Storia di Vasil Kiryienka, il pistard diventato scalatore

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Il pistard e lo scalatore, sulla carta, sono le due specialità più diverse del ciclismo. Eppure, Vasil Kiryienka-come del resto Bradley Wiggins, tanto per citare l’esempio più famoso-ha compiuto nel corso degli anni questa interessante evoluzione, passando da re dei velodromi a dominatore delle montagne: il ciclismo contemporaneo, con una scientificità della preparazione atletica che ha raggiunto livelli incredibili, rende possibile anche questa trasformazione.

Vasil nasce a Rechytsa, cittadina bielorussa nella zona di Gomel, il 28 giugno 1981. Quell’area viene pesantemente intaccata dal disastro di Chernobyl, tuttavia, nonostante alcune false notizie pubblicate in merito, nessun familiare del ragazzo subisce alcuna conseguenza da quella tragedia. I suoi primi anni nel ciclismo sono segnati, appunto, dai velodromi: d’altronde, molti paesi dell’ex Unione Sovietica possono vantare una ricca tradizione sulla pista, e Kiryienka vince alcune prove di Coppa del Mondo e due medaglie iridate nella corsa a punti tra il 2006 e il 2008. Proprio cinque anni fa, tuttavia, inizia a dare il primo segnale della sua maturazione agonistica: in maglia Tinkoff, si impone sulla Presolana, al termine di una delle ultime e più difficili tappe del Giro d’Italia vinto da Alberto Contador. Molti addetti ai lavori, in un certo senso, non “accettano” la vittoria di un pistard in una frazione alpina, ma Kiryienka, corsa dopo corsa, dimostra di aver intrapreso la via delle montagne. Gregario tra i più preziosi alla Caisse d’Epargne-poi Movistar-per Alejandro Valverde, nel 2011 si aggiudica una tappa al Giro dei Paesi Baschi, la classifica finale alla Route du Sud e il tappone di Sestriere ancora alla corsa rosa. Fondamentalmente, il bielorusso è un gran lavoratore apprezzatissimo dai compagni di squadra, che però non esita a giocarsi fino in fondo le proprie possibilità quando il destino-o le tattiche di corsa-gliele concedono: se due indizi fanno una prova, il terzo, raccolto oggi sull’arcigna salita di Peña Cabarga, costituisce la certezza finale sulla maturazione di Kiriyenka. Maturazione che, per inciso, non ha cancellato del tutto le sue doti di passista, come testimonia il bronzo mondiale colto nella cronometro di Valkenburg esattamente un anno fa; corridore estremamente regolare, con un acuto senso tattico che gli permette di gestirsi in ogni situazione, Vasil non perde quasi mai le occasioni di vittoria.

foto tratta da cyclingnews.com

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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