Svezia-Italia, Play-off Mondiali 2018: servirà una squadra da battaglia. Azzurri non abituati a queste sfide: sacrificio e pazienza le armi per vincere

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L’ora della verità è scoccata. L’Italia si appresta a vivere la sfida più delicata dell’ultimo ventennio, che potrebbe consegnare agli azzurri il pass per i Mondiali 2018 oppure spedire il calcio nostrano in un baratro senza via d’uscita. La Friends Arena di Solna alle 20.45 sarà il teatro del match d’andata dei play-off di qualificazione per i Mondiali in Russia e vedrà i ragazzi di Ventura fronteggiare la Svezia, una Nazionale dotata di una tradizione importante ma attualmente ridimensionata dall’assenza di Ibrahimovic, faro indiscusso dell’ultimo decennio del calcio scandinavo. Ma le insidie per l’Italia sono dietro l’angolo e le recenti prove sbiadite contro Macedonia, Israele e Albania non lasciano dormire sonni tranquilli. L’organico svedese, a dire il vero, è tutt’altro che irresistibile, ma il vero avversario dell’Italia in realtà è l’Italia stessa.

Gli azzurri, infatti, non sono abituati a queste sfide e dovranno calarsi nella parte per evitare di commettere l’errore di sottovalutare l’avversario o di affrontare la sfida con eccesso di foga. Guai, dunque, a farsi travolgere dall’ansia di portarsi rapidamente in vantaggio, ma sarebbe ancor più tragico approcciare il match con un atteggiamento molle. L’Italia, d’altra parte, non è più la corazzata dello scorso decennio e sta cercando di costruire le proprie certezze un po’ per volta, cercando nuovi pilastri intorno ai quali cementare il gruppo che dovrà rimpiazzare la generazione di Buffon, Barzagli e De Rossi, giunti alla chiamata mondiale conclusiva della loro strepitosa carriera e ultimi reduci, tra l’altro, del trionfo nel 2006, oggi quanto mai lontano.

Pazienza e sacrificio, quindi, ma anche consapevolezza nei propri mezzi. L’Italia dispone infatti del bomber più prolifico al mondo in questo scorcio di stagione, Ciro Immobile, che sta davvero facendo faville con la sua Lazio, ed anche di una difesa che soltanto sei mesi fa ha trascinato la Juventus verso la finale di Champions League. Ma il contraccolpo per il pesante ko con la Spagna al Bernabeu si è avvertito a lungo tra i ragazzi guidati dal ct Ventura, che dovranno ritrovare lo spirito battagliero che li ha sospinti con entusiasmo nei primi mesi della gestione dell’ex tecnico granata, anch’egli al bivio tra la possibilità di vivere un’esperienza indimenticabile e un flop che assumerebbe contorni epocali.





mauro.deriso@oasport.it

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Foto: Twitter Nazionale Italiana

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