Sci alpino: le luci di Paris, le ombre delle slalomgigantiste

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L’ultimo weekend sciistico del 2014 ha regalato sensazioni contrastanti agli appassionati azzurri. Da una parte, Dominik Paris e il suo quarto podio stagionale nell’inedita discesa di Santa Caterina Valfurva; dall’altra, lo sprofondo di slalomiste (soprattutto) e gigantiste (in quanto prive di acuti) nell’altrettanto inedita Kühtai.

Settimana dopo settimana, l’argento iridato di Schladming si conferma un velocista sempre più completo, in grado di domare al meglio ogni tracciato. Il suo “peggior” risultato, nelle sette gare stagionali sin qui disputate, è un quinto posto: impressionante la crescita tecnica, con una migliorata capacità di tirare le curve unita alle consolidate doti di scorrevolezza. Soprattutto, a nessuna paura nonostante la fastidiosa caduta rimediata un anno fa in Val Gardena: Paris può dire la sua per la coppa di specialità di discesa, per un piazzamento sul podio in quella di superg e un per un risultato altrettanto ottimo nella classifica assoluta.

Al di là della guardia forestale della Val d’Ultimo, la libera di Santa Caterina, pista ben diversa da Bormio ma comunque ben preparata dagli organizzatori, non ha regalato grandissime gioie all’Italia: con l’eccezione del supergigante di Beaver Creek (4°), Peter Fill naviga stabilmente attorno al decimo posto o poco indietro; Christof Innerhofer, tra schiena e influenza, è ancora lontano parente del bidemagliato di Sochi, ma a gennaio sarà un’altra storia; Werner Heel, che pure aveva iniziato bene a Lake Louise, ha fatto troppa fatica tanto sulla Compagnoni quanto sulla Saslong. Poche gioie dagli altri: il secondo piazzamento a punti stagionale in libera di un Matteo Marsaglia che appare comunque in decisa ripresa dopo l’ultima, faticosissima stagione e i rimpianti di un Silvano Varettoni che avrebbe potuto ambire ad una top ten, mentre i più giovani, dopo l’acuto del talentuoso Casse in Gardena, non hanno dato segnali. L’ItalJet è tale perché è una squadra, dunque, a fianco dei capolavori di Paris, anche gli altri interpreti possono tornare a ruggire come sanno: ma siamo convinti che, con le grandi classiche di gennaio e con i successivi Mondiali, i ragazzi raggiungeranno il top della forma.

Weekend da cancellare al più presto per quanto riguarda le slalomgigantiste. Livio Magoni era decisamente scontento già dopo il gigante, parlando al sito Fisi di “pista che non siamo riusciti a digerire, mettendo poca aggressività nei dossi“; probabilmente, il giudizio del tecnico bergamasco – una persona che comunque ha il dono dell’autocritica, caratteristica assente in molti altri allenatori di ogni sport – sarà ancora più negativo dopo uno slalom nel quale solo Irene Curtoni ha racimolato punti. Ecco, la lenta crescita della valtellinese, il miglior risultato in carriera di Nicole Agnelli, i talenti (questi sì aggressivi, seppur con esiti diversi) di Karoline Pichler e Marta Bassino: salviamo questo dalla trasferta in Tirolo e dimentichiamoci degli sfortunati, doppi pasticci di Federica Brignone, della scivolata di Nadia Fanchini, degli errori di Chiara Costazza e della cattiveria talvolta mancata ad alcune delle altre. Del gigante si riparla ai Mondiali, dello slalom già a Zagabria: certamente da Are si era usciti, in entrambe le discipline, col bottino molto più pieno e un’ottima dose di convinzioni che un solo nefasto weekend non può inficiare. 

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foto: credit Fisi

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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