Ovviamente Vos, ma grande Longo Borghini!

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Marianne Vos. Basta il nome. Non poteva fallire e non ha fallito, a casa sua, alla conquista della settima medaglia mondiale (stavolta d’oro, come a Salisburgo) in altrettante stagioni da professionista. Semplicemente straordinaria. Ma altrettanti elogi vanno tributati ad Elisa Longo Borghini, medaglia di bronzo al termine di una gara di fatica e qualità, ben aiutata dalle altre azzurre.

Nei primi giri, una lodevolissima Marta Tagliaferro e una Giorgia Bronzini campionessa di umiltà sono nelle prime posizioni a controllare la situazione per le compagne di squadra. La prima metà di corsa non riserva molto spettacolo: qualche timido tentativo della nazionale statunitense e di altre atlete (come Annemiek Van Vleuten e Noemi Cantele) viene prontamente rintuzzato dal plotone principale, ma è la cosiddetta “selezione da dietro” l’unico avvenimento degno di nota, per quanto non si segnalino cedimenti di atlete favorite. Dal quinto passaggio, con l’azione in salita della californiana Amber Neben, si forma un quintetto al comando che comprende anche l’australiana Neylan, la tedesca Becker, l’olandese Van der Breggen e la nostra Rossella Ratto, che recita alla perfezione il ruolo di “stopper” assegnatole da Salvoldi. Il vantaggio delle attaccanti si stabilizza sui 30-40 secondi, con la Van der Breggen che non collabora anche perché le olandesi lavorano, in testa al gruppo, per Marianne Vos, aiutate talvolta dalle russe. Al sesto giro, proprio la Freccia del Brabante lancia il suo attacco sul Cauberg, seguita da una brillantissima Longo Borghini: in poche pedalate la campionessa olimpica e la piemontese del team Hitech-Mistral si riportano sulle fuggitive. Il gruppo principale molla definitivamente e dunque, nel penultimo giro, si capisce che saranno le sette al comando a giocarsi le medaglie. Proprio sul penultimo Cauberg, dopo l’ennesima azione di Marianne Vos alla quale replica prontamente ancora la piemontese, si sfilano Charlotte Becker e una comunque bravissima Rossella Ratto.

All’ultimo giro, all’ultimo Cauberg, la cannibale olandese fa ciò che deve fare: attaccare, alla sua maniera, con uno scatto secco che la rende di fatto irraggiungibile.  La Vos ha tutto il tempo, nei mille metri conclusivi, di gustarsi la sua gente, la sua Olanda accorsa in massa per assistere al più annunciato dei trionfi: prende da uno spettatore la bandiera e taglia il traguardo con lo stendardo al vento e le braccia alzate. Argento, a 10”, per la trentenne australiana Rachel Neylan: bronzo per una grandissima Elisa Longo Borghini. Ventun anni da compiere a dicembre, la ragazza di Ornavasso, piccolo centro della Val d’Ossola, ha tenuto fede alle aspettative, che la vedevano in gran forma e perfettamente adatta ad un circuito del genere. E’ un bronzo senza rimpianti, perché la straordinaria forza della Vos non avrebbe dato scampo a nessuno, ma è anche un bronzo di prospettiva per una ragazza (sorella di Paolo, ciclista della Liquigas, e figlia di Guidina Del Sasso, grande campionessa di fondo) ancora giovanissima. Domani, la settimana iridata si concluderà con la prova élite maschile: ai ragazzi il compito di eguagliare i sempre ottimi risultati del pedale rosa.

foto tratta da cyclingnews.com

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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