Ciclismo: le Ardenne per risollevare l’Italia?

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Chiusa una prima parte di primavera che è passata dall’essere discreta (Sanremo), preoccupante (Gand e Fiandre) sino a rivelarsi umiliante (Roubaix, col miglior azzurro 50°), l’Italia delle Classiche si lecca le ferite preparandosi al Trittico delle Ardenne: Amstel, Freccia e Roubaix a partire dalla domenica di Pasqua sino a quella successiva.

Certo, con le premesse a cui abbiamo assistito in queste ultime settimane non c’è molto da attendersi. Se è vero che queste corse sono storicamente un po’ più adatte ai nostri colori rispetto alle pietre e al pavè, è altrettanto vero che, al momento attuale, non sembrano esserci le condizioni per assistere ad un’improvvisa resurrezione, peraltro perfetta visto il periodo, del nostro ciclismo. Sì, l’Amstel 2012 vinta da Enrico Gasparotto ha rappresentato l’ultimo squillo in una classica, ma il friulano dell’Astana, potenzialmente molto adatto a questi terreni, da lì non ha più vinto: con i kazaki, comunque, tra i protagonisti di questa infuocata settimana ritroveremo anche un Vincenzo Nibali il quale, soprattutto alla Liegi, sputerà l’anima pur di restare con i primissimi.

C’è poi Diego Ulissi, corridore “da Liegi” come pochi altri: l’inizio di stagione del toscano si è rivelato molto positivo con un successo in Australia e il GP Camaiore, tuttavia la Lampre non ha ingaggiato il campione del mondo Rui Costa per fargli svolgere un ruolo di secondo piano, nemmeno in queste gare forse a lui meno adatte rispetto alle brevi corse a tappe; tra i blufucsia, quindi, c’è la possibilità che Ulissi debba lavorare per il portoghese. In casa Cannondale, invece, Moreno Moser potrebbe finalmente avere i gradi del capitano in tutte e tre le corse e il giovane trentino, talento potenzialmente con pochi eguali, sarà chiamato a dare qualche primo segnale interessante anche in queste grandi classiche, dopo aver già conquistato, nella sinora breve carriera, il Trofeo Laigueglia e le Strade Bianche.

Infine, solamente all’Amstel saranno della partita Bardiani e Androni: se i ragazzi di Gianni Savio punteranno presumibilmente su Johnny Hoogerland e Kenny Van Hummel, ingaggiati in previsione proprio delle trasferte al nord, i biancoverdi potranno dire la loro soprattutto con Enrico Battaglin, piuttosto che con Sonny Colbrelli o Stefano Pirazzi. Si tratta di atleti che non hanno una grandissima esperienza in queste classiche internazionali, ma ai quali tuttavia non manca certo la voglia di attaccare, di farsi vedere, di provarci fino in fondo, e quindi proveranno a dare battaglia in ogni modo. Ah, all’Amstel sarà al via anche Davide Rebellin, però ci auguriamo che non ci sia bisogno di un quasi quarantatreenne per risollevare le sorti del nostro ciclismo.

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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