Mirco Scarantino: “Ai Mondiali darò tutto per la squadra. Ce la giochiamo per Rio 2016”

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Mirco Scarantino, malgrado i suoi 19 anni anni, è ormai una certezza consolidata della pesistica italiana. In questa stagione ha valicato la soglia del gotha continentale grazie ad uno straordinario argento nel totale agli Europei di Tel Aviv. Ora si appresta a vivere da protagonista una nuova avventura mondiale ad Almaty (Kazakistan) in una categoria, quella dei -56 kg, che ha visto risultati impressionanti ed eccezionali agli ultimi Campionati asiatici, con il nord-coreano Chol Yun Om, campione olimpico e mondiale in carica, che ha fatto segnare il nuovo record del mondo nello slancio con 170 kg. Di questo e di tanto altro abbiamo parlato con il campione nisseno a pochi giorni da una rassegna iridata che metterà in palio anche i primi, pesantissimi punti per la qualificazione olimpica a Rio de Janeiro 2016.

I recenti Campionati italiani juniores sono stati un buon banco di prova per te: pur senza forzare, hai eguagliato il record italiano nel totale (257 kg).
E’ stata sicuramente una buona tappa di passaggio. Non avevo scaricato, ma ciò nonostante sono riuscito a realizzare il mio primato italiano nello slancio (147 kg, ndr)“.

Hai in mente una misura che vorresti sollevare ai prossimi Mondiali?
Ogni gara fa storia a sé, però vorrei avvicinarmi a 265 kg nel totale. L’obiettivo minimo è entrare tra i primi 15“.

Con 265 kg saresti arrivato nono agli ultimi Campionati asiatici: in quel continente in questa categoria sembra che si viaggi su Marte…Per le medaglie servono misure intorno ai 290 kg: pensi di poterle riuscire ad avvicinare nella tua carriera, un giorno?
Sappiamo che in Asia il livello è pazzesco. Io ci provo e farò del mio meglio. Però dico la mia: secondo me, per un -56 kg, già 270 kg di totale sono un peso stratosferico. Andare oltre mi sembra davvero difficile…“.

Che tattica di gara adotterai in Kazakistan, considerando che il tuo risultato sarà fondamentale in ottica qualificazione olimpica per la squadra italiana?
Di certo non partirò basso. Potrei iniziare già dal primo tentativo con una misura superiore al record italiano. Voglio giocarmi tutto fino in fondo. So che se farò la mia gara, un risultato tra primi 8-10 potrà arrivare. E per me sarebbe davvero oro. Poi chiaramente punto a fare più punti possibile per il ranking olimpico“.

Ricordiamo che per Rio conterà il punteggio accumulato dalla squadra nei Mondiali 2014 e 2015, prima dell’ultima chance rappresentata dagli Europei 2016. A Londra 2012 hai partecipato (a soli 17 anni) come unico esponente azzurro dopo un ripescaggio: pensi che questa volta l’Italia abbia qualche possibilitò anche come squadra?
Non è per niente facile, ma sono sicuro che ce la giocheremo fino all’ultimo. Michael Di Giusto è cresciuto molto nei -62 kg, Giorgio De Luca è tornato su ottimi livelli nei -77 kg. E poi abbiamo un talento come Antonino Pizzolato nei -85 kg che è davvero giovane (classe 1996) e potrà progredire moltissimo. Dovremo mettercela tutta perché la concorrenza sarà spietata, con tantissimi partecipanti in ogni categoria. Solo nella -56 kg saremo in 43!“.

Negli ultimi anni, grazie ai successi tuoi e di Genny Pagliaro, sembra che il sollevamento pesi abbia finalmente trovato una maggiore visibilità in Italia: sei d’accordo?
E’ vero, stiamo crescendo. Le persone stanno imparando a conoscere ed apprezzare questo sport. Speriamo di proseguire, si può fare sempre meglio. La Federazione sta lavorando bene e ci sono tanti giovani che stanno venendo fuori. Un grazie poi ad Olimpiazzurra che davvero ci segue sempre con grande partecipazione“.

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Foto: Massimo Grassi (Profilo FB Mirco Scarantino)

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