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Ciclismo, Mondiali 2017: bilancio positivo per i giovani azzurri, tanti talenti in rampa di lancio



Conclusi i Mondiali di Bergen è tempo di bilanci e quello relativo ai giovani azzurri è sicuramente positivo. Soprattutto in ambito juniores, l’Italia ha dimostrato di essere una delle nazioni di riferimento nella prova iridata. Diversi corridori si sono messi in luce, lasciando ben sperare per le prossime stagioni. Analizziamo quindi le prestazioni del settore giovanile azzurro in chiave futura.

Partiamo dagli juniores, dove abbiamo centrato il podio sia a cronometro che in linea. Nella prova contro il tempo, Antonio Puppio ha conquistato la medaglia d’argento. Dopo aver vinto il titolo italiano, Puppio ha centrato a Bergen il primo risultato importante della carriera, dimostrando di essere un grande cronomen. Da questa prova sono sempre usciti grandi campioni e la speranza è che anche lui lo diventi. Nelle gare in linea invece è arrivata la più bella prestazione di squadra di tutte le prove. Infatti gli azzurri hanno gestito la corsa fin dai primi chilometri, inserendosi in tutte le azioni principali. Quella corsa all’attacco tanto invocata dal CT Cassani per i professionisti, si è realizzata alla perfezione tra gli juniores. Da sottolineare in questo caso le prestazioni di Luca Rastelli, che ha conquistato l’argento dimostrando grande doti da finesseur, e di Filippo Zana, giù dal podio, ma autore di una notevole azione nel finale. Il bronzo di Michele Gazzoli è invece la conferma delle doti di velocista di questo ragazzo, che è pronto per il salto di qualità, visto che nella prossima stagione correrà con il nuovo team di Contador e Basso.

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Anche il bilancio degli Under 23 è positivo, ma non troviamo risultati eccellenti come tra gli juniores. Nella cronometro Edoardo Affini si è confermato ad alti livelli, ma gli manca ancora quel qualcosa in più per lottare per la vittoria. Una prestazione comunque incoraggiante, visto che in questa specialità non abbiamo da diversi anni un punto di riferimento. Nella prova in linea è mancata quella coralità di squadra vista negli juniores e nel finale si poteva osare qualcosa di più. Il quinto posto di Vincenzo Albanese resta però un ottimo risultato. Infatti il corridore della Bardiani-CSF ha confermato le proprie doti di sprinter, oltre che dimostrare di poter tenere su percorsi duri. Insomma quel velocista duttile e resistente che serve a tutte le squadre. Per questo motivo questo risultato può essere il punto di partenza per una carriera importante.

Ai Mondiali di Bergen i giovani azzurri si sono quindi messi in mostra positivamente, centrando risultati importanti per le rispettive carriere. Negli juniores la prestazione complessiva di squadra è stata migliore rispetto a quella degli Under 23, ma quello che risulta in entrambi è l’emergere di diversi talenti, che potranno diventare un punto di riferimento per il movimento italiano nei prossimi anni.

alessandro.farina@oasport.it

Twitter: @Alefarina18

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Foto: Twitter

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