Volley, Nations League 2018: Italia-Australia 1-3, le pagelle della disfatta. Azzurri asfaltati, valanghe di errori


L’Italia è stata travolta dall’Australia per 3-1 nella Nations League 2018 di volley maschile. A Seoul gli azzurri non sono mai stati in partita e purtroppo si sono resi protagonista di una disfatta. Di seguito le pagelle dei ragazzi del CT Chicco Blengini.

 

MICHELE BARANOWICZ: 4,5. Troppi errori in fase di impostazione, fatica in palleggio e non riesce a intendersi al meglio con le bocche da fuoco.

GABRIELE MARUOTTI: 5. Si accende soltanto in un paio di circostanze, prova a mollare il colpo ma va in sofferenza più volte in attacco, qualche buon frangente in difesa.

GABRIELE NELLI: 5. Travolto anche lui dai muri avversari, commette troppi errori in battuta e non è in grado di trovare la giusta continuità in attacco. L’opposto ha fatto un passo indietro nelle ultime due giornate rispetto alle buone prove degli esordi.

SIMONE ANZANI: 6,5. L’unico azzurro a provarci con una certa insistenza, si scatena a muro (6 stampatone) ma predica nel deserto.

LUIGI RANDAZZO: 4,5. Sbaglia di tutto tra servizio e attacco, mai in grado di entrare in partita. Lo schiacciatore mette a segno soltanto 7 punti e nel quarto set lascia spazio a SIMONE PARODI (5).

DANIELE MAZZONE: 5. Impalpabile al centro, chiamato in causa col contagocce, fatica a muro e non garantisce il giusto apporto alla squadra.

FABIO BALASO e SALVATORE ROSSINI: 5. Hodges e Smith sembrano dei fenomeni, prestazione sottotono dei nostri liberi.

GIULIO SABBI: 4. Gioca un primo set in apnea, viene sostituito da Nelli.

 





(foto FIVB)

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3 Replies to “Volley, Nations League 2018: Italia-Australia 1-3, le pagelle della disfatta. Azzurri asfaltati, valanghe di errori”

  1. Gabriele Dente ha detto:

    Dici “La situazione del volley nostrano è evidente […]”… Già… Purtroppo è un problema che accomuna le federazioni di praticamente tutti gli sport di squadra italiani, specialmente quelli col professionismo più “evoluto”. Che vuoi farci, a distanza di 22 anni ancora si sente dire “è la sentenza Bosman” senza che nessuno voglia seriamente trovare contromisure. Col risultato che, 22 anni dopo, basket, calcio e tra un po’ pure il volley, stanno facendo a gara a chi precipita più in basso. E intanto squadre che potevano solo ammirarci ora ci bastonano sonoramente!

    1. Nany74 ha detto:

      Assolutamente d’accordo. Senza contare che, spesso, quelli che ci bastonano in nazionale, li abbiamo fatti crescere nei NOSTRI campionati…..come si dice dalle mie parti: “Beki e bastonai” (cornuti e mazziati). 🙂

  2. Nany74 ha detto:

    Non posso che accodarmi alle pagelle disastrose della nostra squadra! Aggiungerei anche un bel 4 a Blengini che non ha tentato anche la carta Lanza, magari in diagonale con Parodi, così tanto per provare, anche se tutto sommato Maruotti non mi è dispiaciuto troppo. Da queste ultime partite emerge una cosa che mi lascia poco tranquillo: di Italia ne abbiamo una soltanto. Non esiste una squadra senza determinati giocatori. Ci trasformiamo da una formazione con ambizioni ad una media squadra di fascia B, senza carattere e senza voglia di vincere. Un po’ mi demoralizza perché temo che a Tokyo porteremo una squadra di “vecchietti” collaudati, a meno di qualche giovane che esploda in questo anno e del quale, ad oggi, ignoriamo anche il nome. La situazione del volley nostrano è evidente: troppo pochi i giocatori di qualità. Se posso esprimere un’opinione, Randazzo non lo chiamerei più nemmeno per pulire il bagno: sono anni che aspettiamo la sua consacrazione e, per quanto mi riguarda, l’occasione se l’è giocata diverse volte. Non potrà mai prendere il testimone da Lanza o Juantorena, ma nemmeno tra 100 anni. Se proprio bisogna fare una squadra di rimpiazzo, a questo punto giocatori come Antonov, Botto, Rosso ecc non sono assolutamente peggio di Randazzo, anzi. Michelino al palleggio ha fatto quello che poteva, ricordiamoci che è arrivato da 2 giorni e con la ricezione (e gli appoggi!!) di oggi, c’era ben poco da fare. Forse poco furbo, visto il metro di giudizio dell’arbitro circa le doppie al palleggio, ma qui si apre un mondo di discussioni circa la qualità media degli arbitri che l’FIVB ci propina ad ogni manifestazione internazionale. Questo comunque non cambia che abbiamo giocato da culo e che, senza i soliti noti, siamo una mezza squadraccia! Lavorare gente, e parecchio anche!

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