Tuffi, Mondiali Budapest 2017: le speranze dell’Italia. Gli ori di Kiev cercano la difficile conferma sul podio

Tre medaglie inattese a Kiev per guardare con ottimismo a Budapest, ma in Ungheria sarà diverso. L’Italia dei tuffi, che sta finalizzando la sua preparazione nel Grand Prix casalingo di Bolzano, è attesa dal suo primo Mondiale nel dopo Tania Cagnotto forte di due ori e un bronzo conquistati all’Europeo di metà giugno. Ripetersi nella rassegna iridata in programma dal 14 al 22 luglio però non sarà facile, perché fuori dal Vecchio Continente, e soprattutto in campo femminile, la concorrenza aumenta esponenzialmente.

BERTOCCHI DA 1 METRO – Con i 282.80 punti del successo in Ucraina la 22enne lombarda sarebbe arrivata quinta al Mondiale di due anni fa vinto da Tania Cagnotto. E’ un dato importante da cui partire, perché l’azzurra, che si è consacrata all’Europeo dopo un quarto e un secondo posto da 1 metro, non ha raggiunto casualmente una simile prestazione. Anzi: è da quasi due stagioni che viaggia regolarmente su questi punteggi e non deve subire la tensione se vorrà ripetersi a Budapest. Per una campionessa continentale la finale non può rappresentare l’obiettivo minimo, anche se lottare per il podio sarà difficile. Il discorso è invece diverso da 3 metri: qui, considerato anche il livello delle avversarie, un posto nelle migliori dodici infrangendo il muro dei 300 punti sarebbe un ottimo punto di partenza verso Tokyo 2020.

SPERANZA SINCRO MISTI – Si può parlare di medaglie verso il Mondiale 2017? Alla fine della scorsa stagione, praticamente da quando Tania Cagnotto è salita sul podio individuale di Rio 2016 con il bronzo da 3 metri, nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo. Podi europei sì, si diceva (e infatti), ma addio per qualche anno all’élite mondiale. E invece la carta giusta in Ungheria potrebbe essere quella dei sincro misti, che purtroppo non fanno parte del programma olimpico. Elena Bertocchi e Maicol Verzotto, coppia nuova, hanno vinto l’oro europeo da 3 metri. Verzotto si è poi ripetuto dalla piattaforma con Noemi Batki. Queste finali regalano sempre sorprese: a Kazan 2015 Cagnotto-Verzotto vinsero il bronzo e Verzotto-Batki persero la medaglia all’ultimo tuffo. Tutto è apertissimo soprattutto dal trampolino: oltre a Cina e Canada, non è semplice trovare – sulla carta – una coppia migliore dei nuovi campioni d’Europa.

MISSIONE FINALI – Il volare basso deve comunque rimanere una prerogativa di una Nazionale che cresce (lo ha dimostrato anche il recente Europeo giovanile) con il 2020 se non addirittura il 2024 nel mirino. Distanti. A Kiev solo Adriano Ruslan Cristofori da 3 metri ha mancato la finale, a Budapest Giovanni Tocci strapperà applausi con una doppia qualificazione sia da 1 metro che da 3 metri, di Bertocchi dal trampolino olimpico si è già detto e i due sincro tradizionali (Lorenzo Marsaglia-Gabriele Auber da 3 metri e Noemi Batki-Chiara Pellacani da 10, rispettivamente quinti e quarte all’Europeo) non dovranno sbagliare nulla per entrare nel lotto dei migliori. Arduo anche il compito che attende Vladimir Barbu nella piattaforma individuale, anche se la super prestazione di Kiev (quinto posto con record di punti) ha sorpreso tutti in positivo. L’Italia può rifarcela.

 

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Foto da: Giorgio Scala/Deepbluemedia/Insidefoto/comunicato Len

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