Golf: il weekend di Matteo Manassero, tra continuità e rimpianti

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C’è andato vicino Matteo Manassero. Vicino ad una doppietta che avrebbe avuto dell’incredibile. I sogni, però, si sono infranti probabilmente sul tee shot della 18 durante il terzo round, con cui Matteo è finito in acqua, senza più riuscire ad uscirne completamente. Nel giro finale ha provato a ripetere lo straordinario inizio di torneo, ma quando di mezzo ci si mette anche la sfortuna (palla in buca ma rimbalzata fuori alla 12) diventa tutto più difficile.

Qualche rimpianto – è inevitabile – rimane, nonostante sia maturato un ottimo quarto posto, perché il Manassero ammirato nelle prime due giornate sembrava poter dominare anche durante il weekend: il suo immenso talento e la sua freddezza avevano messo in riga tutti e la contemporanea risalita di Francesco Molinari appariva il preludio ad un torneo esaltante per i colori azzurri. I ferri funzionavano splendidamente, così come il putt; si intravedeva qualche problema con il drive, ma il gioco corto pressoché perfetto nascondeva le altre imperfezioni.
Poi, al ‘giro di boa’ della gara, un approccio meno solido e un putt meno performante hanno messo maggiormente in evidenza i difetti dal tee, non consentendogli di ripetere le 36 buche precedenti. E quando la reazione di Manny lo portava sul punto di redimersi, ecco il colpo in acqua, un macigno a livello psicologico che ha inevitabilmente pesato nello scialbo ultimo round.

Al lato meno pulito della medaglia, però, fa contrasto il lato splendente e fulgido di una stella sempre più alta nel cielo, capace di far sognare ad occhi aperti qualunque appassionato di golf. Ieri la vittoria al BMW PGA Championship, oggi uno storico bis quasi sfiorato, domani (la prossima settimana) la possibilità di sfavillare in un contesto come lo U.S. Open. I Major americani non rappresentano la tipologia ideale di torneo per Matteo, certo, ma se il veronese dovesse arrivare con questa forma al tee di partenza del Merion Golf Club, allora le sue quotazioni salirebbero, così come le fantasie dei tifosi. D’altronde, se all’immensa classe cominciasse ad unire anche una certa dose di continuità (peraltro già dimostrata in parte in questa stagione), sognare non diventa soltanto lecito, ma obbligatorio, visto che ci troviamo di fronte ad uno dei migliori talenti dell’intero panorama sportivo italiano.

Curiosità: anche dopo la vittoria dell’Open di Singapore di ottobre, Manassero aveva concluso in quarta posizione il torneo successivo, in quel caso l’Open di Hong Kong.

Foto: Getty Images

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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