Atletica: record europei cancellati? A rischio il primato di Pietro Mennea


La EEA (European Athletics Association), il massimo organismo europeo nel vecchio continente, ha lanciato l’idea di cancellare tutti i record continentali stabiliti fino ad ora, operazione che – secondo i suoi promotori – permetterebbe di annullare tutti i primati macchiati dal doping.

È una soluzione radicale, certo, ma gli amanti dell’atletica sono stanchi da tempo di avere dei dubbi sui nostri record. Abbiamo bisogno di un’azione decisiva per ristabilire la credibilità e la fiducia“, ha dichiarato il presidente dell’EEA, il norvegese Svein Arne Hansen. Favorevole all’iniziativa anche il presidente della IAAF, Sebastian Coe: “Vogliamo sottolineare che abbiamo messo in opera sistemi di lotta al doping più robusti ed efficaci rispetto a dieci o quindici anni fa. Ci saranno degli atleti, attualmente detentori dei record, che penseranno che la storia che riscriveremo li priverà di qualcosa, ma è un passo nella buona direzione e, se verrà fatto in maniera strutturata, avremo allora una buona possibilità di ritrovare la credibilità in quest’ambito“.

Se la cancellazione dei primati europei dovesse essere messa effettivamente in atto, l’Italia perderebbe lo storico primato continentale di Pietro Mennea sui 200 metri, quel 19”72 stabilito il 12 settembre 1979 alle Universiadi di Città del Messico. Il record di Mennea è l’unico attualmente detenuto da un italiano in una gara olimpica, ma vi sono azzurri che ne hanno stabiliti altri in gare di distanze non tradizionali, pensiamo ad esempio ad Eleonora Giorgi, che detiene il record dei 5.000 metri di marcia in pista. E che dire, poi, di quegli atleti il cui record europeo è anche record del mondo? I primati dell’asta del francese Renaud Lavillenie e della russa Elena Isinbaeva, o ancora quello del britannico Jonathan Edwards nel triplo, per citarne alcuni, verrebbero messi a repentaglio.

Alcuni atleti hanno immediatamente reagito a questo annuncio da parte dell’EEA: “Mi sento ferita“, ha scritto su Twitter la britannica Paula Radcliffe, detentrice del record europeo e mondiale della maratona, oltre che di diversi primati continentali sulle lunghe distanze, “ho l’impressione che ciò intacchi la mia reputazione e la mia dignità. È un modo autoritario di cancellare dei record sospetti in maniera vigliacca, buttando tutto nella spazzatura, anziché avere il coraggio di condurre delle inchieste e di annullare tutti i record riconosciuti come non validi davanti ad una corte di giustizia“. Le fa eco la svedese Carolina Klüft, detentrice del primato continentale dell’eptathlon: “Troverei disgustoso l’essere privata del mio record, essendo io completamente pulita“.

giulio.chinappi@oasport.it

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