Ginnastica, gli Italiani che popolano il codice dei movimenti



Numeri. Evoluzioni. Combinazioni. Sono la base della ginnastica artistica, quelli che tanto ci fanno emozionare. Da quando esiste questo sport un movimento porta il nome dell’atleta che l’ha presentato per la prima volta in un appuntamento internazionale. L’Italia può vantare diversi nomi nel codice dell’artistica, marchi che certificano indelebilmente il valore sportivo dei nostri ginnasti. Andiamo a vederne alcuni.

 

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Partiamo con alcune belle novità di quest’anno, davvero fecondo sotto questo punto di vista per la ginnastica artistica azzurra.

Tra tutti spicca il Ferrari. Vanessa (Brixia Brescia), dopo il titolo iridato del 2006 (cliccate qui per leggere l’articolo celebrativo), è entrata definitivamente nella storia della disciplina con uno Strug ad anello (valore D, 0.40). Lo strug è un salto enjambé con spinta a un piede passante dalla divaricata sagittale e con un giro completo di 360° (è un numero compiuto per la prima volta dalla statunitense Kerry Strug), a cui la campionessa di Orninuovi ha aggiunto la posizione ad anello, cioè una flessione della gamba posteriore nel momento di massima divaricata abbinata a un’iper-estensione del capo. Lo abbiamo visto ripetutamente a Londra. Peccato non le sia bastato per evitare l’ingiustizia del quarto posto nella finale al corpo libero. Cliccate qui per osservare il suo corpo libero.

 

In terra d’Albione abbiamo potuto ammirare ancora il famoso Busnari. Sì, anche il cognome di Alberto (Juventus Nova Melzo) rimarrà impresso per sempre. L’originalità del suo movimento al cavallo con maniglie, attrezzo in cui si è classificato quarto ai giochi olimpici, sta nel fatto che ha inventato il collegamento tra due evoluzioni già esistenti: partendo da uno Stöckli alla verticale esegue una rotazione di 360 gradi con spostamento da una parte all’altra del cavallo ripartendo poi con i mulinelli Thomas. In sostanza dopo la rotazione non scende, ma prosegue col movimento circolare. Cliccate qui per vedere il suo esercizio.

 

Festeggiamenti anche a casa di Enrico Pozzo (Aeronautica Militare). Dopo il sesto titolo italiano assoluto (come i grandissimi Chechi e Menichelli) e l’ottima finale all-around a Londra, il piemontese ha avuto la conferma che la sua invenzione eseguita ai Mondiali di Tokyo dello scorso anno verrà inserita nel nuovo codice (accompagnata anche dal cognome dello spagnolo Munoz). Come dice lui: “Vuol dire che nel mio piccolo ho combinato qualcosa di buono”. Ecco che lo Yamawaki con mezzo giro per arrivare all’impugnatura mista cubitale sulla sbarra sarà uno dei vanti di gloria per il miglior ginnasta generale italiano dell’ultimo decennio, che all’attrezzo in passato si è tolto anche diverse soddisfazioni (l’ultima è l’oro ai Giochi del Mediterraneo 2009). Cliccate qui per vedere la sua sbarra olimpica.

 

In Giappone anche Elisabetta Preziosa (Gal Lissone) aveva presentato la sua novità alla trave, l’attrezzo preferito dalla 19enne di Saronno e che le ha regalato il bronzo agli europei di due anni fa, il suo miglior risultato sportivo. Il giro in presa dietro è entrato nel codice, preceduto dal suo giro e mezzo con gamba a 180° in avanti eseguito ai Mondiali 2009. Cliccate qui per vedere la sua performance.

 

Il più celebre, però, è sempre e solo lui. Il Cassina. Il limite della sbarra è qui. Considerato a livello universale il muro invalicabile da qualunque ginnasta. Aggiungere qualcosa a quella pazzia sarebbe umanamente impossibile. Igor (ex Ginnastica Meda) ci ha provato a migliorarlo con la sua seconda evoluzione e ci è anche riuscito, peccato che il codice non prevedeva altri decimi in abbuono. Un Kovac con avvitamento. Volgarmente un salto a gambe tese sopra la sbarra con un avvitamento completo (!) sull’asse longitudinale. Impossibile. Proprio per questo premiato con l’oro olimpico ad Atene 2004 quando lo eseguì per due volte consecutive. Cliccate qui per rivivere le emozioni di quella notte indimenticabile.

 

Ma non possiamo dimenticarci delle super parallele di Lia Parolari (ritiratasi a giugno dall’attività, non prima di esser riuscita a portare la sua Estate ’83 nella massima serie), la campionessa bresciana protagonista dello storico oro europeo a squadre di Volos 2006 nonché campionessa italiana 2008 e pilastro del movimento azzurro. Alle tanto amate asimmetriche ha eseguito uno Stalder unito con salto raggruppato indietro in uscita, suo celeberrimo marchio di fabbrica. Cliccate qui per vedere il suo esercizio agli Europei di Milano.

 

Veronica Servente (ex della Reale Società Ginnastica Torino) ha invece illuminato la tavola del volteggio con la sua rondata, flick con mezzo avvitamento in prevolo e poi salto avanti raccolto con mezzo avvitamento in volo. Uno Yurchenko di gruppo 5 presentato al Mondiale di Birmingham 1993: da leccarsi i baffi. Cliccate qui per vedere gli svolgimenti di tutti gli Yurchenko; quello di Veronica lo vedrete eseguito da Carlotta Giovannini (minuto 2.30).

 

Non poteva mancare il nostro super campione Jury Chechi, il Signore degli Anelli: iridato per cinque volte consecutive, oro olimpico ad Atlanta, bronzo ad Atene (ottenuto la stessa sera del trionfo di Igor, quando la giuria sbagliò di tutto e di più regalando l’oro al carneade greco). Il suo elemento è di difficoltà B, quindi relativamente bassa, ma tre codici fa se eseguito bene, come il toscano sapeva fare, valeva giustamente tantissimo. Cliccando qui lo potete vedere (è il secondo della lista).

 

Chiudiamo la rassegna con un altro mago degli anelli, il nostro Matteo Morandi (Ginnastica Meda). Il fresco 31enne è stato fantastico bronzo di specialità proprio a Londra, ma due anni fa aveva avuto la bella fantasia di eseguire un Morandi (detto così sembra un nome di un aperitivo gustoso) al corpo libero: ribaltata con un giro e mezzo eseguita proprio ai Mondiali di Rotterdam 2010 quando salì sul terzo gradino del podio agli anelli. Difficile ritrovare quel video, ma potete gustarvi la finale agli anelli dell’ultima Olimpiade cliccando qui.

 

stefano.villa@olimpiazzurra.com

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