Serie A: primi segnali, l’Inter è una squadra

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Gli anticipi della terza giornata di Serie A hanno lanciato già i primi segnali della stagione che sarà. La Juventus, che gode di una rosa superiore a tutte le altre, avrà vita difficile verso il terzo scudetto consecutivo della gestione Conte. La fame delle rivali, infatti, è notevole e basterà la qualità di Pirlo e compagni per trionfare un’altra volta?

L’avversario numero uno è il Napoli. I partenopei volano sulle ali dell’entusiasmo dall’arrivo della colonia latina Benitez-Higuian-Callejon e comandano ora la graduatoria a punteggio pieno, in attesa della sfida di domani sera tra Parma e Roma. L’ex tecnico del Liverpool ora deve sistemare al meglio la fase difensiva – ieri tutto sommato positiva contro un’Atalanta non irresistibile – mentre davanti i gol sono assicurati da un parco attaccanti di primissima fascia europea. Cavani è solo un felice ricordo: con il Pipita, adesso, si sogna il tricolore al San Paolo.

Rivelazione, o meglio, conferma di giornata è l’Inter di Walter Mazzarri. I nerazzurri, decisamente inferiori alla Juventus, disputano una partita di carattere, orgoglio e sostanza mettendo in seria difficoltà Antonio Conte. L’undici milanese da qui in poi può solo crescere: i limiti ci sono eccome, ma piano piano l’allenatore livornese lavora per allontanarli. La prestazione di ieri è tutt’altro che casuale: come dichiarato da Buffon alla vigilia della sfida, è una squadra che ricorda molto la Juventus campione d’Italia a sorpresa nel 2012 dopo due annate più che negative. Probabilmente l’Inter non vincerà il campionato, ma i tifosi possono stare tranquilli: i margini di crescita sono interessanti. E l’assenza di Coppe Europee è un dettaglio da non trascurare.

Continua a deludere, infine, il Milan di Massimiliano Allegri. Pur con una difesa da reinventare e a cui vanno aggiunti gli infortuni ad El Shaarawy, Montolivo e Poli (notizia della notte), l’atteggiamento mostrato contro il Torino preoccupa i sostenitori rossoneri. Non basta infatti la fortunosa e contestata rimonta finale, con un punto portato in cascina più che immeritatamente, per calmare gli animi di un tifo quasi depresso dopo sole tre giornate di campionato. Il rientro di Kakà non è stato brillante, anzi: al brasiliano manca ancora il ritmo partita. Fortunatamente, ci sono il carattere di Balotelli e la grinta di De Jong: se basta così poco per pareggiare, il passo verso il successo è minimo. Ma va fatto, per non rivivere un autunno come quello del 2012.

 

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Foto da: Getty Images

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