Rugby, Test Match Novembre 2017: Italia, un grosso passo indietro con l’Argentina

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Si poteva e si doveva vincere. E’ mancato poco, ma alla fine però il distacco è larghissimo. Si può guardare da più punti di vista la sconfitta dell’Italrugby di ieri a Firenze con l’Argentina nel secondo dei Test Match di novembre. L’unico pensiero però è quello che sia stato fatto un grosso passo indietro, ritornando così alle vecchie abitudini: 40-50-60 minuti positivi, poi un crollo totale e in bambola fino al fischio finale. Il 31-15 dei Pumas è un risultato non del tutto veritiero, ma meritato totalmente.

Doveva far bene l’aria di Firenze agli azzurri, soprattutto ricordando l’impresa storica fatta circa un anno fa con il Sudafrica. Visto il primo tempo la storia sembrava potersi ripetere: un’Italia positiva, senza particolari errori, era riuscita a timbrare un 9-8 con i Pumas puntando addirittura al bersaglio grosso. La mischia ha funzionato benissimo, gli avanti hanno compiuto un eccellente lavoro e Carlo Canna è sembrato un cecchino dalla piazzola con un 3/3 che è andato ad aggiungersi agli splendidi calci di Catania con le Fiji.

Da lì in poi però, altri 20′ più che sufficienti, fino al drop di Marcello Violi che è stato l’ago della bilancia della sfida. Il mediano di mischia tricolore ha preferito mettere in cascina 3 punti sicuri piuttosto che provare a rischiare (c’era comunque il vantaggio): scelta che comunque non può essere dichiarata sbagliata in partenza. Inatteso infatti il crollo fisico di tutto il XV tricolore, confermato dopo la vittoria di settimana scorsa in terra sicula. I cambi poi, non hanno dato l’apporto sperato e i Pumas sono fuggiti via nel risultato, senza particolari difese azzurre.

L’Italia è tornata quella vista al Sei Nazioni e nei Test Match di giugno, in generale la solita nazionale: tre quarti di partita alla pari con praticamente qualunque avversario, uno spezzone da dimenticare completamente che fa però scappar via il risultato. Le parole di Sergio Parisse a fine gara rispecchiano l’umore azzurro: c’è frustrazione, ma anche consapevolezza di essere arrivati ad un altissimo livello. “E’ difficile oggi per me da capitano analizzare questa partita, in cui i ragazzi hanno messo in campo tanta voglia. Essere il capitano di questo gruppo è un orgoglio e un piacere vedendo come i ragazzi sono scesi in campo. La frustrazione è tanta, ma credo che da prestazioni come questa i ragazzi possano solo che imparare in termini di gestione del risultato. Ma è molto più facile migliorare quello che è la gestione del risultato piuttosto che il carattere, che abbiamo ampiamente dimostrato di avere. Il risultato non è quello che volevamo. Molti ragazzi in squadra hanno preso quotidianamente consapevolezza delle loro forze. Siamo una grande squadra, se vincevamo oggi credo che nessuno avrebbe avuto nulla da dire. Dobbiamo fare i complimenti  però alla squadra che ha vinto, perché abbiamo affrontato un grande gruppo. Il nostro mese di Novembre non è finito, andremo a Padova per fare una grande partita contro i sudafricani”.

 





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Foto: Lorenzo Di Cola

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