Ginnastica, Mondiali 2015 – Italia, le pagelle delle azzurre: epiche, eroiche, coraggiose. Le Olimpiadi sono vostre!

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L’Italia si è qualificata alle Olimpiadi 2016 grazie a una prestazione con i controfiocchi ai Mondiali 2015 di ginnastica artistica. Di seguito le pagelle delle eroiche azzurre.

Nella foto copertina di Tomasi per Federginnastica, da destra a sinistra: Enus Mariani (riserva), Carlotta Ferlito, Vanessa Ferrari, Elisa Meneghini, Lara Mori, Erika Fasana, Tea Ugrin.

 

ITALIA: 10. Facciamo parlare un po’ i numeri. Torniamo a qualificarsi alle Olimpiadi attraverso un Mondiale dopo un ciclo saltato, per la quarta volta negli ultimi 40 anni. Le azzurre staccano il biglietto per Rio soprattutto grazie a un cuore infinito e a un gruppo molto unito per il bene comune, esaltandosi nelle difficoltà e dimenticando infortuni e problemi fisici.

Le ragazze di Enrico Casella totalizzano 225.452 punti, migliorando di due lunghezze quanto fatto a Nanning 2014 (finiremo la qualifica al quinto posto come lo scorso anno). Sconfitte sul campo tutte le dirette rivali per il pass a cinque cerchi: Giappone e Canada grazie al rush finale, Brasile demolito, Romania annientata (per demerito suo). Meglio di noi solo le padrone di casa e l’inarrivabile Russia, domani ci scavalcheranno naturalmente USA e Cina.

Solo due cadute e un’uscita di pedana in una giornata praticamente perfetta ed eroica, una qualificazione sempre in pugno e ottenuta magnificamente. Queste sono le giornate che ci fanno rendere orgogliosi dei nostri sportivi che si devono prendere i meriti di quanto fatto.

 

CARLOTTA FERLITO: 9. Sulla sua super trave l’Italia ha seriamente capito di potercela fare. Quel 14.233, ottenuto dopo un esercizio da apnea per tutti gli italiani e privo di sbavature, ha aperto le porte alla nostra Nazionale che a quel punto ha alzato il proprio rendimento e infilato il turbo (spera nella finale di specialità). Il suo avvitamento e mezzo al volteggio dà il largo agli ultimi esercizi che colpo su colpo ci spediscono a Rio.

A lei è spettato il compito di aprire il Mondiale azzurro, tra l’altro sull’attrezzo a lei meno congeniale: fa egregiamente il suo compito alle parallele e il sentiero italiano è tracciato. Convincente anche l’overture al quadrato e, dopo le lacrime di Tokyo 2011, si mette il cuore in pace e conquista la qualificazione diretta alle Olimpiadi attraverso i Mondiali.

 

ERIKA FASANA: 9. Non l’ha fermata nemmeno la frattura da stress alle tibie, anzi sembra averla rafforzata. Il Silivas stoppato al corpo libero è una delle cartoline di questa leggendaria Italia, un mattoncino che dopo la trave di Carlotta ha costruito la nostra casa brasileira. 14.466 memorabile, uno dei migliori punteggi personali dell’anno (e considerando dove lo ha ottenuto vale sicuramente più di altri), tre diagonali di autentico pregio e un applauso gigantesco, sognando di rientrare nella finale di specialità.

A lei il compito della grande chiusura al volteggio, arrivata con un doppio avvitamento ai limiti della perfezione: 15.058 (9.258 d’esecuzione, roba da fenomeni). E che brava su quelle parallele nella rotazione più complessa per i nostri colori.

 

VANESSA FERRARI: 9. Sarebbe da clonare, ma lo abbiamo detto troppe volte. È infinita ed eterna, ma ormai è una cantilena. È la miglior ginnasta italiana di tutti i tempi, ma è un dato di fatto da un decennio. È stata vera capitana e trascinatrice, ancora una volta. Incerottata, al termine di una stagione che più complicata non si può (mononucleosi prima, problemi al tendine d’Achille poi) non si è tirata indietro e ha dato tutto il suo cuore, le sue gambe e la sua testa alla squadra.

Nove anni fa si laureava Campionessa del Mondo all-around nella pagina più bella dell’artistica italiana al femminile, otto stagioni fa guidava un’epica squadra alla qualificazione olimpica (poi quarta in finale), oggi ne trascina un’altra alla rassegna a cinque cerchi con una prova generosa e volitiva.

Non era quella dei giorni migliori per ovvi motivi eppure tecnicamente è stata impeccabile. Dopo la caduta di Meneghini alla trave riporta l’Italia sui binari, con il 13.933 al corpo libero ci tiene ben in media, il sacrificio con l’avvitamento e mezzo finale al volteggio vale Rio come tutti gli altri 15 esercizi entrati in classifica.

 

TEA UGRIN: 8. La Campionessa d’Italia debutta ai Mondiali e sfodera una prestazione estremamente regolare e precisa, continua, senza timori riverenziali e mostrando una grandissima maturità.

Il suo problema è sempre stato quello di mantenere un certo livello di gara in gara ma oggi è stata strepitosa, ineccepibile, fondamentale per la riuscita di questa storica impresa. Sbavatura l’uscita di pedana al corpo libero, ma primo e dopo tantissima sostanza, proprio quello che le si chiedeva, proprio quei punteggi che fanno così bene in una prova a squadre. Palla a lei e messa in banca, con grande gioia di tutti quanti e un bel riscatto personale.

 

ELISA MENEGHINI: 7,5. Mannaggia quel salto costale alla trave che ha portato alla caduta. La comasca fatica ancora a essere precisa con continuità su quell’elemento, ci mette in difficoltà per un attimino (le compagne si riprendono subito alla grande). Poi sarà meravigliosa, al suo primo Mondiale da titolare. Al corpo libero piazza un 14.066 dopo la prova di Erika che ci fa volare e poi soprattutto è lei a piazzare la stoccata che ci spedisce a Rio: rincorre per penultima al volteggio, ha in mano il match-point con il suo avvitamento e mezzo, un 14.600 da favola ci fa festeggiare.

 

LARA MORI: 7. Al suo secondo Mondiale consecutivo, partita per giocarsi un posto da titolare con la Ugrin (poi saranno in pedana insieme), si regala una nuova giornata da protagonista proprio come a Nanning. Cade sul primo salto alle parallele ma sulla trave si riscatta in maniera decisiva e fondamentale per tutta la squadra (13.766, secondo risultato dell’Italia).

 

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