Rugby | Coppe europee, top e flop 3^ giornata: Carlisle e Biagi trascinatori, BergaMirco dannoso

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TOP

Benetton Treviso

Joe Carlisle: resta l’evidente punto debole in fase difensiva della squadra, ma il mediano d’apertura inglese dimostra ancora una volta di saper prendere per mano la propria squadra in attacco, evidenziando grande qualità nell’amministrare il gioco. Non sarà un fuoriclasse, ma offensivamente parlando si tratta di uno dei 10 più forti passati dalla Ghirada negli ultimi anni.

Ludovico Nitoglia: non è come Sansone e la barba non toglie energia e combattività al romano, l’ala italiana più forte nel panorama nazionale nonostante la sua scelta di rifiutare la maglia azzurra. E dopo partite come questa, la sua decisione fa aumentare ulteriormente i rimpianti non poterlo vedere in Nazionale. In un modo o nell’altro, anche contro avversari ostici come i Saints, riesce sempre a trovare il guizzo per la meta.

Dean Budd: gli infortuni sembrano ormai alle spalle per il terza linea neozelandese, di grande sostegno non solo alla manovra offensiva ma anche a quella difensiva. Un rientro importante per Casellato, che può finalmente contare su un ball carrier di qualità.

Zebre

George Biagi: grande combattente, un grinder sempre più di livello intenazionale. Si completa al fianco del più statico ma tattico Bortolami, grazie alla sua esuberanza fisica e all’elevato work rate prodotto. Una certezza anche per Brunel in chiave nazionale.

Andries Van Schalkwyk: sontuoso a più riprese, come del resto da due anni a questa parte. Il sudafricano, insieme a Leonard, è l’indiscusso trascinatore delle Zebre di Cavinato e questa volta trattenerlo a Parma potrebbe essere complicato. Intanto, però, i bianconeri se lo tengono ben stretto…

Hendrik Daniller: rispetto al connazionale Ferreira dimostra di valere questa dimensione e di saper anche elevarsi in alcune circostanze. È solido e roccioso, riduce al minimo sindacale le sbavature e dimostra grande attenzione anche in fase offensiva, dove è spesso al posto giusto nel momento giusto.

FLOP

Benetton Treviso

Salesi Manu: il canto del cigno per il pilone australiano, mai lontanamente sufficiente nelle sue apparizioni in maglia biancoverde. Contro gli inglesi, probabilmente, era la sua ultima possibilità e la sostituzione al 35′ spiega meglio di qualunque altra cosa come abbia sprecato questa chance. Il taglio è ormai vicino.

Romulo Acosta: se Manu piange, il giovane pilone proveniente dal Petrarca Padova non può ridere. L’argentino classe 1992 appare inadatto agli standard celtici ed europei, sia per tecnica che per stazza fisica. Con lui la mischia cala inevitabilmente. Bocciato al momento.

Atteggiamento: di fronte c’erano i campioni d’Inghilterra, d’accordo, ma il Monigo avrebbe meritato ben altra risposta dai suoi Leoni. Solo a sprazzi, invece, si è vista la caratteristica grinta della franchigia veneta, spenta e rinunciataria per la maggiore. E gli inglesi non aspettavano altro.

Zebre

Mirco Bergamasco: il biondo trequarti azzurro sembra aver approcciato il viale del tramonto. Molle ed inconsistente in difesa, dove ha sulla coscienza un paio di mete di Gloucester, mentre in attacco è piuttosto dannoso per i compagni. Ha ricordato il peggior Ratovou dello scorso anno.

Luciano Orquera: rispetto a Bergamasco, non sembra un caso irrecuperabile e forse è semplicemente fuori forma. La certezza, però, è l’ennesima scialba prestazione dell’italo-argentino che, calcetto per la meta iniziale a parte, si è fatto notare maggiormente per gli errori dalla piazzola e nella gestione dell’attacco che per invenzioni degne di nota.

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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