‘Italia, come stai?’: ginnastica, prospettive interessanti; volley, che squadra verso Rio?

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Senza dubbio le rassegne iridate di pallavolo femminile e ginnastica artistica hanno lasciato l’amaro in bocca per i loro epiloghi. Tuttavia l’assenza di medaglie non cancella due cammini positivi che mettono in risalto la competitività e le interessanti prospettive di entrambi i movimenti.

Partiamo dal mondiale casalingo di volley. Alla vigilia della competizione l’Italia non veniva di certo inserita tra le papabili per un podio, anche se un sorteggio benevolo lasciava presagire un accesso non impossibile almeno alla terza fase del torneo (come poi effettivamente accaduto).
Il ct Bonitta ha compiuto un mezzo miracolo, assemblando una squadra in meno di 4 mesi e dovendo mutare più volta in corsa quelle che erano le idee di gioco prefissate. Si era deciso inizialmente di puntare su Taimarys Aguero come palleggiatrice, con l’italo-cubana che ha poi rinunciato per motivi personali. Sono seguiti gli infortuni di Lucia Bosetti (pesantissimo) e Francesca Ferretti, con le convocazioni in extremis di Eleonora Lo Bianco e Carolina Costagrande, praticamente inserite nel gruppo solo a settembre. Insomma, un puzzle che p andato componendosi strada facendo e che per poco non ha portato fino in fondo alla realizzazione di un sogno.
Resta ad ogni modo la sensazione di una grande occasione mancata. Con il Brasile eliminato, Cina e Usa, già battute nei precedenti raggruppamenti, sembravano avversarie ampiamente alla portata dell’Italia.
E’ tempo ora di proiettarsi verso le Olimpiadi di Rio 2016, dove Bonitta ha già annunciato che il gruppo sarà molto differente da quello attuale. Difficilmente rivedremo ancora alcune senatrici come Centoni e Piccinini, mentre riteniamo che Del Core e, soprattutto, Lo Bianco, per carisma ed esperienza possano fare ancora comodo per accompagnare la crescita delle nuove leve. Si ripartirà certamente da Cristina Chirichella, Caterina Bosetti e da una Valentina Diouf che ha tutto per diventare una delle giocatrici più determinanti del pianeta (ammesso che non lo sia già…). Cruciale sarà riabbracciare dopo due anni di infortuni Lucia Bosetti, campionessa in grado di spostare gli equilibri. Bonitta seguirà certamente anche le prestazioni di mamma Serena Ortolani, possibile alternativa utilissima alla Diouf. Con la certezza Arrighetti ed una De Gennaro che ha raggiunto la piena consacrazione internazionale (eletta miglior libero del Mondiale), si comprende come la selezione tricolore possa davvero guardare ai prossimi appuntamenti con ambizioni elevatissime. Dal vivaio, inoltre, spingono nuove promesse, su tutte Paola Egonu, che ha già debuttato in nazionale maggiore la scorsa primavera a soli 15 anni.

Non è arrivata la medaglia, ma la rassegna iridata cinese si è rivelata ampiamente soddisfacente per la nazionale femminile di ginnastica artistica. Vanessa Ferrari si conferma a quasi 24 anni un faro intramontabile, capace di trascinare le compagne ad uno storico quinto posto nell’all-around e di chiudere sesta nella finale del concorso individuale a poco più di un punto dal bronzo. Alla bresciana manca un esercizio alle parallele asimmetriche all’altezza delle avversarie per poter davvero concorrere ad un metallo prezioso. In un’età ormai molto avanzata per la ginnastica, potrebbe essere rischioso aggiungere delle difficoltà tecniche su un attrezzo che, a dire il vero, Vanessa non ha mai molto amato. Al corpo libero, invece, Ferrari esprime un coefficiente equivalente a quello delle altre concorrenti (a parte l’aliena Simone Biles) ed è in questa specialità che dovrà continuare a puntare le sue migliori cartucce per sfatare finalmente il tabù di una medaglia a cinque cerchi.
A Nanning è entrata in una nuova dimensione anche Erika Fasana, tra le migliori 8 del pianeta al corpo libero e con la prospettiva di poter diventare altamente competitiva anche al volteggio.
Risulta suggestivo pensare come questa Italia abbia le carte in regola per rafforzarsi notevolmente nel prossimo biennio. Tornerà Carlotta Ferlito, mentre sono attese al salto di qualità due giovani dal potenziale enorme come Enus Mariani e Tea Ugrin. Tanti fattori che lasciano presagire una qualificazione diretta alle prossime Olimpiadi di Rio già dai Mondiali di Glasgow 2015, anche se, dopo il quinto posto a squadre di Nanning, sognare in grande non costa nulla…

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federico.militello@olimpiazzurra.com

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