocatori rapidi e veloci per togliere punti di riferimento alla difesa avversaria, cambiando però necessariamente gli interpreti. L’unico sicuro del posto da titolare sarebbe allora Insigne, che nel Napoli continua a trovare la via del gol sia in campionato sia in Champions. Chiesa invece non sta dimostrando la condizione brillante d’inizio stagione e nelle ultime giornate non ha impressionato. Mancini potrebbe puntare quindi su Matteo Politano, che ha trovato continuità di rendimento nell’Inter, o su Domenico Berardi, anche lui in verità non apparso in eccellente stato di forma nelle ultime partite con il Sassuolo. L’alternativa potrebbe essere la principale sorpresa di queste convocazioni, l’italo-tedesco Vincenzo Grifo dell’Hoffenheim.

La seconda opzione, meno probabile ma impossibile da escludere del tutto, sarebbe quella di riproporre al centro del tridente offensivo un bomber tradizionale. Gli attaccanti azzurri hanno mandato segnali incoraggianti nelle ultime giornate, tornando a segnare con continuità. In particolare Ciro Immobile ha trovato quattro reti nelle ultime cinque partite con la Lazio, mettendo a segno anche una doppietta nella sfida con la Spal di due settimane fa. Il bomber biancoceleste non sarebbe però l’unica opzione del commissario tecnico che ha richiamato in nazionale anche Leonardo Pavoletti. L’attaccante del Cagliari, già sei gol quest’anno, è andato a segno in quattro delle ultime cinque giornate dimostrando una notevole regolarità e avanzando la propria candidatura ad un posto da titolare in azzurro. Difficile invece vedere dal primo minuto Kevin Lasagna dell’Udinese che potrebbe invece entrare a partita in corso in caso di necessità.

La possibilità di più soluzioni per Mancini è comunque un segnale positivo, dimostrazione che il reparto offensivo azzurro ha ripreso a mandare qualche segnale incoraggiante dopo essere stato il vero problema della Nazionale nell’ultimo anno e mezzo. Chissà che la partita con il Portogallo non possa essere l’occasione per l’Italia di tornare a segnare più di un gol in una partita ufficiale (circostanza che non si verifica dalla sfida con il Liechtenstein del giugno 2017). Di fronte ad una necessità così stringente di finalizzatori sorprendono un po’ le esclusioni di Andrea Belotti (tornato al gol con il Torino con una doppietta contro la Sampdoria) e di Stephan El Shaarawy (già cinque reti con la Roma in questo campionato). Spetterà all’undici scelto da Mancini fugare ogni dubbio e confermare la bontà delle scelte del commissario tecnico.





roberto.pozzi@oasport.it

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Foto: kivnl / Shutterstock.com

 

 

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