Rugby | Pro12, top e flop 10^ giornata: Favaro&Minto non possono bastare, Leonard il faro delle Zebre

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Benetton Treviso

Favaro&Minto: devono sobbarcarsi praticamente l’intera linea difensiva e sono costantemente chiamati in giro per il campo a placcare qualunque essere umano che non abbia la loro stessa maglia. Farlo per 80′, con poco sostegno dal resto della squadra, è impossibile anche per loro, anche se la grinta è encomiabile.

Jayden Hayward: dopo qualche partita di adattamento, l’estremo australiano si è rivelato ormai per quello che è effettivamente, ovvero un buon trequarti capace anche di fare la differenza in partite del genere. Coraggioso ed intraprendente in fase offensiva e pulito in difesa, da qualche settimana non sta facendo rimpiangere McLean, ma predica spesso e volentieri nel deserto.

Tomas Vallejos: tra gli stranieri è stato probabilmente il più continuo da inizio stagione, nonostante le abbia giocate quasi tutte. Non un fuoriclasse capace di spostare gli equilibri, ma un onesto mestierante in grado di limitare al minimo le sbavature e di supportare sempre la squadra. Utile.

Zebre

Brendon Leonard: una delizia per gli occhi, per velocità d’esecuzione, timing e scelte tattiche. Sarebbe la vera arma in più per le Zebre, ma i suoi compagni di squadra non sempre riescono a seguire le intenzioni dell’ex All Black, evidentemente di un altro livello. Trattenerlo per un’altra stagione sarà pressoché impossibile.

Matteo Pratichetti: decisamente meno nervoso rispetto alle ultime due stagioni e ben più utile alla causa, anche se la giornata così così di Haimona lo mette ben poche volte in condizioni di attaccare la linea. Sta ritornando ad essere, in ogni caso, un valore aggiunto dopo un periodo buio.

Hendrik Daniller: nella mediocrità generale, l’estremo sudafricano dimostra una volta di più di essere un giocatore solido e di offrire garanzie soprattutto dal punto di vista tattico e della copertura del campo, dovendo sopperire anche alle mancanze di Sarto e Venditti. Rivedibile in attacco, ma al momento Cavinato non può prescindere da lui.

FLOP

Romulo Acosta: perde letteralmente la testa a metà del secondo tempo e viene espulso dopo una folle scazzottata, beccandosi sei settimane di squalifica. Ma, oltre al deplorevole gesto, c’è anche l’ennesima prestazione inconsistente del pilone argentino, tutt’altro che un fenomeno in Eccellenza, figurarsi in Pro12.

Matteo Muccignat: le contemporanee assenze di Harden e Manu costringono Casellato a schierare il friulano in un ruolo non suo. Il friulano, pilone sinistro naturale, viene adattato a destra ma in mischia le difficoltà vengono evidenziate durante tutto il match.

Joe Carlisle: in un match in cui il Benetton è costretto a rintanarsi in difesa servirebbero i placcaggi di tutti, ma l’inglese conferma ancora una volta di essere quasi disinteressato alla fase difensiva. Pochi placcaggi e pure sbagliati, in cui dimostra poca attitudine alla copertura. Un peccato, viste le buoni mani in attacco.

Zebre

Leonardo Sarto: le qualità fisiche e tecniche ci sono tutte, ma l’ala classe ’92 dovrà compiere il definitivo salto a livello internazionale soprattutto con la testa. Lo spear tackle con cui si prende il giallo e, di fatto, condanna i suoi alla sconfitta è un chiaro esempio di quanto sia lontano dalla maturazione il prospetto azzurro.

Oliviero Fabiani: tante, troppe touche sbagliate per il tallonatore ex Lazio, che dimostra ancora grosse lacune al lancio. La sola buona tenuta nel gioco aperto non può bastare. Uno dei più in difficoltà nell’adattarsi alla realtà celtica.

Giulio Bisegni: serata difficile a Newport per il frascatano, dopo una serie di ottime prestazioni. Quasi inesistente in fase offensiva e troppo falloso in difesa, dove lascia aperto spesso e volentieri qualche varco indesiderato.

 

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

Foto: FotosportIT/FIR

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