Sci alpino, Olimpiadi PyeongChang 2018: oro già assegnato in slalom a Mikaela Shiffrin? Solo l’americana può perderlo…

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Dopo i problemi meteo dei primi giorni il programma dello sci alpino ha finalmente preso il via. Domani toccherà anche alle donne, che apriranno con lo slalom. La gara che vede in Mikaela Shiffrin la principale favorita. Come potrebbe essere altrimenti: 41 vittorie in Coppa del Mondo (30 in specialità con 38 podi), 4 Coppe di specialità, 1 Coppa di Cristallo, 4 medaglie mondiali e 1 olimpica. Il tutto a soli 22 anni. Numeri che la dicono lunga sulla campionessa americana ma che non rendono fino in fondo l’idea del suo talento.

Shiffrin ha mostrato una superiorità a tratti imbarazzante in questa stagione. Ha vinto cinque slalom su sette e inanellato un filotto di otto vittorie in nove gare tra dicembre e gennaio. Un cammino perfetto, verso l’ingresso nella leggenda. Già perché mentre la maggior parte delle atlete metterebbe la firma per avere anche solo un terzo del suo palmarés, lei sta spostando il limite sempre più verso l’alto. A PyeongChang 2018 non vuole accontentarsi: un oro olimpico ce l’ha già in bacheca e allora meglio andare per il pacchetto completo, partecipando a tutte e 5 le gare individuali (quest’anno ha vinto anche in discesa, per non farsi mancare nulla) e fare la storia non solo dello sci alpino ma dello sport in generale.

Un’impresa che comincerà con lo slalom, come detto la sua gara preferita. Oro già assegnato dunque, che solo lei potrà perdere? Per quanto in queste gare si parta tutte da zero l’impressione che ci ha lasciato la stagione che ha portato in Corea è stata proprio questa. Attenzione, però, perché le ultime gare ci hanno anche consegnato una Mikaela umana. Il salto di porta e l’uscita nel superG di Cortina, a fine gennaio, hanno infatti innescato una serie di quattro gare senza vittoria e, peggio, con “solo” un settimo posto all’attivo, in gigante. La seconda volta che Shiffrin ha chiuso lo slalom senza vittoria è stato a Lenzerheide, ma se a Levi, nella prima gara, era ancora arrugginita per la preparazione estiva, in Svizzera si è trattato di una vera e propria debacle, un’inforcata quando stava dominando, il punto più basso della sua stagione.

Non è un robot, si è subito affrettata a difenderla la mamma, la stessa che le ha infilato gli sci all’età di quattro anni con il chiaro intento di farne una campionessa. Un vestito che a Mikaela sembra calzare alla perfezione. A PyeongChang anche lei partirà da zero, per lasciarsi alle spalle i recenti risultati negativi. Le avversarie non mancano (Hansdotter, Vlhova e Holdener su tutte), ma se Shiffrin dovesse tornare la cannibale che conosciamo, quella che danza aggressiva e ritmata tra i paletti, allora non ce ne sarà per nessuno. Sarebbe il secondo oro in slalom, il quinto consecutivo tra Olimpiadi e Mondiali (sarebbe record) e il primo passo verso l’en-plein a PyeongChang.

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alessandro.tarallo@oasport.it

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Foto: pagina Facebook Mikaela Shiffrin


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