Intervista esclusiva a Rossella Fiamingo


Molte medaglie ottenute dal Bel Paese nella scherma portano la firma di schermidori siciliani che confermano la bontà e la tradizione di una scuola che da sempre sforna grandi talenti sulla scorta di grandi maestri come l’indimenticabile Pasquale Timmonieri o atleti come l’«Angelo» Arcidiacono catanese scomparso prematuramente dopo aver scritto pagine di storia della scherma insieme ad altri atleti siciliani come l’etneo Mino Ferro. Rossella Fiamingo, catanese doc e talento cristallino della spada azzurra, ci ha concesso quest’intervista in esclusiva.

Sei riuscita a dormire dopo la fantastica vittoria di Rio?

“Dopo la vittoria a Rio è stato difficile addormentarmi, sentivo ancora l’adrenalina e volevo ripensare alla giornata fantastica che avevo vissuto, volevo che non finisse mai quel 5 maggio! Il giorno dopo, però, avevamo la gara a squadre e quindi ho provato a riposare ma con tutto l’ impegno non ci sono riuscita un granché!”

È vero che guardi sempre i video dei tuoi incontri o delle tue avversarie in ogni competizione? 
“Il giorno prima delle dirette sappiamo con chi dobbiamo tirare quindi chiamo subito il mio maestro Gianni Sperlinga e gli mando il link di youtube dove può vedere tirare la mia avversaria e tra scambi di chiamate, messaggi ed email mettiamo in chiaro la situazione. I video preferisco farli vedere a lui perché io mi soffermo troppo sui particolari e quando mi ritrovo in gara sono frenata perché penso sempre che l’avversaria possa farmi tutte le azioni che le ho visto fare in più assalti. Io mi fido molto dei miei appunti, ho un quaderno dove scrivo tutto e mi capita spesso di rincontrare le stesse persone; mando tutto a Gianni! Si, questo è tutto il traffico che faccio ogni volta, ma solo per il primo incontro perché non mi piace guardare avanti, preparo un assalto alla volta”. 

Quando sono arrivati i primi successi? 
“Il primo grande successo internazionale è stato la vittoria agli europei under 17 in Serbia, è stata inaspettata! Ricordo ancora quando ho chiamato mio padre per dirgli che avevo vinto e lui mi faceva sempre la stessa domanda: hai vinto?? Ma proprio prima??? Uno??. Poi il mondiale under 17 nel 2008, un anno dopo l’europeo, vinto con il pubblico di casa. Un’emozione unica!”  

Come ti sei avvicinata alla scherma?
“Ha iniziato mio fratello prima di me, l’ho osservato per un po’ di anni e dalle sue vittorie e sconfitte ho imparato qualcosa che poi ho messo in pratica più avanti; mio padre a 6 anni mi ha portato dal maestro di scherma (in quel periodo facevo ginnastica ritmica sempre alla methodos) ma ho dovuto aspettare un anno prima di iniziare perché Gianni diceva che ero troppo piccolina ed esile”.

La tua rivale storica nelle categorie giovanili Brenda Briasco ha appena vinto il titolo italiano under 23. Pensi che il duello si possa ripetere anche in Coppa del Mondo?
“Quando eravamo piccole ci incontravamo sempre in finale e poi ci siamo riviste in finale mondiale under 20 ad Acireale! Sono sicura che oltre al passato e presente ci rincontreremo in futuro per giocarci gare ancora più importanti. Se lei non brilla ancora in competizioni  internazionali è solo perché non ha avuto molte occasioni di  partecipare alle gare assolute. Sono sicura che presto ci sarà da divertirsi! Oltre ad essere forte è anche un’ottima compagna di squadra”.

Quanto è stato importante il maestro Giovanni Sperlinga nella tua crescita?
“Il maestro è parte fondamentale, senza di esso l’atleta non va da nessuna parte. Lui continua a farmi crescere come atleta ed io lo faccio crescere come maestro, è una strada che si percorre in due e se continuiamo a crescere è grazie alla fiducia e al rapporto che si è creato. Lui ha una grande capacità di lettura dell’assalto ed è riuscito a trasmettere anche a me questa grande qualità; è per questo che riesco a ragionare da sola, anche se lui spesso non c’è a fondo pedana”.

L’A.S. Methodos Catania è una società modello che compete ai massimi livelli nazionali, sfornando tanti talenti. Quali sono i segreti di questo successo?
“Non a caso la nostra società si chiama Methodos che dal greco significa: ricerca continua e ricorrente della “via” più efficace e coerente per raggiungere una determinata meta. Il mio maestro ha appunto un metodo di insegnare che è uguale per tutti e questo ci rende tutti simili. Non è un caso se io faccio lo stesso numero di lezioni degli altri e molti esercizi vengano fatti a coppie tra compagni; va avanti chi ascolta alla lettera quello che dice il maestro…facile, no?”

Un’altra tua passione è suonare il pianoforte. È nata prima la passione per la musica o per la scherma?
“Ho iniziato nello stesso momento ma mi ha sempre più entusiasmato la scherma. Mi  piace mettermi in mostra in pedana e far vedere cosa sono capace di fare; ho paura a suonare in pubblico, è più un piacere personale che sfrutto per trovare tranquillità al di fuori della pedana”.

Giovanna  Trillini e Valentina Vezzali sono state tra le prime a complimentarsi per il successo. Pensi di intraprendere una carriera longeva come la loro oppure hai altri obiettivi per il futuro?
“Continuerò fin quando lo sport sarà ancora un divertimento, non so proprio dire quando penso di smettere; adesso mi sembra vuota una vita senza scherma nonostante io abbia tanti interessi e non stia mai ferma”.  

Quando sarà comunicato il  terzetto che prenderà parte alla gara individuale olimpica? 
“Le convocate si sapranno ufficialmente il 6 giugno”.

Il Comune di Sant’Agata Li Battiati ti ha conferito il titolo di Ambasciatrice cittadina dello sport alle Olimpiadi di Londra; per diventare cittadina onoraria devi vincere una medaglia, credi di poterci riuscire già a Londra? 
“Posso sperarlo. Finora il mio obiettivo è stato quello di qualificarmi alle Olimpiadi. Per la squadra è tutto chiaro dalla prova di Barcellona, dove con il settimo posto ci siamo qualificate matematicamente. Siamo una squadra compatta con individualità forti (3 italiane nelle prime 16), non esiste una di noi che si può definire riserva, tutte le squadre ci temono”.


Francesco Drago

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