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Atletica

Yeman Crippa accarezza il sogno ed è secondo alla Maratona di New York. Progressione letale di Almgren

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Yeman Crippa
Yeman Crippa / FIDAL

Yeman Crippa ha fatto sognare l’Italia, ha scaldato i cuori, ha emozionato, ha regalato voli pindarici a tutti gli appassionati della grande atletica ed è andato vicinissimo a concretizzare quella che sarebbe stata una delle imprese più leggendarie degli ultimi decenni: vincere la Maratona di New York, semplicemente la 42 km più prestigiosa, iconica, riconoscibile e simbolica al mondo.

Uno degli eventi più noti anche allo spettatore medio, segnato in calendario anche da chi non segue con frequenza le vicende sportive, è stato animato dal fuoriclasse trentino, che si era presentato con grandi ambizioni sul Ponte di Verrazzano e che ha saputo incantare lungo i cinque distretti della Grande Mela, correndo sempre da protagonista su un percorso di grande difficoltà altimetrica.

Il 30enne si era recato sulle strade statunitensi dopo aver vinto la Maratona di Parigi in primavera e aver chiuso al quarto posto sui 10.000 metri agli Europei di Birmingham, forte anche del record italiano di mezza maratona siglato a Napoli. L’allievo di Massimo Pegoretti ha saputo rimanere nella pancia del gruppo dei migliori, non facendosi distrarre dai tentativi dello statunitense Zouhair Talbi (propositivo in più frangenti) e facendosi trovare pronto quando si è iniziato a fare sul serio, ovvero negli ultimi dieci chilometri.

Il drappello di testa si è scremato con una naturale selezione da dietro, Yeman Crippa ha imposto il ritmo e, in coppia con lo svedese Andreas Almgren, ha fiaccato la resistenza del keniano Benson Kipruto, vincitore dodici mesi fa e tra i grandi favoriti della vigilia. Il fuoriclasse keniano è crollato quando mancavano un paio di chilometri al traguardo, quando si era ormai nel cuore di Central Park e si stavano per affrontare i tanti saliscendi del polmone verde, simbolo di New York.

Il nostro portacolori ha ingaggiato uno splendido spalla a spalla con Almgren: i due si erano già incrociati a metà agosto, quando lo scandinavo si laureò Campione d’Europa sui 10.000 metri (prima di conquistare il titolo iridato nella mezza maratona) e l’azzurro fu quarto, perdendo la volata finale con il francese Jimmy Gressier. Almgren era al debutto sulla distanza, ma era estremamente quotato e nell’ultima settimana si era parlato a lungo dei suoi allenamenti speciali: nell’ultimo chilometro ha accelerato e ha lasciato sul posto uno splendido Yeman Crippa, che ha chiuso al secondo posto ed è entrato in una nuova dimensione.

Dopo il trionfo di Parigi, la piazza d’onore nella Grande Mela rappresenta una svolta per la carriera del già Campione d’Europa di 10.000 metri e mezza maratona, che a trent’anni appena compiuti può guardare al futuro con ancora più ottimismo. Yeman Crippa ha chiuso con il tempo di 2h06:14, terzo crono in carriera dopo il 2h05:18 di Parigi e il 2h06:06 di Siviglia nel 2024, ma il percorso di New York è decisamente più esigente e dispendioso di quelli proposti nella capitale francese e in terra spagnola.

L’Italia è tornata sul podio a cinque anni di distanza dal terzo posto di Eyob Faniel e quello odierno è il miglior piazzamento negli ultimi trent’anni, purtroppo l’ultimo successo resta quello di Giacomo Leone nel 1996. Almgren ha vinto in 2h06:01, alla sua prima apparizione in assoluto in maratona: il 31enne ha dimostrato di essere competitivo su tutte le distanze del fondo, un europeo non vinceva dal 2024 con l’olandese Abdi Nageeye e la Svezia non aveva mai gioito.

Sul terzo gradino del podio è salito Kamohelo Mofolo dal Lesotho (2h06:26), che negli ultimi metri ha sopravanzato l’esausto Benson Kipruto (quarto in 2h06:27), quinto l’australiano Haftu Strintzos (2h06:34), sesto lo statunitense Zouhair Talbi (2h06:43).

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